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Etica hacker e anarco-capitalismo - Ippolita

Etica hacker e anarco-capitalismo – Ippolita

Etica hacker e anarco capitalismo di Ippolita tratta alcune delle questioni più interessanti e attuali riguardanti le nuove tecnologie, proponendo diversi livelli di lettura, dagli hacker all’utilizzo delle persone comuni nella quotidianità.

Tempo da social

Di sicuro vi sarete chiesti, durante una bella giornata al mare, che cosa vi mancava per renderla una giornata splendida. Cos’era quel senso di insoddisfazione che non riuscivate a contenere? Cosa doveva coprire quei buchi emotivi?
Ma certo una bella condivisione su Facebook e Instagram delle vostre emozioni più intime. Del resto cosa avrebbe fatto Dante se avesse potuto gridare ai quattro venti il suo amore e la sua rabbia attraverso post condivisi da milioni di follower guelfi?

Si scherza, ma il problema sta diventato serio e non sono solo voci isolate a raccontarlo. Su questo sito abbiamo già trattato la questione, intervistando esperti di sicurezza come Alessandro Curioni (vai all’intervista) e occupandoci della sintassi delle parole dei social network con Marco Balzano (vai all recensione).
Questa volta voglio raccontarvi un libro (che non è un libro) che affronta di petto la questione del WWW da un punto di vista politico e filosofico: Etica hacker e anarco-capitalismo, scritti scelti del gruppo Ippolita.

Etica hacker e anarco capitalismo, Ippolita

Andiamo con ordine, presentando Ippolita, il gruppo di autori degli scritti che Milieu ha deciso di raccogliere in questo volume.

Ippolita nasce all’incirca a metà anni 2000 da un gruppo di programmatori, hacker lo diremo dopo, umanisti e diverse altre figure, incontratisi nei hackerlab, cioè quelli spazi di sperimentazione e condivisione di pratiche hacker.

La questione è difficile, ma nel libro si forniscono tutte le chiavi per entrare in questo mondo un po’ misterioso. Riassumo: l’hacker è colui che per indole innata è attratto dalla macchine e dalla possibilità di metterle in comunicazione fra loro, tentando sempre di andare oltre il limite stabilito e cercando costantemente nuove porte. L’abbiamo detta un po’ facile, per approfondire basterà leggere i capitoli Lo spirito hacker e la peste anarco-capitalista: un’affinità di lunga data? e Hacklab, Hackerspace, Hackaton, Hackmeeting.

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Gli hacker diventano figure centrali nella società di oggi, perché, proprio grazie alla loro voglia di immaginare l’impossibile, molti trasformano questa aspirazione in un mare di soldi reificando i propri pensieri in aziende multimiliardarie.
Volete alcuni esempi? Steve Jobs, Bill Gates, ma il nome più attuale è sicuramente quello di Julian Assange che in Australia, prima di fondare Wikileaks, faceva proprio il security hacker. Non solo hacker miliardari e turbo capitalisti, anche milioni di giovani “smanettoni” che si ritrovano in spazi liberi e spesso autogestiti a ricercare, produrre e mettere in difficoltà i grandi sistemi, queste aggregazioni hanno una connotazione più spiccatamente socialista a differenza dei primi.

Ecco già un buon motivo per leggere questo prezioso pamphlet: aggiornarci sulle categorie che oggi guidano gran parte delle nostre scelte. Ma la parte che a me ha colpito di più è quella in cui si discutono in termini politici alcuni grandi fenomeni della nostra quotidianità digitale.

Tecnologia e scelte quotidiane

Interessante la riflessione fatta durante i primi due scritti sul bitcom e, attenzione attenzione, sul suo antenato “borghese” Paypall. Al di là dei dati citati nel libro, è interessante capire come la digitalizzazione della moneta e quindi la sua perdita di nazionalizzazione sia un fenomeno molto più complesso di quello che appare ad una prima analisi.

Un concetto che viene presentato immediatamente in Etica hacker e anarco-capitalismo è quello della filosofia libertariana, una sorta di iper-capitalismo e iper-anarchismo che sposa pienamente sia la distruzione dello stato che la completa libertà dell’individuo se in grado di mantenerla. In sostanza una sorta di far-west in salsa digitale.

Un ultimo punto che ci tengo a sottolineare è quello molto interessante che deriva proprio da una riflessione del collettivo Ippolita, quello di algocrazia contrapposto a quello di democrazia della rete. L’analisi è radicale, nessuna tecnologia è scevra da un’ideologia, nessun algoritmo si è autoformato. Queste analisi non vogliono dire parlare di complottismo come vorrebbe la vulgata un po’ banale, ma capire come si direzionano, e sono direzionate, le nostre scelte quotidiane  nell’utilizzo delle più avanzante tecnologie.

Ippolita – Etica hacker e anarco capitalismo – Milieu Edizioni

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Etica hacker e anarco-capitalismo – Ippolita ultima modifica: 2019-05-06T10:00:56+02:00 da Andrea Labanca

Su Andrea Labanca

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Andrea Labanca cantautore, laureato in filosofia e performer, ha scritto tre album impregnati di letteratura. "I Pesci ci osservano" disco della settimana di Fahrenheit Rai RadioTre e "Carrozzeria Lacan" ospitato a Sanremo dal Premio Tenco. Ha collaborato con diversi scrittori (tra cui Aldo Nove e Livia Grossi) e ha lavorato come attore per Tino Seghal. Quest’anno è uscito il suo terzo album, “Per non tornare”, racconto noir-poetico in chiave elettro-vintage.

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