Helgoland---Carlo-Rovelli

Helgoland – Carlo Rovelli

Helgoland di Carlo Rovelli pennella un perfetto viatico per chi cercasse di approfondire la più importante rivoluzione scientifica che abbiamo visto compiersi sotto i nostri occhi: la nascita della fisica quantistica.

Helgoland di Carlo Rovelli

La letteratura scientifica ha al seguito moltissimi lettori e ammiratori, peccato che spesso questa fiducia sia tradita da opere che riportano solo la spuma dello spessore della discussione scientifica. Comprensibile, ovvio, alcuni libri divulgativi sono concepiti come passerelle spumeggianti delle idee scientifiche, una sorta di vecchia rivista, venite ad ammirare le ultime trovate degli scienziati.

L’influsso della pandemia purtroppo ha influito in modo pesante sul fenomeno, con aggiornamenti, letture dei dati, improvvisazioni di teorie che collegate disegnano previsioni. Un uso strumentale della scienza nella migliore delle ipotesi, o comunque una spettacolarizzazione.

Peccato, perché la letteratura scientifica da sempre ha rappresentato la possibilità di portare le scoperte dai laboratori alla cultura popolare, di rendere discussione e condivisione le immagini complesse della scienza.

Carlo Rovelli, da grande professore, saggista, ricercatore, animatore culturale quale è, salta tutta la poltiglia in cui siamo immersi e con Helgoland pennella un perfetto viatico per chi cercasse di approfondire la più importante rivoluzione scientifica che abbiamo visto compiersi sotto i nostri occhi: la nascita della fisica quantistica.

Anche se Helgoland parte proprio dalle prime intuizioni “quantistiche” che porteranno i migliori scienziati a lavorare sulla via segnata da Heisenberg, quindi negli anni venti del secolo scorso, la fisica quantistica è ancora oggi un campo aperto di interpretazione e discussione, miglioramento e aggiornamento.

Helgoland

L’immaginazione tra le pieghe della scienza

Carlo Rovelli parte da una roccia a picco su una spiaggia, situata sulla costa di Helgoland, isola facente parte dell’arcipelago tedesco in cui usava villeggiare un giovanissimo Heisenberg. Una notte, in quel contesto maestoso affacciato sul mare del Nord, Heisenberg collegò stimoli derivanti da diversi campi di interesse, fisica, filosofia, libertarismo, e “dopo aver gettato lo sguardo su uno dei più vertiginosi segreti della Natura che l’umanità abbia mai visto” iniziò ad occuparsi della materia di cui è fatta la realtà, niente male per un ventitreenne.

Da qui parte il racconto, più appropriato che spiegazione, della nascita e dello sviluppo della teoria quantistica, fra tentativi, previsione di previsioni e risposte insondabili.

Non mancano ovviamente, di fianco ad Heisenberg, gli altri grandi protagonisti del movimento rivoluzionario, su tutti Einsten, ma anche Schrödiger con le sue gustosissime intuizioni e le piccanti avventure passionali.

È ben raccontato da Rovelli il clima di attesa ma anche di spiazzamenti davanti ai dati che non potevano più essere letti usando vecchi schemi di interpretazione, andavano rinnovati i confini della scienza, come Einsten dieci anni prima, Heisenberg poco dopo.

Helgoland non racconta però solo la nascita della fisica quantistica, bensì ne spiega empiricamente alcune parti, cercando di portare qualunque lettore minimamente interessato a comprendere la questione o almeno i cardini principali.

Gli esempi e le dimostrazioni compaiono in modo molto chiaro e semplice, abbastanza da essere comprensibili anche per chi non ha frequentato il primo anno di Fisica in Università. Il testo colpisce però non solo per la chiarezza con cui Rovelli spiega concetti complessi, ma anche perché non banalizza, non asciuga, non arriva immediatamente alla sintesi, bensì ci fa arrivare per pezzetti attraverso il racconto biografico la sua esperienza personale.

Metodo che nella letteratura scientifica ha una sua precisa connotazione e storicizzazione, Rovelli lo possiede alla perfezione da grande comunicatore senza mai abbassare i contenuti, bensì alzando il livello del dialogo e coinvolgendo in un percorso scientifico.

Vedere in classifica Helgoland del resto è un po’ come pensare che un giorno Potsie possa essere più figo di Fonzie, una incredibile rivincita per i tutti noi che troviamo la filosofa, l’immaginazione, “tra le pieghe della scienza”.

Photo by Peter Aschoff on Unsplash

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Su Andrea Labanca

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Andrea Labanca cantautore, laureato in filosofia e performer, ha scritto tre album impregnati di letteratura. "I Pesci ci osservano" disco della settimana di Fahrenheit Rai RadioTre e "Carrozzeria Lacan" ospitato a Sanremo dal Premio Tenco. Ha collaborato con diversi scrittori (tra cui Aldo Nove e Livia Grossi) e ha lavorato come attore per Tino Seghal. Quest’anno è uscito il suo terzo album, “Per non tornare”, racconto noir-poetico in chiave elettro-vintage.

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