motogp jerez 2020

#MarteGP, le emozioni del GP di Jerez 2020 – MotoGP

MotoGP GP Jerez 2020 – Dopo quattro lunghissimi (e difficili) mesi di attesa, finalmente la MotoGP è ripartita e nel primo fine settimana dell’anno le sorprese sono state all’ordine del giorno.

Intanto, non so voi, ma quando ho visto la ripresa video dall’alto, con tutti i piloti schierati in griglia, pronti per partire, mi sono accorta di quanto effettivamente mi siano mancati. Loro e questo sport. E che gara!

È possibile che se Marc Marquez non avesse commesso quell’errore nelle fasi iniziali, salvando l’impensabile (!) saremmo stati spettatori di un suo dominio totale, ma le cose per nostra fortuna sono andate diversamente e lui ci ha regalato uno di quei momenti che resterà nella storia. Una rimonta unica, incredibile, spaziale, pulita, dal 16esimo al terzo posto, che poco dopo sarebbe diventato molto probabilmente un secondo posto, se la sfortuna non si fosse messa di traverso. Perché un incidente deriva molto spesso da un errore del pilota, ma che il suo braccio venga risucchiato dalla moto durante la caduta, questa si chiama solo sfiga.

Per la prima volta in sette anni Marquez si è infortunato e non sarà al via del GP di Andalusia, Jerez alla seconda. Assurdo, no? Ho già la sensazione che domenica sembrerà mancare un “pezzo” in pista, quello a cui tutte le gare solitamente girano intorno. Che apparirà, se tutto va bene, a Brno in tempi da record.

Nel frattempo ci sarà Fabio Quartararo che cercherà la doppietta! Scusate il punto esclamativo, ma la sua prima vittoria mi ha regalato gioia, e mi ha fatto emozionare. È stata quasi tangibile la sua crescita e anche la sua maturazione da Valencia 2019. Fabio che ha la fame di vincere con ancora quel viso da ragazzino, pulito e simpatico, che quando sale sulla Yamaha M1 sembra davvero indiavolato. Che ha pianto sul podio. Che ha sofferto per anni nel Mondiale per quei risultati che tardavano ad arrivare e ora finalmente sta raccogliendo i frutti del suo duro lavoro. Che, non so perché, mi piace da matti! E mi ha fatto riascoltare la Marsigliese, di cui onestamente avevo i ricordi offuscati, nonostante la zia francese. Va veloce il ragazzo, ha la testa a posto, ha la fiducia di Yamaha. Ha tutto per arrivare lontano.

Ma quest’anno tra gli avversari avrà Maverick Viñales, anche lui autore di un buon cambiamento. Mack ora lo vedo nettamente più centrato, più sereno, lo vedo davvero il diretto rivale di Marc al titolo. Ora, secondo me, ha più chance che mai, anche se in gara credo che sia stato penalizzato dalla scelta della gomma morbida all’anteriore.

E poi il nostro Dovi, eroico a Jerez. Che sogno vederlo sul podio, proprio lì! Operato alla clavicola una ventina di giorni prima, in difficoltà con la gomma nuova posteriore, nei media debrief ripeteva spesso: “Dobbiamo mantenere la calma e lavorare”. E ce l’ha fatta, testa bassa e via senza scomporsi, ha ottenuto il miglior piazzamento possibile su una pista ostica, per lui e per Ducati, dando un’altra dimostrazione di quello che sa fare. Di meglio, davvero, era impossibile. Bravo Dovi!

Unica nota negativa: in un solo weekend ci sono stati ben tre infortuni, di cui due da operare chirurgicamente. Ecco, questo non mi piace, non è comunque “normale” in MotoGP. Ma vuoi che si sono presentati tutti in pista più indemoniati che mai, vuoi che le condizioni in pista sono state spesso estreme, vuoi che fanno pur sempre i piloti di MotoGP, questo è stato il risultato. Mi auguro con tutto il cuore che questa sia stato solo un caso e che dal secondo GP si riparta senza perdere altri pezzi del puzzle MotoGP.

È possibile che se Marc Marquez non avesse commesso quell’errore nelle fasi iniziali, salvando l’impensabile (!) saremmo stati spettatori di un suo dominio totale, ma le cose per nostra fortuna sono andate diversamente e lui ci ha regalato uno di quei momenti che resterà nella storia. Una rimonta unica, incredibile, spaziale, pulita, dal 16esimo al terzo posto, che poco dopo sarebbe diventato molto probabilmente un secondo posto, se la sfortuna non si fosse messa di traverso. Perché un incidente deriva molto spesso da un errore del pilota, ma che il suo braccio venga risucchiato dalla moto durante la caduta, questa si chiama solo sfiga. 

Per la prima volta in sette anni Marquez si è infortunato e non sarà al via del GP di Andalusia, Jerez alla seconda. Assurdo, no? Ho già la sensazione che domenica sembrerà mancare un “pezzo” in pista, quello a cui tutte le gare solitamente girano intorno. Che apparirà, se tutto va bene, a Brno in tempi da record.

Nel frattempo ci sarà Fabio Quartararo che cercherà la doppietta! Scusate il punto esclamativo, ma la sua prima vittoria mi ha regalato gioia, e mi ha fatto emozionare. È stata quasi tangibile la sua crescita e anche la sua maturazione da Valencia 2019. Fabio che ha la fame di vincere con ancora quel viso da ragazzino, pulito e simpatico, che quando sale sulla Yamaha M1 sembra davvero indiavolato. Che ha pianto sul podio. Che ha sofferto per anni nel Mondiale per quei risultai che tardavano ad arrivare e ora finalmente sta raccogliendo i frutti del suo duro lavoro. Che, non so perché, mi piace da matti! E mi ha fatto riascoltare la Marsigliese, di cui onestamente avevo i ricordi offuscati, nonostante la zia francese. Va veloce il ragazzo, ha la testa a posto, ha la fiducia di Yamaha. Ha tutto per arrivare lontano.

Ma quest’anno tra gli avversari avrà Maverick Viñales, anche lui autore di un buon cambiamento. Mack ora lo vedo nettamente più centrato, più sereno, lo vedo davvero il diretto rivale di Marc al titolo. Ora, secondo me, ha più chance che mai, anche se in gara credo che sia stato penalizzato dalla scelta della gomma morbida all’anteriore.

E poi il nostro Dovi, eroico a Jerez. Che sogno vederlo sul podio, proprio lì! Operato alla clavicola una ventina di giorni prima, in difficoltà con la gomma nuova posteriore, nei media debrief ripeteva spesso: “Dobbiamo mantenere la calma e lavorare”. E ce l’ha fatta, testa bassa e via senza scomporsi, ha ottenuto il miglior piazzamento possibile su una pista ostica, per lui e per Ducati, dando un’altra dimostrazione di quello che sa fare. Di meglio, davvero, era impossibile. Bravo Dovi!

Unica nota negativa: in un solo weekend ci sono stati ben tre infortuni, di cui due da operare chirurgicamente. Ecco, questo non mi piace, non è comunque “normale” in MotoGP. Ma vuoi che si sono presentati tutti in pista più indemoniati che mai, vuoi che le condizioni in pista sono state spesso estreme, vuoi che fanno pur sempre i piloti di MotoGP, questo è stato il risultato. Mi auguro con tutto il cuore che questa sia stato solo un caso e che dal secondo GP si riparta senza perdere altri pezzi del puzzle MotoGP.

Su Serena Zunino

Serena Zunino
Ligure d'origine, milanese di adozione, vivo le passioni in maniera viscerale - per la felicità di chi mi sta vicino - e sono curiosa come una scimmia

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