Salviamoci la pelle

Ve lo anticipo subito, questo è uno sfogo personale. Cercherò di analizzare la cosa con occhio critico. Cercherò di rimanere obiettiva, anche se la cosa mi riguarda direttamente

Ed è per questo che non posso mentire, né a voi né alla tastiera del mio Mac.
Tempo fa uscì un libro che lessi, mio malgrado solo dopo averne visto il film, dal titolo “La verità è che non gli piaci abbastanza”, una sorta di manuale sulle scuse che I Maschi usano, per lasciare Le Femmine, al posto di dire più semplicemente “sono stufo”.
Detto ciò, ho ragionato, analizzato e smontato varie teorie sulla diversità dei due bizzarri mondi e la cosa che mi è saltata all’occhio – sempre lo stesso, quello critico – è che forse la differenza sta nell’educazione.
Mi spiego meglio.
Gli uomini (non tutti) spesso tradiscono, lasciano e fanno cazzate. Le donne (non tutte) spesso cercano di comprendere e spiegare, anche contro la logica, ogni loro singolo comportamento.
Collegano ogni singolo errore a mancanze emotive, magari caratteriali, se non addirittura mentali. Sì, perché saremmo in grado di comprendere e perdonare anche il più scellerato dei mitomani, solo perché lo amiamo.
Ci raccontiamo che è un momento, che passerà, che dobbiamo andare incontro a qualcosa che inevitabilmente ci farà male, perché ne siamo coscienti che sarà così, ma ci sbattiamo il cranio ugualmente, reprimendo anche lì il dolore.
Tutto questo per dare il tempo agli uomini di concentrarsi sui loro “momenti-periodi-ere geologiche”, perché molto spesso riteniamo che vadano educati a superare quel difficile stadio che stanno attraversando.
Li prendiamo per mano, gli asciughiamo le lacrime e ci diamo la colpa di non aver fatto abbastanza, anzi per averlo portato ad essere così vulnerabile.
La donna parla parla parla,passa per rompicoglioni e così facendo lo aiuta a smarcarsi da una situazione che è solo a suo sfavore.
E qui arriva il punto.
Se noi educhiamo gli uomini, chi educa noi?
Semplice: lo facciamo da sole.
Molte di noi (non tutte) si mettono in discussione e si fanno domande. Spalanchiamo armadi pieni scheletri e facciamo pulizia, nell’anima e nella ragione.
Dobbiamo avere la forza per medicarci da sole le ferite, fare pace con la testa e il cuore, analizzare i sentimenti cercando di mediare con quella brutta bestia che è l’orgoglio.
Ma ce la facciamo. Sempre.
Però, detto tra noi, non vi sembra un po’ un’ingiustizia?
Forse è solo questione di essere educati.

Su Clara

Sono cresciuta a libri,moda e rock'n'roll. Mangio arte fin da piccola e ho sempre saputo che mi sarei occupata dell'immagine in tutto quello che la riguarda. Dopo i canonici anni di Liceo Artistico frequento l'Istituto Marangoni e l'Accademia del Lusso e della Moda a Milano dove spazio tra creazioni, styling e scrittura di settore. Ho una passione per il vintage a cui do una seconda vita, riutilizzando accessori e complementi d'arredo la cui immagine si stravolge e ne esce completamente rinnovata, la linea si chiama Resurrection Design, un nome che è tutto un programma, ma soprattutto una filosofia sulle possibilità. Scrivo, disegno e dispenso consigli su quello che sarà cool, una sorta di guida semiseria di quello che fotografo in giro per la City con l'occhio marcato dall'eyeliner e che racconto come se fosse una storia. Rido tanto, sogno molto e macino chilometri...ma sempre con un certo stile!

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