Limonov di Emmanuel Carrère, un libro da leggere almeno per tre motivi

Limonov di Emmanuel Carrère, un libro da leggere almeno per tre motivi

Ieri a 77 anni se n’è andato Eduard Limonov, personaggio controverso della seconda metà del 900, un russo punk, contestatore per definizione, strenuo oppositore di Putin e di tutto l’apparato sovietico e, non ultimo, protagonista di uno dei libri più acclamati degli ultimi anni, ossia per l’appunto Limonov, del francese Emmanuel Carrère

Limonov è un libro che va letto per molti  motivi, alcuni dei quali esulano dal personaggio stesso di Limonov, un uomo “contro”, difficile da digerire non solo per le sue idee politiche parecchio estreme (lo vogliamo definire un fascista?), ma anche per la sua volubilità che, stando a Carrère, lo ha reso un uomo falso, opportunista, egocentrico, ma anche talentuoso e, per certi versi, capace di slanci enormi e tanta generosità. Insomma, un uomo forgiato nella Russia più dura, ma con la testa limata in un dive bar londinese alla moda, tanto per provare a capirci. Ma proviamo ad andare per punti, e spiegare perché Limonov è un libro da leggere: 

Racconta la Russia

Carrère da bravo figlio di un’acclamata storica della Russia, racconta l’Unione Sovietica dell’ultimo dopoguerra spiegandola in maniera egregia. Certo, i più puntigliosi troveranno nelle descrizioni storiche del periodo una certa semplicità, fors’anche troppa banalità, ma senza dubbio lo scrittore francese è riuscito a rendere digeribile una realtà a tratti incomprensibile per noi “occidentali”. Gli avvicendamenti di potere nella terra di Ivan Drago possiedono una logica forse incomprensibile per noi, fosse anche solo per i fiumi di vodka che li accompagnano. Tra le parti più interessanti del libro c’è senza dubbio il racconto della Perestroika di Gorbaciov, ma soprattutto l’epopea alcolica di Eltsin e la conquista del potere da parte di un mediocre tassinaro, un certo Vladimir Putin. 

Racconta un personaggio molto interessante

Eduard Savenko, in arte Limonov è stato un personaggio dalla vita movimentata: teppista e piccolo delinquente nella periferia sovietica degli anni 60, scrittore, sarto e animatore della “bohème” di Char’kov (Ucraina); poeta “underground” a Mosca nei primi anni ’70; una volta sbarcato a New York, in soli 5 anni, dal 75 all’80 ha ricoperto i ruoli di: giornalista, prezzemolino mondano, alcolizzato, disoccupato, omosessuale part-time, barbone e domestico di un miliardario; a Parigi negli anni 80 è stato un autore affermato (ma comunque povero); poi la svolta militare: “soldato” schierato a fianco dei miliziani serbi nelle guerre balcaniche; infine tornato in madre patria fu il fondatore del partito nazionalbolscevico, prigioniero, nei primi anni 2000 nelle più dure carceri russe e figura di primo piano dell’opposizione democratica a Putin nella Russia di oggi. Insomma, un tipino mica male. Il percorso disegnato dallo scrittore francese nel raccontare Limonov, poi, è interessante, perché giocato costantemente sul filo di un retaggio narrativo, tipicamente transalpino, che gli consente una certa equidistanza. Se, infatti, la letteratura italiana quando affronta la sfera della biografia tende naturalmente a farne un’epopea delle nostre virtù, Carrère nell’approcciarsi a Limonov riesce a collocarsi nel mezzo, senza giudicare o mettersi di traverso.

L’analisi interiore di Carrère

Il lavoro di Carrère su Limonov è interessante non solo per la descrizione della vita di Limonov stesso o della Russia in generale. È interessante per il modo in cui Carrère stesso approccia al personaggio. Figlio di Hélène Carrère d’Encausse, celebre sovietologa francese di origine russa, Carrère è naturalmente interessato a Limonov, vuoi per una sorta di legame di “sangue”, vuoi per una certa somiglianza caratteriale. La ricerca nel capire quale fosse la natura del “fuoco sacro” che animava il politico russo diventa, quindi, anche una ricerca su se stesso, peraltro molto accurata. Carrère e Limonov, in definitiva, sono molto simili: entrambi intellettuali, curiosi, ma entrambi capaci di sputare nel piatto dove hanno sempre mangiato: Limonov mettendo in gioco ogni istante della sua stessa vita e voltando le spalle a ogni sua idea, Carrère ripudiando per certi versi le sue origini borghesi, smitizzando con forza il suo epicentro culturale. Limonov alla ricerca perenne di qualcosa, Carrère, invece, costantemente in bilico tra la sua anima di giornalista e l’indole del romanziere.

Editore: Adelphi
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
In commercio dal:7 maggio 2014
Pagine: 356 p., Brossura
EAN: 9788845928987

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Ho il CV più schizofrenico di Jack Torrence, per questo motivo enunciare qui la mia bio potrebbe risultare complicato. Semplificando, per lo Stato e per l'Inpgi, attualmente risulto essere giornalista.

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