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Dovizioso vince il gp di valencia 2018

MotoGP 2018 – Il GP di Valencia: diluvio universale e l’ultimo appuntamento del 2018!

Dopo aver visto le ultime tre gare dalla TV, questo weekend è stato tempo di tornare in pista per godersi l’ultimo GP della stagione, a Valencia. Ecco il mio “dietro le quinte” del fine settimana spagnolo, dove la pioggia ha condizionato soprattutto la giornata della domenica e dove le emozioni sono state all’ordine del giorno

Anche l’ultima gara della stagione è arrivata. Quella che durante l’anno pensi che sia lontanissima, ma che poi si avvicina silenziosamente e quasi ti sorprende. All’ultima gara della stagione non sono mai preparata. È forse la più difficile dal punto di vista emotivo, perché saluti persone e piloti che il prossimo anno magari non rivedrai, e se anche le rivedrai non sarà mai prima di marzo (almeno). È il Gran Premio in cui ti rendi conto che le emozioni che proverai te le dovrai far bastare per tre lunghissimi mesi, che a tratti ti sembreranno infiniti.

Quest’anno è stato tutto particolarmente malinconico per me. L’idea di non rivedere più Dani Pedrosa, ad esempio, è piuttosto triste. Che poi sì, magari lo rivedrò vestito con i colori KTM qualche volta, non parte mica per la guerra, ma è stato in tutti questi anni una presenza costante nel paddock, e quindi rassicurante. Forse non è facile capire questa cosa, ma in questo ambiente così grande, dispersivo e caotico, diventa quasi naturale avere dei punti di riferimento. Da quando ho iniziato a lavorare qui, Pedrosa c’è sempre stato, con la sua timidezza, la sua riservatezza e la sua disponibilità (oggi non per ultimo, quando stavo andando via dal circuito l’ho visto lì circondato dai tifosi). Così come Alvaro Bautista, che è sempre stato molto gentile e carino e che dal prossimo anno andrà in Superbike. Mancheranno, ecco.

Con il GP di Valencia per alcuni si chiude una porta e se ne apre un’altra. E questo succede sia per i piloti, sia per gli addetti stampa, sia per i giornalisti. In questo GP di Valencia, che è arrivato già a titoli consegnati, sembra di essere quasi in Purgatorio, è una sensazione strana perché fino a domenica siamo stati tutti nel 2018 e da martedì, quando inizieranno i test, per tutti noi sarà già il 2019. Festeggiamo il capodanno in anticipo, domenica sera, prima di tornare a fare le persone serie e ad attendere le meritate ferie. Ma ora stop ai sentimentalismi, andiamo in pista.

Moto3 – La gara della classe minore è stata vinta da un supereroe, Can Concu, pilotino turco di 15 anni, wildcard, che è diventato il pilota più giovane a vincere una gara del Mondiale. Ha fatto una gara strepitosa, da pilota maturo e ha esaudito il primo sogno di qualsiasi pilota. E che tenerezza il gemello che si sbracciava per fargli segno di andare piano. Peccato peccato per Arbolino, se la sarebbe meritata anche lui la vittoria, e bravo bravo a “Diggia” (Fabio Di Giannantonio) che ha conquistato il secondo posto in classifica.

La Moto2, ahimé, non l’ho potuta seguire tutta, e quindi commento direttamente la gara della MotoGP. E che gara ragazzi!

MotoGP – Ammetto che avevo le lacrime agli occhi già al giro di ricognizione (mi è bastato vederli partire e sentire il rombo dei loro motori) e ringrazio il cielo che nessuno si sia fatto male in quelle terribili condizioni. Il diluvio lo sapeva che alle 14 correva la top class, e verso le 13.45 si è abbattuto sul circuito, così da incasinare completamente l’ultima gara. Dopo ben 13 cadute (ripeto: TREDICI) la corsa è stata giustamente interrotta per poi ripartire per altri 14 giri. Come ormai saprete bene, mi dispiace tanto veder cadere i piloti e ieri ne sono caduti troppi. Forse andava interrotta prima la gara, ma con il senno di poi è tutto più facile. Gli ultimi giri sono stati interminabili, con tutta quell’acqua in pista non vedevo l’ora di vedere sventolare la bandiera a scacchi e quando finalmente è finita è stata un’esplosione di gioia! Andrea Dovizioso è stato magico con la sua Ducati, adoro vedere come pennella le curve con la sua moto. Rins è stato molto bravo e intelligente a capire il limite, mentre lasciatemi fare una sviolinata a Polyccio Espargaro che oggi ha compiuto un’impresa straordinaria. Nell’ultima gara del 2018 KTM ha raccolto il suo primo, storico, podio grazie allo spagnolo e quando ha tagliato il traguardo, ebbene sì, mi sono commossa. Ottimo lavoro, bravi ragazzi!!! E bravi tutti, piloti, addetti stampa, team che hanno lavorato con grinta in questo 2018 ormai concluso e che ci ha regalato grandi grandissime emozioni. La ricorderò come una delle stagioni che ho vissuto con maggiore intensità e grazie a tutti coloro che, personalmente, l’hanno resa tale.

MotoGP 2018 – Il GP di Valencia: diluvio universale e l’ultimo appuntamento del 2018! ultima modifica: 2018-11-19T12:08:26+00:00 da Serena Zunino

Su Serena Zunino

Serena Zunino
Ligure d'origine, milanese di adozione, vivo le passioni in maniera viscerale - per la felicità di chi mi sta vicino - e sono curiosa come una scimmia

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