I greci e l’arte di fare i conti - Giovanni Marginesu

I greci e l’arte di fare i conti. Moneta e democrazia nell’età di Pericle – Giovanni Marginesu

I greci e l’arte di fare i conti. Moneta e democrazia nell’età di Pericle di Giovanni Marginesu apparentemente ci racconta di economia, di denaro e del suo utilizzo, in realtà l’intendo è più grande: dimostrare come la cultura classica avesse gestito e armonizzato il rapporto col denaro pubblico.

I greci e l’arte di fare i conti. Moneta e democrazia nell’età di Pericle di Giovanni Marginesu

Si spendono centinaia di parole sul mondo greco, elogiandolo, ovviamente, per la capacità etica, per l’invenzione della democrazia, come si usa dire, ma incuriosisce capire come se la passassero in termini di rapporto col denaro e con la sua gestione in ambito pubblico. La grande cultura, che ha dato i natali a concetti che hanno disegnato il mondo di intorno a noi, per prima si confrontò col tema denaro e libertà, denaro e democrazia.

La tesi di Giovanni Marginesu è che i greci resero per primi l’uso del denaro un’arte, incanalandola nei principi dell’etica e addirittura dell’estetica.

Ad un’immagine di certo forzata del mondo greco come la culla del capitalismo, si affianca, fra i ricercatori, con sempre più forza l’idea che è “proprio sul suolo ateniese, nel V secolo a. C., che si sarebbe formato il nucleo genetico della finanza, di una consapevole gestione del denaro, soprattutto – ma non solo – nell’amministrazione pubblica.”

Gli esempi raccolti dell’autore ci illustrano un mondo dove semplici regole di buon senso e di buon governo abbiano regalato alla cultura greca una gestione del denaro etica e umana, prima ancora che la filosofia si interrogasse sulla sua natura.

L’originalità di questa concezione del danaro da cui ne derivò un rapporto sano è ovviamente la democrazia, ad “Atene essa assume la forma di un sistema politico che vede al suo centro, come organo deliberativo, l’Assemblea, e in cui, attraverso l’adozione capillare del sorteggio, è garantita la partecipazione periodica alle cariche pubbliche a un numero sempre più elevato di cittadini.”

Da ciò ovviamente ne derivò il rapporto dialettico anche sul tema della gestione della cosa pubblica in tutti i suoi aspetti.

I greci e l’arte di fare i conti

Denaro, democrazia, etica

Certo spiazzano e divertono alcuni curiosi aspetti messi in evidenza da Giovanni Marginesu, come la proverbiale avarizia di Pericle, dote non amata dai suoi diretti congiunti ma invece apprezzata dai cittadini di Atene che, attraverso la sua gestione della città, riusciranno a riemergere da diverse crisi politiche, sanitarie e di carestia.

La tesi che a mio avviso sottende questo accurato saggio è che democrazia ed etica siano due immancabili ancelle alla corretta gestione del denaro, sia pubblico che privato. Senza le categorie mentali scoperte dalla cultura greca è probabile che anche la gestione della vita economica della grande cultura antica sarebbe stata molto più disastrosa. 

I greci e l’arte di fare i conti ci informa anche della numerosa letteratura economica che proprio in questo frangente si origina. Scrive infatti  Marginesu che si diede “così avvio alla creazione del primo grande corpus di documenti finanziari, testimoniato e preservato da iscrizioni su pietra e altri supporti durevoli, talora di dimensioni monumentali.”

Così scopriamo documenti, transazioni, che ci raccontano come veniva amministrato il denaro pubblico, ma anche spese e prestiti, costi delle opere e ovviamente perequazione delle risorse.

Apparentemente Marginesu ci racconta di economia, di denaro e del suo utilizzo, in realtà l’intendo è più grande: dimostrare come la cultura classica avesse gestito e armonizzato il rapporto col denaro pubblico.

Ovviamente in questo bel volume troviamo una riflessione che ispira anche lo sguardo sul nostro mondo: è possibile gestire il denaro con etica e senso della democrazia?

Marginesu non risponde con chiarezza, ma lancia linee di riflessione attraverso cui il lettore può trovare la propria interpretazione, la propria immagine e risposta.

I greci e l’arte di fare i conti è un libro agile e raffinato che può offrire a chiunque lo spunto per alcune riflessioni sul nostro mondo e sulle nostre lacune.

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Su Andrea Labanca

Andrea Labanca cantautore, laureato in filosofia e performer, ha scritto tre album impregnati di letteratura. "I Pesci ci osservano" disco della settimana di Fahrenheit Rai RadioTre e "Carrozzeria Lacan" ospitato a Sanremo dal Premio Tenco. Ha collaborato con diversi scrittori (tra cui Aldo Nove e Livia Grossi) e ha lavorato come attore per Tino Seghal. Quest’anno è uscito il suo terzo album, “Per non tornare”, racconto noir-poetico in chiave elettro-vintage.

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