Creare la libertà - Raoul Martinez

Creare la libertà – Raoul Martinez

Creare la libertà di Raoul Martinez è un’analisi spietata di come va il mondo e un raggio di speranza su come potrebbe andare. Il grande merito di Martinez è quello di proporre temi fondamentali per la vita, aprendo e organizzando una enorme discussione da un punto di vista potente e non abbastanza frequentato. La quantità e la qualità degli argomenti trattati lo rendono prezioso, forse fondamentale.

Creare la libertà di Raoul Martinez

Esistono libri ambiziosi, che puntano addirittura a cambiare il mondo. Di fronte ad un obiettivo così gigantesco è giusto che scatti automatico l’allarme pretenziosità, ma è anche vero che a volte un libro del genere può fare centro, riuscendo a delineare un quadro dello stato di fatto e un’idea di progetto del futuro interessanti, articolati, complessi e grandiosamente sensati.

Creare la libertà di Raoul Martinez è così, un’analisi spietata di come va il mondo e un raggio di speranza su come potrebbe andare. Il grande merito di Martinez è quello di proporre temi fondamentali per la vita, aprendo e organizzando una enorme discussione da un punto di vista potente e non abbastanza frequentato. Al di là dell’essere d’accordo o meno con quanto dice, chi scrive è d’accordo, il libro permette di andare in profondità e metterci in discussione, e scusate se è poco.

È sempre rischioso e complicato definire un libro fondamentale, ma in questo caso mi sento di spingermi a dirlo, perché la quantità e la qualità degli argomenti trattati lo rendono davvero prezioso.

La libertà

Il vero nodo da sciogliere è quello della libertà. Essere liberi è considerato fondamentale da tutti noi e siamo convinti di averla conquistata la libertà. Martinez affonda il colpo laddove fa più male: non siamo liberi quanto pensiamo. Il concetto di libertà, come qualsiasi altro, può essere declinato in diversi modi, tutto sta a capire qual è il modo che ci si addice. I sistemi di potere e di influenza in cui siamo rinchiusi non ci rendono liberi se non nel senso che essi stessi ci suggeriscono e inculcano.

La prima parte, La lotteria della nascita, è forse la più difficile da digerire, perché sostiene che ognuno di noi agisce in modo deterministico: non solo indirizzato dall’ambiente e dalle situazioni, ma anche a livello cerebrale siamo schiavi di meccanismi che non controlliamo.

Spaventosa prospettiva, ma anche liberatoria. Perché lo scopo non è il liberare tutti dalla responsabilità delle proprie scelte, ma distruggere alla radice il mito della colpa e del merito su cui si basa la società, questa dicotomia perversa che ha portato ad una rincorsa rancorosa dell’umanità verso il premio.

Più in generale, Martinez sostiene l’importanza di comprendere i fili che tengono legati la nostra libertà per poterli spezzare, modificare il punto di vista in cui siamo immersi in modo casuale per poter conquistare quella libertà che crediamo di avere solo perché non andiamo a fondo del nostro stare nel mondo. Non siamo davvero liberi, non potremo mai esserlo del tutto, ma di certo dovremmo esserlo di più.

Questo libro non è un esercizio di rassegnazione passiva. Individuare i nostri limiti ha lo scopo di offrirci le migliori opportunità per trascenderli. È comprendendo come siamo che aumentiamo le nostre chance di essere come vorremmo.

Il potere

Ciò che conta davvero in questo mondo è il potere, perché permette a chi lo gestisce di muovere i fili e ottenere ciò che vuole. Ormai a detenere il potere sono i ricchissimi che hanno costruito un recinto su misura per i loro interessi, il libero mercato, in cui ci hanno messo a pascolare placidi e accondiscendenti. Ancorando la libertà alla proprietà sono riusciti a convincerci che il sistema premia e punisce secondo i meriti.

Per cambiare le cose bisogna arrivare al cuore del potere, perché è lì che si prendono le decisioni. Una volta compresi i meccanismi, abbiamo obiettivi concreti da raggiungere, fondamenta da smantellare sulle cui rovine ricostruire.

In fin dei conti il discorso sarebbe anche molto semplice: il libero mercato ha creato uguaglianza, benessere, sicurezza, felicità? Sì, ma solo per i pochi che stanno in alto, tutti gli altri cosa ne ricavano? Solo il premio di sentirsi arrivati se sono fortunati e la vergogna del fallimento se sono sfortunati. Se eliminiamo la sovrastruttura con cui ammantano il sistema del libero mercato, cosa rimane in mano alla gran parte delle persone? Nemmeno la libertà che erano convinti di avere.

Cambiamento

Attenzione, non è un libro disperante, tutt’altro. L’analisi spietata ha lo scopo di risvegliare ragione e coscienza al fine di metterli in moto verso il cambiamento. Alcuni esempi concreti indicano la via da seguire, per lo meno una delle vie possibili, quelle che sperimentate in certi ambiti hanno dato risultati diversi e migliori.

Creare la libertà approfondisce in maniera attenta e maniacale i punti che mette in rilievo, aiutandosi con numerosi studi e testi dei vari settori. Quello che ho fatto qui è stato riassumere malamente un paio dei temi fondamentali, ma il viaggio che intraprende Martinez è articolato e attento.

Quel che più conta però è che il fine ultimo è ispirare speranza per il cambiamento, non rassegnazione fatalista. La conoscenza non chiude le porte ma le apre, più la conoscenza è profonda e più radicale può essere la svolta. Tutto sta a volerci dare una possibilità.

Raoul Martinez – Creare la libertàCodice edizioni
Traduzione: Daria Restani

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Su agafan

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agafan sta per fan di Aga, cioè di Agnieszka Radwańska, tennista polacca. Radwańska è stata una perdente di lusso a causa della mancanza cronica di potenza nei suoi colpi. Ma ha compensato con altre caratteristiche, ha aggirato l’ostacolo con la classe e la sagacia tennistica, fornendo uno spettacolo unico. Mi piacerebbe affermare che le caratteristiche di Aga sono le mie nella vita, o che sono quelle a cui mi ispiro. Purtroppo né l’una né l’altra (nemmeno sul campo da tennis), mi limito semplicemente ad ammirarle. Non basta?

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