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GP d’Italia: tra parrucche, emozioni e tricolore!

Il Mugello è un posto speciale, e di questo ne abbiamo già parlato, ma questa edizione 2019, ragazzi, ha superato ogni mia aspettativa. Arbolino ha svolto un weekend capolavoro, Marini è tornato sul podio e Petrucci, che dire, è stato magico!

Gli appuntamenti del calendario di MotoGP in Italia sono due, ma quello veramente italiano si tiene a giugno al Mugello. E proprio qui il tricolore è stato il protagonista del fine settimana, fuori e dentro la pista. Questo weekend al Mugello il calore e la gioia della gente si è sentita già dal mattino quando in macchina dovevo fare lo slalom tra tutti gli appassionati che a piedi raggiungevano il circuito. Ho visto gente indossare parrucche, armate di bandiere, portando con sé borse frigo pronte a esplodere, sacchetti pieni di qualunque cosa, il tutto condito da grande entusiasmo e adrenalina. Il profumo di grigliata mi avvolgeva già alle 8 del mattino, appena arrivavo in circuito, mentre davo un’occhiata alle colline tappezzate di tende e di persone. Ho strabuzzato gli occhi al sentire il boato del pubblico che rispondeva al saluto dello speaker del circuito, prima di ogni turno, da pelle d’oca.

Questo, in breve, è il Mugello dove la passione si respira a pieni polmoni ed è tutto una grande festa. Le colline toscane erano sommerse di persone, ovunque. Anche per questo motivo, poco prima della partenza della Moto3 i cellulari hanno smesso di funzionare (come ogni anno), e io sono rimasta scollegata dal resto del mondo e collegata, solo, alle emozioni.

Il weekend è iniziato con la presentazione del libro “Belin, che paddock” di Carlo Pernat, che ho avuto il grande piacere poi di intervistare, e che, fidatevi, dovete assolutamente comprare. Se volete conoscere dettagli succosi sul Motomondiale, sulla storie che nessuno vi racconterà, lì state certi che li troverete.

Il dietro le quinte è quello che, da sempre, amo vedere. Onde evitare la classica coda che caratterizza il Mugello, qui la sveglia è sempre estremamente presto e quindi si arriva in circuito ben prima che inizi l’azione in pista. Ed è in questi momenti che vedi cose “nuove”. Che vedi i piloti della MotoGP entrare nel box a orari insoliti, per andare a studiare i dati e parlare con il team, suppongo. Per pensare alla soluzione di cui hanno bisogno per arrivare davanti a tutti, per raschiare il fondo del barile pur di recuperare qualche millesimo che possa, nel complesso, poi cambiare qualcosina.

Soprattutto, prima della gara mi affacciavo alla finestra per vederli arrivare ed entrare nei camion davanti ai box. Ed è pazzesca la loro trasformazione: li vedi entrare con jeans e maglietta, e ti sembrano dei ragazzi normali che ridono e scherzano con qualche meccanico. Poi la porta si chiude. Dopo dieci minuti li vedi uscire con indosso la tuta, il sorriso è stato spazzato via dalla concentrazione, e nei loro occhi c’è il diavolo.

Moto3 – Ci siamo! Una lotta (quasi) tutta italiana con  Lorenzo Dalla Porta e Tony Arbolino protagonisti della gara, e Niccolò Antonelli arrivato sul finale. Venti giri di sorpassi al limite, di strategia, di frenate impiccate e di scie. Gli ultimi passaggi sono al cardiopalma, nessuno si tira indietro, tutti vogliono vincere e sanno bene che uscire in prima posizione all’ultima curva qui al Mugello, se non si ha un buon vantaggio, non paga. Grande prestazione e grande intelligenza di Arbolino (VNE Snipers) che sfrutta chirurgicamente la scia di Dalla Porta (Leopard Racing) e vince per soli 29 millesimi al fotofinish! Che bomba! Primo successo iridato per il pilota di Garbagnate Milanese, pupillo di Pernat, che non ha sbagliato nulla in questo fine settimana, e che anzi, si è dimostrato maturo, magistrale, un vero top rider. Complimenti! Terzo Masia (Bester Capital Ducati) per soli 78 millesimi, la stessa manciata che frega Antonelli, quarto dopo esser partito diciottesimo. Peccato!

Moto2 – La classe di mezzo ha visto la vittoria (seconda consecutiva) di Alex Marquez (EG 0,0 Marc VDS), che si è così pericolosamente avvicinato al nostro Lorenzo Baldassarri (FLEXBOX HP 40) in campionato (a meno due). Ma soprattutto, dopo tanta fatica e tanti sacrifici eccolo tornare a stare là davanti, dove si merita, Luca Marini! Il pilota dello Sky Racing Team VR46, archiviata la delicata operazione alla spalla, ha portato a casa un risultato ottimo che l’ha ripagato dei suoi sforzi e che gli ha rimesso a posto il morale. Bravo Luca! Buon quarto posto per Lorenzo Baldassarri, che limita i danni in campionato, e chiudono anche nella top 10 Enea Bastianini, sesto, e Fabio Diggiannantonio, decimo.

MotoGP – E poi arriva il grande momento, la top class. Sapevo benissimo che Marquez era messo bene, ma in cuor mio speravo che sulla pista italiana per eccellenza vincesse una Ducati.
Eccoli in griglia. Partono. Marquez dalla pole, ottimo spunto e via che prende la testa della gara. Prova ad allungare, giro dopo giro, ma non riesce a scappare. Dovizioso e Petrucci restano lì, incollati, e poi si aggiungono Miller e Rins. Viene fuori una gara (finalmente) imprevedibile, come la Moto3,  con questi pazzi che corrono con il coltello tra i denti, nessuno disposto a mollare un millesimo. Non c’è storia per Marquez, qui comandano le “rosse”, ma lo spagnolo di certo non si tira indietro.
Nelle dichiarazioni post gara ammetterà poi di aver pensato al campionato, ma gli basta riguardare gli ultimi giri per rendersi conto di non averci pensato affatto. Marquez è veloce, ma non incisivo come il suo solito. Dovizioso è stratega, ma non è abbastanza veloce. E poi c’è Petrucci, debilitato dagli antibiotici (causa influenza), ma più aggressivo del solito e ragionare, oggi, non è la sua qualità principale. Il “Petrux” fa il matto, entra dove vede uno spiraglio, guida la Desmosedici GP come se per lui non avesse più segreti, calcola tutto, è sicuro come forse non lo è mai stato. Domina la gara quando può, riprende Marquez quando necessario, dosa le (poche) energie e nel last lap fa il suo gioco. Il “Petrux” vince, stravince, trionfa per soli 43 millesimi su Marquez e piange, piange come un bambino che realizza il suo sogno. E in sala stampa ci scateniamo, urliamo di gioia, applaudiamo, e ammettiamolo, piangiamo anche noi! Perché Petrux è Petrux, un ragazzo umile, normale, simpatico, divertente, che non è mai stato visto come un vincente, eppure quest’anno ha fatto una grande trasformazione che l’ha portato proprio lì, sul gradino più alto del podio. Dove? Al Mugello. La sua gioia è immensa, un po’ come la nostra per lui. Se l’è meritata, tantissimo, per tutti i sacrifici che ha dovuto fare per arrivare fin qui, per tutta la sua storia. E ancora di più la lacrimuccia mi è scesa quando ho visto il suo “vecchio” team di Pramac aspettarlo in pit lane per festeggiarlo: questo rispecchia il valore umano del Motomondiale. Bravissimo Petrux, hai fatto qualcosa di straordinario, sei entrato, ora finalmente di diritto, nella lista dei grandi e noi abbiamo visto quanto cuore c’è dietro tutto questo. Oggi non c’è altro da aggiungere!

GP d’Italia: tra parrucche, emozioni e tricolore! ultima modifica: 2019-06-03T13:56:39+02:00 da Serena Zunino

Su Serena Zunino

Serena Zunino
Ligure d'origine, milanese di adozione, vivo le passioni in maniera viscerale - per la felicità di chi mi sta vicino - e sono curiosa come una scimmia

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