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Brisa - Paola Rambaldi

Brisa – Paola Rambaldi

Brisa di Paola Rambaldi un libro divertente e godurioso per gli amanti del genere e non, una bella sorpresa nella narrativa nazionale a volte un po’ troppo ingessata. Un libro che vedrei bene nei festival rock’n’roll, letto per arricchire l’immaginario noir dei partecipanti.

Brisa di Paola Rambaldi

Facciamo una premessa generale: ci vuole coraggio per scrivere racconti ambientati nella tanto cara Emilia e, perché no, anche Romagna. I predecessori sono talmente tanti e famosi che vien paura solo ad elencarli. E allora brava due-trecento volte Paola Rambaldi che invece esce con un libro che sorprende e diverte, in cui la provincia di Ferrara sembra all’improvviso un misto fra l’America di  Tarantino e un B-Movie spattler. Una storia che non faticheremmo a vedere ambientato anche a Canterbury, tra streghe e cattedrali.

Ho detto sorprendente, ma questo a voi interesserà poco credo, quello che invece dovrebbe affascinarvi è la quantità di divertimento e di puro godimento che Brisa è in grado di scatenare nel lettore.

Siamo negli anni ‘50 in una piccola, sorridente, cittadina della provincia emiliana. Noi spesso ci dimentichiamo che in in Emilia-Romagna il mare non è soltanto Rimini, che certo si presta come soggetto, ma c’è anche una striscia di terra che si affaccia a nord sul mare. Provincia di Ferrara, confinante col Veneto, la Valle di Gorino è una piccola lingua di terra umida e sabbiosa, dimenticata da Dio ma di certo indimenticabile per chi ha avuto la fortuna di conoscerla.

Atmosfera tra noir, soft porno e rock’n’roll

In un’atmosfera tra noir, soft porno e rock’n’roll, si muovono i creativi abitanti di questa ridente cittadina alle prese con guai più grandi di loro.

La protagonista è Brisa, ma non è di certo una protagonista egocentrica, anzi è il centro e la sponda ideale per tutti i cittadini di Gorino e dintorni, per le sue doti occulte.

Brisa infatti, che in dialetto significa “non farlo”, ha un potere divinatorio concentrato nella sua lunga treccia. Appoggiando la parte finale della propria capigliatura ad una fotografia, Brisa è in grado di vedere in che punto si trovi il soggetto ritratto e anche che futuro avrà.
Capirete a questo punto perché Brisa é interrogata, al pari della Pizia, su matrimoni, fidanzamenti, pettegolezzi, ma anche scomparse improvvise. Poi per divertimento la “streghetta” si interroga anche sul futuro di alcuni vip, per esempio Grace Kelly.

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Il fratello di Brisa ha invece un altro potere, suona in una rock’n’roll band, i Cavedani di Gorino, e si ficca sempre nei guai. Insieme sono formidabili e vi condurranno tra bambini scomparsi nelle nebbie di Gorino e locali dove si suona Elvis Presley, tra donne dal rossetto troppo acceso e mostri tipici della provincia italiana.

Un libro divertente e godurioso

Paola Rambaldi è bravissima nello scegliere le ambientazioni delle sue storie e alcune scelte sono particolarmente felici, per esempio l’arrivo del Luna Park a Gorino, la rock’n’roll band che prova nell’impresa funebre del padre di Primino e ancora il mitico locale Lanterna che abbisogna di un passaggio in gondola per arrivarci.

Poi ci sono i personaggi tutti ben disegnati e splendidamente anni ‘50. Oltre a Brisa, immaginatela una darkettona con un occhio di un colore e uno di un altro, ci sono Eoppas con la sua banana e Novella una vera mangiatrice di uomini e responsabile del tiro a segno del Luna Park, Smamaréla una vedova seducente con suo figlio Lucianino bambino ribelle. Naturalmente poi c’è Cavedani di Gorino, band scalcagnata ma combattiva che si muove su un carro funebre tra un locale e l’altro per suonare rock’n’roll e sognare una vita meno dura rispetto a quella dei genitori.

Il ritmo è sempre alto e ricco di colpi di scena e quasi sempre, mentre si legge Brisa, nel cervello la colonna sonora parte automatica, un po’ per i titoli citati (Elvis soprattuto), un po’ perché viene facile immaginarsi una chitarra alla Tito y Tarantula che, come nei primi film di Tarantino, attraversa le scene più veloci o più sensuali con un bordone di Fender riverberata.

Un libro divertente e godurioso per gli amanti del genere e non, una bella sorpresa nella narrativa nazionale a volte un po’ troppo ingessata. Un libro che vedrei bene nei festival rock’n’roll, in terra emiliana abbondano, letto per arricchire l’immaginario noir dei partecipanti.

Paola RambaldiBrisa – Edizioni del Gattaccio

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Brisa – Paola Rambaldi ultima modifica: 2019-07-23T10:40:53+02:00 da Andrea Labanca

Su Andrea Labanca

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Andrea Labanca cantautore, laureato in filosofia e performer, ha scritto tre album impregnati di letteratura. "I Pesci ci osservano" disco della settimana di Fahrenheit Rai RadioTre e "Carrozzeria Lacan" ospitato a Sanremo dal Premio Tenco. Ha collaborato con diversi scrittori (tra cui Aldo Nove e Livia Grossi) e ha lavorato come attore per Tino Seghal. Quest’anno è uscito il suo terzo album, “Per non tornare”, racconto noir-poetico in chiave elettro-vintage.

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