Nature-umane---Marco-Balzano

Nature umane – Marco Balzano

Nature umane di Marco Balzano colpisce per precisione e leggerezza, due doti che rendono l’arte della poiesis una arte umana vicina alla nostra esperienza di ogni giorno ma anche “moto di vendetta” per l’ostinazione con cui cerchiamo la felicità.

Nature umane di Marco Balzano

mi sono disteso a pancia in giù
a osservare la formica.
Dispersa gira su se stessa
e un universo le sembra
quel tratto che si fa in tre passi.

C’è un punto di osservazione in ogni autore di romanzi o poesie che bisogna cogliere per dare un senso a tutta la sua opera. Non è facile ascoltare il suono delle parole e insieme coglierne la direzione, ma appena si presta attenzione ad alcuni grandi autori ci si accorge che colta la loro prospettiva si aprono mondi di senso ancora più grandi di quello che gli scarabocchi neri depositati negli spazi bianchi dicono.

Un caso è per esempio quello di Marco Balzano, scrittore che abbiamo imparato a conoscere per i suoi romanzi di grande successo a sfondo sociale o storico, categoria però che di per sé rischia di occultare la figura completa dell’autore di Resto qui (leggi la recensione), Quando tornerò (leggi la recensione) e il Premio Campiello L’ultimo arrivato.

Sono le stesse parole di Marco Balzano della nota in ultima pagina a raccontarci il suo percorso, che nasce da poeta e che fatica ancora oggi a ritrovarsi nella definizione di scrittore. Poesia che copre i ritagli di tempo (si fa per dire), che nasce spontanea, che a volte sorprende lo stesso autore.

Leggendo Nature umane si coglie immediatamente, sin dalle prime pagine, lo sguardo dell’autore che, disteso per il mondo, osserva attorno a sé le vite di umani e non umani svolgersi attorno alla sua. Che siano formiche, mosche, alberi pendenti di Lerici, umarell o, scendendo nell’intimo, gli affetti famigliari.

Lo sguardo di Balzano non è schiacciato sul sé, ma è rivolto a chi vive intorno a noi, a chi dà colore al “labirinto da cui non si scappa”.

Uncinati sopra la scossa che fulmina
per ore li vedi a immaginare
una prateria dietro i palazzi.

nature umane

Mentre le vite scorrono, l’osservatore a volte leggero e stralunato alla Ragazzoni, a volte incisivo e intenso come Montale, scoperchia emozioni da particolari trascurabili, da piccole osservazioni, da piccole esistenze. Tutti questi elementi insieme scatenato un carnevale che è cosa di pochi minuti…/ quando arrivano a gara/ nelle case già aspettano domani/ zitti sotto un cielo di ferro.

In questa osservazione non può mancare la raccolta delle storie che arrivano dal passato, dalla tragedia e che si scontano col quotidiano, con la vita di tutti i giorni.

Così nella parte del libro intitolata Testimonianze troviamo i racconti da altre voci di mondi lontani che si scontrano col quotidiano. Dalla tabaccaia di Barletta, alla donna afgana incontrata in tram, Marco Balzano fa incontrare il tragico e il semplice nell’arco di poche, affilatissime, strofe.

Quando la notte lo copre per intero
tutti lo sanno che non tornerà mai più

Colpisce anche la sezione intitolata Prima Persona, ricca di osservazioni ovviamente più intime ma divertenti e ricche di momenti che disvelano piccole malinconie e accidenti della vita. In questa parte, forse più che in altre, l’ironia di Balzano si coglie come un micro movimento del volto atto a rendere ancora più umano e affabile l’autore.

Nature umane colpisce per precisione e leggerezza, due doti che rendono l’arte della poiesis una arte umana vicina alla nostra esperienza di ogni giorno ma anche “moto di vendetta” per l’ostinazione con cui cerchiamo la felicità.

senza farsi notare l’edera ha preso coraggio
ora si abbarbica fino all’ultimo piano.

Marco Balzano- Nature umaneEinaudi

Voto - 85%

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Su Andrea Labanca

Andrea Labanca cantautore, laureato in filosofia e performer, ha scritto tre album impregnati di letteratura. "I Pesci ci osservano" disco della settimana di Fahrenheit Rai RadioTre e "Carrozzeria Lacan" ospitato a Sanremo dal Premio Tenco. Ha collaborato con diversi scrittori (tra cui Aldo Nove e Livia Grossi) e ha lavorato come attore per Tino Seghal. Quest’anno è uscito il suo terzo album, “Per non tornare”, racconto noir-poetico in chiave elettro-vintage.

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