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Il GP del Giappone, tra voglia di sushi a tutte le ore, un fantastico “Bez” e un Marquez inarrestabile

Via che si parte anche quest’anno con il “trittico” asiatico. Per tre weekend, di fila, è come se fossi in Giappone, in Australia e in Malesia, anche se in realtà non mi muoverò da Milano e fuori dalla finestra sarà ancora buio. Ecco il mio Gran Premio del Sol Levante, tra sveglie disseminate in giro per casa e voglia di sushi anche a colazione

La sveglia… è fondamentale!

Fortunatamente, per lavoro devo scrivere solo di MotoGP, e questo mi ha permesso di ritardare di un’ora la sveglia nella notte tra giovedì e venerdì, per guardare le prove libere della top class.
Il mio commento del venerdì mattina è stato “pensavo peggio”, del resto era solo l’inizio ed è normale avere quell’ottimismo tipico delle prime volte. Nel tardo pomeriggio avevo già le prime paranoie dettate dalla stanchezza, e la sera ero di un altro avviso, ovviamente. Se la prima nottata è andata via in scioltezza, sabato avevo già capito che “non ho più il fisico per fare queste cose da giovani”, io che non ho neanche figli. Meno male che è subito arrivata in soccorso l’adrenalina, che anche se ho dovuto puntare 12 sveglie alle due e mezza del mattino (io quando dormo, dormo) una volta davanti al pc ero più sveglia che mai. Il giorno prima comunque avevo avvisato i vicini che lavoravo la notte, così se avessero dovuto sentire una delle sveglie (posizionate con cura in diverse parti della stanza per obbligarmi ad alzarmi) sapevano che non era l’allarme antincendio.

Ma ora, veniamo a noi. Il paese del Sol Levante è nella mia lista dei viaggi da fare a breve, e anche se più di una persona mi ha detto che il circuito di Motegi è scomodo da raggiungere e bla bla bla, non potete capire la voglia di sushi, di edamame, di ramen che mi è venuta quando nella notte italiana sfogliando Instagram ho potuto ammirare la vera cucina giapponese bene impressa nelle foto di tutti coloro che sono sul posto. Un giorno ci andrò e ve lo giuro ne farò incetta, anche a colazione, fino a quando il giapponese di turno mi guarderà male e mi farà desistere. Forse.

Moto3 – Nel motociclismo tutto può succedere, ma lasciatemi aggiungere: “Soprattutto in Moto3”. A Motegi, a tre gare dalla fine, il mondiale si è riaperto alla grande con una prestazione straordinaria firmata Marco Bezzecchi, tornato nuovamente alla vittoria. La caduta del rivale al titolo Jorge Martin, ha ridotto il distacco tra i due a solo un punto: lo spagnolo domina, ma lo spettacolo non è ancora finito e questo è forse l’unico titolo che potrebbe essere assegnato a Valencia. E quindi grandissimo Bez, sei stato un leone! Bravo anche Lorenzo Dalla Porta, secondo, e un applauso al debuttante Dennis Foggia, che dopo il podio tailandese ha chiuso con un ottimo quarto posto.

Moto2 – Con la squalifica di Fabio Quartararo, è ancora il nostro Pecco (Francesco Bagnaia) a vincere in Giappone. Quasi ormai un’abitudine questa, che però mi riempie d’orgoglio e di gioia come se mi riguardasse davvero personalmente. Poco importa se non abbiamo sentito il nostro Inno sul podio, Pecco ha svolto comunque un’ottima gara senza sprecare nulla e dimostrando grande maturità. Il romagnolo d’adozione ha ora 35 punti di vantaggio in classifica su Miguel Oliveira, un buon vantaggio che se gestirà bene si potrebbe trasformare (molto) presto, nel tanto atteso titolo iridato. Dai dai dai!!

MotoGP – L’unica possibilità che Marquez aveva di vincere il titolo a Motegi era finire davanti a Dovizioso. Molto molto molto difficile, secondo me, dopo aver visto il Dovi perfettamente a suo agio in pista in ogni sessione. E invece… Invece è successo che un errore al penultimo giro l’abbia fatto scivolare, e a quel punto Marquez non ha fatto altro che portare a termine la gara senza rischi, GP che l’ha proclamato il pilota più giovane a conquistare sette titoli iridati. Chapeau a Marquez, che in questa stagione ha sbagliato pochissimo, ha vinto tantissimo, è diventato un tutt’uno con la sua RC213V e ha festeggiato un titolo assolutamente strameritato. Il settimo, a soli 25 anni, rendiamoci conto. Ha davvero ragione Dovizioso che ha affermato: “Per batterlo bisogna inventarsi qualcosa…” Bravo cabroncito!! Il Dovi ha poi tagliato il traguardo in diciottesima posizione, peccato peccato peccato. E mannaggia a te che alle 7.41 mi hai fatto svegliare tutto il condominio!

Il GP del Giappone, tra voglia di sushi a tutte le ore, un fantastico “Bez” e un Marquez inarrestabile ultima modifica: 2018-10-22T11:34:49+00:00 da Serena Zunino

Su Serena Zunino

Serena Zunino
Ligure d'origine, milanese di adozione, vivo le passioni in maniera viscerale - per la felicità di chi mi sta vicino - e sono curiosa come una scimmia

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