La notizia mi è arrivata tramite un messaggio whatsapp. Un trillo, una foto di un comunicato appena reso noto ai media, poi un altro trillo e un’altra foto con la notizia più completa. Franca Sozzani, storica direttrice di Vogue Italia non c’era più.
Per chi bazzica e conosce un po’ il mondo della moda, per le amanti delle riviste traboccanti glamour e raffinatezza, per gli addetti ai lavori il nome di Franca Sozzani rappresentava un’istituzione.
Vera. Fatta. Finita.
Una figura di riferimento per il giornalismo di settore in fatto di stile, che decideva cosa sarebbe stato di mese in mese, di stagione in stagione, capace di creare l’immagine della donna chic e al passo con i tempi, svettante su stiletti griffati e mai scontata.
Ho letto tutti i comunicati Ansa che uscivano nelle ore seguenti, i post di cordoglio pubblicati da amici e collaboratori, gli articoli di firme autorevoli che la ricordavano come una gran donna e un’immensa professionista.
Oltre a essere un personaggio pubblico era anche una mamma.
La mamma fiera di un figlio -Francesco Carrozzini, fotografo e regista- che le ha dedicato un toccante documentario dal titolo “Franca: Chaos and Creation”, presentato alla scorsa edizione della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia.
Ho avuto il piacere di vederla moltissime volte, la signora Franca.
Fuori dalle sfilate, in mezzo a tutti quelli che come me, portavano a casa scatti in mezzo al traffico sgomitando per una buona inquadratura.
Tutti li a correrle incontro appena scendeva dall’auto. Capelli biondi ondulati, passo deciso e mise impeccabile.Sempre. Ricordo i sorrisi timidi quando incrociava sguardi e saluti.
Ricordo la luce che sprigionava e ricordo il peso del potere a cui il suo ruolo la obbligava.
Era tutto lì davanti a noi.
E questo non vuole essere l’ennesimo post riassuntivo di una carriera fantastica, quello che ha fatto potete leggerlo ovunque. Piuttosto vuole essere un personale ricordo di una persona che non sa chi io sia, ma che comunque scelse una mia foto per un concorso.
Una persona che quando salutavo timidamente o sfacciatamente con un “Buongiorno Direttore”, ricambiava il saluto.
Grazie Direttore.
Per la lezione di stile e di vita.