tre dischi più belli di Sanremo 2021

Sanremo 2021, i tre dischi più belli (già usciti)

Nell’anno del Covid, nell’anno del cambio generazionale, nell’anno dell’indie cosa rimarrà oltre allo spettacolo televisivo? Abbiamo selezionato quelli che secondo noi sono i migliori album già usciti contenti le canzoni in gara. A dir proprio la verità una era già uscito da tanto tempo, ma ci piaceva troppo per non parlarne

La Rappresentante di Lista – My Mamma

Di sicuro poco premiati dalla kermesse sanremese La Rappresentante di Lista è una realtà molto affascinante e colta della musica italiana. Ispirati in modo raffinato al dance-pop di inizio anni 2000, stile Moloko per intenderci, la band ha saputo negli anni coniugare canzone pop con raffinatezze sonore e liriche in molti casi. Certo dall’inizio la formazione ha cambiato tantissimi elementi della propria identità tra cui componenti e look. A Sanremo un bel pezzo anche se forse non il più originale della band, non li ha premiati, lasciandoli un po’ nel limbo dell’incomprensione. Peccato perché anche nell’angolo cover e duetto, La Rappresentante di Lista ha presentato una scelta decisamente interessante per canzone e protagonisti: Splendido splendente. 

A ridosso di Sanremo è uscito My Mamma, album che si merita decisamente un ascolto profondo e attendo. Ottimi suoni, ottime dinamiche, scelte invisibili dal punto di vista del mix fra elettronica e rock, insomma un disco davvero meritevole in cui i buoni pezzi non mancano. 

Si consigliano di ascoltare in particolare Religiosamente, Alieno, Paesaggi stranieri e il pezzo che da il titolo all’album: My Mamma. Speriamo che questa bella realtà italiana decida però di non perdere quegli elementi di originalità e creatività che ne hanno segnato i passi fino ad ora e che, quando emergono, segnano il passo rispetto al panorama italiano.

DiMartino-Colapesce – I Mortali

Di questo disco in queste pagine ne avevamo parlato già in questa rubrica, disco praticamente uguale a quello rispetto a quello che ora ritroviamo ripubblicato ma, vista la bellezza, bisogna riparlarne, bisogna davvero. Già questa estate avevamo detto di prestare attenzione a questo lavoro del duo siciliano, ma ora bisogna dirlo con più forza I Mortali è un album importante per la musica italiana per tantissimi motivi. Tra le prime cose che dobbiamo segnalare c’è la capacità di trovare armonie vecchie rimescolandole a nuove sonorità, trovando per questa via una interessante chiave per rileggere la musica pop italiana, troppo schiacciata fino ad ora sulle proposte di Paradiso ed epigoni. Ovvio che l’aggiunta del pezzo di Sanremo rende questo disco particolarmente appetibile sia per il brano in sé, sia per quello che ha saputo creare intorno. Musica leggerissima è una canzone che con grande leggerezza (neanche a farlo apposta) si insinua nella mente dopo un mezzo ascolto, pur conservando un significato recondito ed esplicito assai immaginifico. Pensate solo all’espressione “il Maestro è andato via” ripetuta durante il brano: c’è l’evocazione di un mondo inconscio che in un periodo cupo come questo apre ad una riflessione ampia sulla paura della caduta che è in tutti noi.

Extraliscio – È bello perdersi

Si può azzeccare tutto dall’inizio alla fine? Beh, se proprio voleste un’opinione a tale riguardo dovreste chiedere agli Extraliscio, loro sì che sanno come si fanno le cose per bene. Presentarsi senza grandi pretese (apparenti) e piano piano lasciare che la concorrenza si sciogliesse al sole, poi senza colpo ferire guadagnarsi i riflettori. Non poteva passare inosservato un progetto come quello degli Extraliscio sul palco di Sanremo, intendiamoci qui non siamo fra gli improvvisati (leggete una bio della band per capire), ma la loro capacità strategica di proporsi come vera alternativa all’alternativa non è passata inosservata. Secondi solo ad Orietta Berti per capacità vintage, hanno presentato un pezzo in perfetto equilibrio fra passato, nostalgia e divertimento, aggiungendo a questa formula già esplosiva una chicca: la presenza di Davide Toffolo.

Bianca luce nera, presentato a Sanremo, non è altro che uno dei brani che arricchiscono un disco davvero interessante e ben concepito tra cui spiccano È bello perdersi, Capelli blu e Marisa e il temporale. Un piccolo gioiello di poesia.

Su Piggy the pig

Avatar
Nasce negli anni 80 con ancora l'eco delle chiamate londinesi. Quando ci arriva a Londra è scoppiato il Brit-pop, intanto le urla del grunge scendono sotto pelle. Ama il vino rosse e le birre rosse, ascolta musica per non piangere ma a volte gli fa l'effetto contrario.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.