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La matematica è politica – Chiara Valerio

La matematica è politica di Chiara Valerio è un saggio accattivante e stimolante, una bella riflessione su principi che diamo per scontati. Un’ottima cartina di tornasole per leggere le lacune di una società moderna tristemente caduta nella difesa delle verità più prossime per paura di ricercare certezze più grandi, variabili e liquide.

La matematica è politica di Chiara Valerio

Mentre scrivo scorrono le immagini dell’assalto al parlamento americano da parte dei sostenitori (a vario titolo) di Donald Trump, convinti che la democrazia non sia la cosa più importante in una società, ma che l’importante sia esagerare, tanto per dirla con Jannacci anche se a sproposito.

Mi ritengo fortunato ad aver letto proprio la sera prima questo splendido saggio di Chiara Valerio, perché dentro ho trovato tante ipocrisie del nostro mondo contemporaneo ribaltate e dimostrate scientificamente.

L’assunto di base da cui parte la Valerio è che la matematica non sia quella materia asettica che per tanti anni ci hanno propinato nelle scuole dell’obbligo, le motivazioni sono tante e tutte argutamente dimostrate con metodo, guarda caso geometrico.

La prima riflessione che si trova in questo saggio è quella sull’insegnamento della matematica appunto, che troppo spesso viene calata dall’alto senza una ricostruzione storica dello sviluppo della materia. Importante dare una dimensione anche evolutiva del pensiero matematico, perché aiuterebbe a riflettere su come le verità che per noi sono assodate, stratificate diciamo, in realtà sono pezzi della storia del pensiero dell’uomo legate a doppio filo al pensiero filosofico e politico dell’epoca in cui si sono materializzate.

Nella materia come nella grammatica, il parallelismo è costante per l’autrice, c’è un linguaggio da interpretare e padroneggiare per poter saltare da un postulato all’altro, da una tesi a una dimostrazione, da un adattamento all’altro.

L’esempio cardine di questa riflessione è la geometria euclidea che, partendo da una realtà molto semplice, il punto la linea, costruisce una risposta pratica alle azioni dell’uomo. È interessante però scoprire come anche la modifica dell’assolutezza delle teorie euclidee è altrettanto corrispondente alla realtà che abbiamo sotto gli occhi, o almeno, se non sotto gli occhi, vicina a molte nostre attività.

Quindi non verità assolute ma verità che si adattano a pezzi di realtà diversa. Da qui parte una riflessione molto interessante sul concetto di verità e di democrazia.

Matematica e democrazia

La verità matematica non è calata dall’alto, non è assoluto, è efficace in quanto provata, dimostrata e funzionale, ma inequivocabilmente certa. La Valerio smentisce anche il famoso 2+2 fa sempre quattro, dipende: dal mondo matematico in cui siamo inseriti.

A questo si associa non solo un relativismo che apparirebbe banale, ma un insegnamento sulla democrazia, che deve essere il rispetto delle molte verità e soprattutto la comprensione che la realtà è molto più complessa della verità e perciò più difficile da afferrare.

Chiara Valerio dice che “democrazia e matematica si somigliano: come tutti i processi creativi non sopportano di non cambiare mai”. Aggiungerei ma si adattano al qui e ora in cui sono inseriti.

Interessante anche un altro importante spunto che la Valerio suggerisce, cioè che nella matematica è importante la regola più che chi compie l’operazione. Ovvero le regole matematiche così rigide ma anche accessibili permettono a tutti di potercisi cimentare, danno una lezione di democrazia e di uguaglianza, caratteristica che la pone in tutt’altro campo semantico rispetto alla religione e al totalitarismo politico.

Sono molti gli spunti che si possono ricavare da questo breve ma denso saggio, ma forse una delle cose che interesserà maggiormente studenti e insegnanti è la demolizione del paradigma che per la matematica bisogna essere portati. La matematica, dice la Valerio, è metodo, applicazione e modestia: tutt’altro che sapere infuso per divino intervento.

Un saggio accattivante e stimolante che potrà coinvolgere tutti in una bella riflessione su principi che diamo troppo spesso per scontati. Vogliamo dirla meglio? La matematica è politica è un’ottima cartina di tornasole per leggere le lacune di una società moderna tristemente caduta nella difesa delle verità più prossime per paura di ricercare certezze più grandi, variabili e liquide.

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Su Andrea Labanca

Andrea Labanca cantautore, laureato in filosofia e performer, ha scritto tre album impregnati di letteratura. "I Pesci ci osservano" disco della settimana di Fahrenheit Rai RadioTre e "Carrozzeria Lacan" ospitato a Sanremo dal Premio Tenco. Ha collaborato con diversi scrittori (tra cui Aldo Nove e Livia Grossi) e ha lavorato come attore per Tino Seghal. Quest’anno è uscito il suo terzo album, “Per non tornare”, racconto noir-poetico in chiave elettro-vintage.

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