Se la Sirenetta arrivasse a New York

Cosa succederebbe se gli eroi della nostra infanzia uscissero dal cartone animato che abbiamo consumato, finendo per graffiare il nastro dell’obsoleto vhs e decidessero di vivere la nostra vita?

Che ne sarebbe dei piccoli grandi personaggi tanto amati, se venissero catapultati nella realtà di una grande metropoli come New York City?
Ce la farebbero a sopravvivere o sarebbero risucchiati nel frenetico mondo della città che non dorme mai?
Troppe domande lo so, ma dopo aver visto “I Puffi 2”, ho pensato più volte a quello che avrebbero passato i personaggi Disney in una situazione del genere.
I topini aiutanti di Cenerentola avrebbero fatto amicizia con i mega-ratti della città, Biancaneve si sarebbe fermata in tutti i Deli del suo quartiere ad assaggiare “apple pie” e forse La Sirenetta avrebbe nuotato fino a Coney Island in cinquantatre secondi netti, virata compresa.
AH! La fantasia, bella bestia!
Ma ci ha pensato il fotografo Harry McNally a dare una seconda vita a questi personaggi, l’idea gli è venuta una sera mentre guardava il suo archivio di vecchie foto in bianco e nero, da lì al risultato finale, il tempo di un disegno.
Cenerentola, le sue sorellastre, Peter Pan e Alice nel Paese delle Meraviglie tutti catapultati nelle strade, nelle stanze d’albergo e nelle stazioni della metropolitana newyorkese.
Una serie di scatti con le sovrapposizioni di questi fantastici personaggi che ci regalano sempre un ricordo legato all’infanzia, ma a quanto pare, in grado di adattarsi perfettamente al nostro mondo.

Su Clara

Sono cresciuta a libri,moda e rock'n'roll. Mangio arte fin da piccola e ho sempre saputo che mi sarei occupata dell'immagine in tutto quello che la riguarda. Dopo i canonici anni di Liceo Artistico frequento l'Istituto Marangoni e l'Accademia del Lusso e della Moda a Milano dove spazio tra creazioni, styling e scrittura di settore. Ho una passione per il vintage a cui do una seconda vita, riutilizzando accessori e complementi d'arredo la cui immagine si stravolge e ne esce completamente rinnovata, la linea si chiama Resurrection Design, un nome che è tutto un programma, ma soprattutto una filosofia sulle possibilità. Scrivo, disegno e dispenso consigli su quello che sarà cool, una sorta di guida semiseria di quello che fotografo in giro per la City con l'occhio marcato dall'eyeliner e che racconto come se fosse una storia. Rido tanto, sogno molto e macino chilometri...ma sempre con un certo stile!

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