#MarteGP, Dovi e Ducati: ognuno per la sua strada

Lo ammetto: l’idea della vittoria iridata di Andrea Dovizioso in MotoGP con la Ducati è stato uno dei miei sogni più belli degli ultimi anni, lavorativamente parlando.

La coppia, (quasi) tutta italiana, mi è sempre piaciuta molto. Dovizioso, così riservato, a volte anche timido, ma onesto, sincero, in primis con sé stesso, uomo tutto d’un pezzo, poco comunicatore ma tanto umano. Ducati, la “nostra” Casa, perché penso che un po’ tutti i motociclisti italiani la sentano un po’ loro. Che ha una storia diversa rispetto ai grandi colossi giapponesi. Sfido chiunque a visitarne il museo e a non restarne a bocca aperta, sentendo anche un pizzico di orgoglio nostrano.

Questa coppia a fine anno si separerà. E non vedremo più Dovizioso vestito di rosso, e il suo 04 sul cupolino della Desmosedici GP. E mi dispiace. Ma se lascio le emozioni da parte, capisco che forse è andata bene così. In una relazione, quando non si va più d’accordo, è più intelligente salvare il salvabile, chiudere quando si è ancora in tempo perché i ricordi belli siano più di quelli spiacevoli. Affinché quando un giorno, fra tanti anni, si ripenserà a cos’è stata questa coppia, si sorrida pensando solo ai bei tempi andati.

Mi piaceva da impazzire la scritta DesmoDovi che aveva sulla tuta – ironicamente fino allo scorso anno – che lo rendeva ancora più un tutt’uno con la sua moto, quella che con sforzo, tempo, energia e tenacia ha portato a essere un mezzo vincente dopo tanti anni di duro lavoro, credendoci più che mai. Da persona coerente quale è Andrea ha preso lui stesso la decisione di porre fine alla storia con Ducati. Una scelta decisamente coraggiosa, che sa anche di amor proprio. Ora non ci resta solo che metabolizzare la notizia. E per l’ultima volta sperare che il mio sogno – e di tanti altri – si realizzi. Sarebbe il modo migliore per tutti per chiudere quella relazione che, alla fine dei conti, ci ha fatto sognare per anni. Sul gradino più alto del mondo dove, entrambi, meritano di stare.

Su Serena Zunino

Serena Zunino
Ligure d'origine, milanese di adozione, vivo le passioni in maniera viscerale - per la felicità di chi mi sta vicino - e sono curiosa come una scimmia

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