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Partire. Un'odissea clandestina

Partire. Un’odissea clandestina – Mahmoud Traoré, Bruno Le Dantec

Partire. Un’odissea clandestina di Mahmoud Traoré e Bruno Le Dantec è la testimonianza di chi ha vissuto l’estenuante ricerca di una vita migliore, ritrovandosi al centro delle contraddizioni di un mondo distratto e superficiale, preso al lazzo dal bombardamento mediatico.

L’eco dei fatti

Siamo soliti analizzare i fenomeni sociali per quello che arriva a noi di tali movimenti, non per quello che realmente rappresentano. Ragioniamo sul prezzo delle cose che acquistiamo e sul prezzo che decidiamo sia giusto per vestirci o per sfamarci. Ragioniamo se sia meglio un’alimentazione “a chilometro zero” o inventarci una strana dieta basata su prodotti esotici e ricercati che magari poco di sano hanno per le sorti del nostro ecosistema. Poco importa, poco sappiamo e con poco decidiamo: questa è l’unica verità.

Bruno Latour direbbe che viviamo in un mondo di rimandi in cui è difficile capire dove tutto abbia origine. Le notizie confuse che i giornali, ma anche la tanto piccata stampa online, ci fanno arrivare non sono che l’eco sbiadita di fatti che accadono in un posto talmente lontano da noi che è impossibile fare delle ponderate riflessioni su fatti che arrivano solo tangenzialmente a toccarci.

Il tema dell’immigrazione non fa differenza. A noi arriva il problema dell’immigrazione, la gestione spesso caotica e difficile di migliaia di esseri umani che cercano di fuggire della guerra o, semplicemente (come se fosse una colpa), di andare a cercare migliori condizioni di vita o, come si racconta in Partire, “faire l’aventure” ovvero “il significato del viaggio… è al di là della mera sopravvivenza. È un modo di esperire il mondo all’africana.

 

Partire. Un’odissea clandestina di Mahmoud Traoré e Bruno Le Dantec

Partire è la storia di Mahmoud Traoré, senegalese che cerca in Europa condizioni di vita migliori rispetto a quelle del suo paese d’origine. Decide di partire per l’Europa nascondendolo alle persone che gli stanno vicino, perché il viaggio è creare una distanza siderale con chi rimane. Rivedrà la famiglia, se mai accadrà, dopo quattro o cinque anni. Partire vuol dire abbandonare qualcosa e sperare nell’ignoto.

Sei lì a mani vuote, stanco di soffrire e di attendere qualcosa che non sei sicuro succederà mai se non sei tu ad andartelo a cercare.

Da questo salto nel vuoto nasce l’avventura di Mahmoud attraverso gli stati dell’Africa subsahariana. Mahmoud racconta particolari che cambiano la sostanza del viaggio, come ad esempio che se sei senegalese sei visto meglio negli altri stati africani mentre li attraversi, che la Libia (qui prima della destituzione di Gheddafi) è il paese “più razzista al mondo” e che se sei nero rischi in ogni momento la morte. Ma sopratutto dal racconto di Mahmoud si evince che chi arriva nei Centri di Permanenza Temporanei europei è un sopravvissuto su dieci. Dato davvero agghiacciante.

Mahmoud Thaoré
Mahmoud Traoré

Il libro è a firma di Mahmoud Traoré e Bruno Le Dantec, giornalista e reporter per diverse testate francesi, ed il patto è “Tu racconti, io scrivo e firmiamo entrambi”, questo l’accordo da cui scaturisce il libro, la grande narrazione.

Bruno Le Dantec dice infatti nelle prime pagine:

Era fuori discussione l’idea di rubargli la storia. Dal primo ricatto sul treno Dakar – Bamako fino alla sistemazione nei centri di permanenza temporanea, la sua avventura è segnata da una serie di  appropriazioni indebite contro le quali ha lottato con ostinazione: non era certo il caso di concluderla con un’ulteriore estorsione.

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Un’importante testimonianza

Andare dentro il viaggio, come hanno fatto con due ruoli ovviamente differenti Mahmoud Traoré e Bruno Le Dantec, permette al lettore di capire quali sono i moventi e il il viatico che stanno dietro a questo grande spostamento di vite umane da un continente verso un altro.

Limitare le cause di flussi migratori le guerre e la fame in oriente e nel sud del mondo è un’approssimazione estremamente riduttiva e priva di immaginazione.

Va detto per la cronaca che il libro racconta del viaggio compiuto da Mahmoud Traoré negli anni precedenti all’attacco americano alla Libia di Gheddafi e che le cose da allora, se possibile, sono peggiorate per chi cerca di raggiungere l’Europa.

Un libro che va letto come importante testimonianza di chi ha vissuto l’estenuante epopea per andare a cercare una vita migliore, ritrovandosi ad essere il centro delle contraddizioni di un mondo distratto e superficiale, preso al lazzo dal bombardamento mediatico.

Mahmoud Traoré, Bruno Le Dantec – Partire. Un’odissea clandestina – Baldini+Castoldi

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Partire. Un’odissea clandestina – Mahmoud Traoré, Bruno Le Dantec ultima modifica: 2018-05-07T09:00:38+00:00 da Andrea Labanca

Su Andrea Labanca

Andrea Labanca cantautore, laureato in Filosofia e performer, ha scritto due album impregnati di letteratura. "I Pesci ci osservano" è stato disco della settimana dì Fahrenheit Rai RadioTre e "Carrozzeria Lacan" è stato ospitato a Sanremo dal Premio Tenco. Ha collaborato con diversi scrittori (tra cui Aldo Nove e Livia Grossi) e ha lavorato come attore per Tino Seghal. Ora è in uscita il suo terzo album.

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