Giornate frenetiche queste della #mmfw Milano Moda Uomo. Un taxi strappato alla giornalista in prima fila, un Uber che arriva ma che non ti appartiene e chilometri e chilometri a piedi, ma solo perché il fisico te lo permette
Gli stilisti non dovrebbero lasciare gadget sulle sedute, ma bensì dei Gatorade o barrette energizzanti, così da rinfocillarsi tra una sfilata e l’altra. Ma in passerella? Tutti belli, tutti giovani, troppo, tutti con la barba.
La barba, Lei che tutto può.
Trasforma il ventenne in super-macho-micio e dona senza fatica il fascino di cui lo stilista abbisogna.
Ho visto barbe che se potessero parlare urlerebbero alla rivolta, pettinate, laccate, cerate solo per il gusto di esserci.
Uomo, che barba!
Ho sentito di tutto, e non solo tra i modelli. Ragazzini dall’età anagrafica discutibile che disquisivano sui trattamenti più o meno idonei dei tre peli che si sono materializzati sul mento. A questo punto, un grido di dolore mi viene spontaneo: Uomo dove sei?
Diamo a Cesare quel che è di Cesare.
Se poi Cesare è barbuto e tatuato, dieci e lode, ma lo stile dovrebbe andare di pari passo con la presenza. Insomma la barba dà quel fascino in più, ma solo se puoi permettertela.
È sempre necessario apparire ciò che non si può ancora essere?
Il tempo passa per tutti… forse è solo questione di pazienza.