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Milkman - Anne Burns

Milkman – Anne Burns

Milkman di Anne Burns ha venduto molte migliaia di copie in Inghilterra, dimostrando che il pubblico è pronto anche a farsi carico della sperimentazione letteraria quando è accompagnata da talento, ironia e potenza narrativa.

Milkman di Anne Burns

Esistono da cui si viene, prima che posseduti per scrittura o trama, conquistati per l’atmosfera che si introduce sotto la pelle, avviluppando in un clima emotivo il lettore. Difficile liberarsi da questi libri, altrettanto difficile capire perché certe parole riescano a scavare così in profondità anche quando non sono dichiaratamente emotive. Mi viene in mente la Città di K, libro dilaniante anche se freddo, mi vengono in mente tutti coloro che hanno cercato di narrare regimi e radicalità degli stati autoritari dall’interno.

Milkman è un libro viscido, in alcuni momenti viscoso, lo si odia e si ringrazia il cielo per non vivere al tempo e nei luoghi dei fatti narrati. Le parole scendono oleose verso il centro delle emozioni più profonde. 

Il grande successo del romanzo di Anne Burns, vincitrice lo scorso anno del Booker Prize in Inghilterra, per la prima volta in 160 anni vinto da un nord-irlandese (donna per giunta), sta nella capacità sperimentale, eppure viscerale, di narrare la follia umana riversata in una causa politica che diventa pretesto per assecondare paranoie, frustrazioni, risentimenti, pulsioni trasformate in violenza fisica o psicologica.

Milkman è il racconto in prima persona di una ragazza diciottenne molestata a più riprese dalla mentalità vigente nella Belfast degli anni ’70. La protagonista vive una quasi-vita, in una città che ha deciso di togliere la luce a chi c’è l’ha, di aggredire chiunque cerchi di evitare la fuga dalla felicità praticata a livello collettivo dalla popolazione di Belfast durante gli anni bui denominati The Troubles. Anni spietati in cui cattolici e protestanti si combatterono per trent’anni dividendosi fra unionisti e nazionalisti, una guerra fratricida che lascerà sul campo oltre 3.000 vittime spesso innocenti e avulse al conflitto.

La violenza psicologica sulle donne

La protagonista narra la sua ricerca della luce, della leggerezza, per almeno buona parte del libro, ma dalla seconda metà in poi a prevalere è il clima soffocante di bigotta osservanza religiosa, la paura di uscire dall’omologazione, dalla mediocrità e dall’invidia sociale. Un ritratto freddo e graffiante in cui Anne Burns ha la forza di inserire anche un altro tema fortissimo e urgente: la violenza psicologica, lo stalkeraggio, sulle donne.

Molti passaggi del libro toccano quasi letteralmente l’epidermide del lettore, un po’ per incredulità, un po’ per cercare di trovare il punto di deflagrazione di una ragnatela sociale che non lascia scampo ai singoli soggetti. Tutti dentro lo spesso intreccio e tutti soffocati.

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La violenza di una giovane donna passa in secondo piano rispetto alle grandi cause della rivolta e del mantenimento dello status quo, semplicemente perché pedinamento e stalking non rientrano tra i vocaboli dei grandi obiettivi delle fazioni in lotta.

La protagonista è colpevole soprattutto di apparire originale a causa di quel pessimo vizio di leggere-cammindo, pratica che la rende disinteressata ai problemi della sua gente e della sua epoca, quindi meritevole di essere vittima di malignità e pettegolezzo.

Sperimentazione linguistica e strutturale

Milkman colpisce per la scrittura anche quando lascia pochi appigli alla lettura decorativa, andando sempre ad aprire nuovi capitoli che approfondiscono la mente piena di “idola” della povera gente di Belfast all’epoca della vicenda.

Un’altra caratteristica fondamentale è la scelta di un linguaggio nominale sperimentale in cui ogni personaggio è identificato da un deittico che ne detta la posizione nella famiglia o nella comunità. Spesso difetti, mancanze o pozione gerarchica o stranezze. Come dire, neanche i nomi si salvano.

Milkman cattura e scava in profondità, anche se la lettura non è di certo immediata e la lunghezza appare disincentivante, superati questi due scogli dalla seconda metà del libro vi appariranno pregi. Il libro di Anne Burns è davvero in grado di condurvi in un mondo in cui si avanza con circospezione, attenti e timorosi di ciò che potrebbe accadere qualche pagina dopo.

La sperimentazione linguistica e strutturale permette ad Anne Burns di non cadere in patetismi vicinissimi dall’arrivare ma mai presenti, grazie ad una pulizia ed essenzialità dello stile narrativo.

In Inghilterra Milkman, anche grazie alla vittoria del Booker Prize dello scorso anno, ha venduto molte migliaia di copie, dimostrando che il pubblico è pronto anche a farsi carico della sperimentazione letteraria quando è accompagnata dal talento, ironia e potenza narrativa.

Anne Burns – Milkman – Keller
Traduzione: Elvira Grassi

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Milkman – Anne Burns ultima modifica: 2019-10-28T10:00:26+01:00 da Andrea Labanca

Su Andrea Labanca

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Andrea Labanca cantautore, laureato in filosofia e performer, ha scritto tre album impregnati di letteratura. "I Pesci ci osservano" disco della settimana di Fahrenheit Rai RadioTre e "Carrozzeria Lacan" ospitato a Sanremo dal Premio Tenco. Ha collaborato con diversi scrittori (tra cui Aldo Nove e Livia Grossi) e ha lavorato come attore per Tino Seghal. Quest’anno è uscito il suo terzo album, “Per non tornare”, racconto noir-poetico in chiave elettro-vintage.

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