Narcisismo digitale

Narcisismo digitale. Critica dell’intelligenza collettiva nell’era del capitalismo della sorveglianza – Pablo Calzeroni

Narcisismo digitale. Critica dell’intelligenza collettiva nell’era del capitalismo della sorveglianza di Pablo Calzeroni affronta il rapporto tra uomo e macchina con una forte impostazione teorica che fa capo alla più matura riflessione filosofica, oltre che alle dinamiche sociali prodotte da questo scambio continuo di rimandi.

Narcisismo digitale. Critica dell’intelligenza collettiva nell’era del capitalismo della sorveglianza di Pablo Calzeroni

Aprire oggi una discussione sulla rete e sull’utilizzo dei device elettronici appare quantomeno coraggioso, oltre che estremamente attuale.
Quella che forse, in futuro, si definirà una quarantena “virtuale”, perché abbiamo la fortuna/sfortuna di viverla, almeno in parte, diluita grazie agli strumenti tecnologici, sta dando motivi di lode per qualunque strumento ci permetta di rimanere ancorati al nostro mondo di sempre e agli affetti.

Se il tema è attuale, è però difficile fare una critica o una riflessione proprio ora che il mezzo sembra aver sbaragliato ogni più arduo detrattore con la sua tecno-bellezza. Su internet possiamo lavorare, stare “vicino” ai nostri affetti e, perché no, fare l’amore senza rischio di contagio o di dover andare a bere qualcosa dopo.

Eppure delle riflessioni vanno fatte, perché se qualcosa è cambiato, qualcosa cambierà ancora, quindi bisognerà prima o poi arrivare ad un dunque del rapporto tra macchina e uomo.

Lontano da ogni approccio cyber metafisico di molti “pensatori” dalle camice hawaiane anche d’inverno che parecchio ci ha annoiato, Narcisismo digitale di Pablo Calzeroni affronta la questione con una forte impostazione teorica che fa capo alla più matura riflessione filosofica sul rapporto fra l’uomo e la macchina, oltre alle dinamiche sociali prodotte da questo scambio continuo di rimandi.

Narcisismo digitale

Un punto di vista storico e filosofico

Il libro si apre con un inquadramento della faccenda sia da un punto di vista storico che da un punto di vista filosofico. Se da un lato viene chiarito il primo grande distinguo fra chi ha interpretato da subito l’approccio ai new media come uno strumento di lotta o sfida politica, dall’altro vi è stato chi ha visto nel mondo connesso una possibile sfida  epistemologica da studiare a fondo e forse cogliere come opportunità. Già nel presentare il primo distinguo il riferimento punta alto, per la precisione a Pierre Lévy che per primo descrisse la rete come intelligenza collettiva.

È la qualità dei riferimenti, oltre agli spunti di riflessione, a segnare la caratteristica migliore di questo ben strutturato saggio. Del resto Pablo Calzeroni non è certo nuovo a queste tematiche su cui lavora sin dai tempi dell’Università Statale di Milano, dove si é laureato con una tesi che verteva proprio sul rapporto tra le strutture dell’intelligenza e le tecnologie della connettività.

Ma se il rapporto uomo-macchina viene sviscerato partendo dal profondo e scomodando i maestri di questa riflessione, da Freud a Marcuse, ma anche Heidegger con il suo rapporto-ricerca della verità ontologica e la scuola lacaniana con l’interpretazione che ha fornito proprio del narcisismo, buona parte del libro è dedicata alla riflessione sulla ricaduta sociale e politica dall’avvento del mondo iper testuale ad oggi.

Molto interessante la prospettiva con cui Calzeroni ci guida nel seguire la curva non ancora interrotta del prospettarsi al mondo delle nuove tecnologie. Se da un lato bisognerà assolutamente ammettere che internet ha significato per molti l’avvento di un nuovo mondo utopico, dall’altro bisognerà riflettere su quali ripercussioni sociali e politiche questa speranza ha avuto. La mente vola al Movimento 5 Stelle con facilità, ma non bisogna fermarsi alla comunità strettasi attorno a Beppe Grillo, piuttosto allargare la visuale ad altri movimenti come le Sardine o Fridays For Future.

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Su Andrea Labanca

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Andrea Labanca cantautore, laureato in filosofia e performer, ha scritto tre album impregnati di letteratura. "I Pesci ci osservano" disco della settimana di Fahrenheit Rai RadioTre e "Carrozzeria Lacan" ospitato a Sanremo dal Premio Tenco. Ha collaborato con diversi scrittori (tra cui Aldo Nove e Livia Grossi) e ha lavorato come attore per Tino Seghal. Quest’anno è uscito il suo terzo album, “Per non tornare”, racconto noir-poetico in chiave elettro-vintage.

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