Non sono una critica cinematografica, ma so fare considerazioni. Quello che leggerete non sarà dunque l’ennesima analisi di un film che ha vinto l’Oscar, ma un sisncero elenco di sensazioni che questa pellicola ha lasciato a me, spero possano essere capite e magari in parte, condivise
Cammino per strada tornandomene a casa dopo aver visto Birdman e penso di getto alle emozioni.
Emozioni che si alternano repentine come le inquadrature del film. Un attimo ridi ed un attimo dopo sei li a trattenere il fiato per il colpo di scena.
E vi assicuro che di colpi ce ne sono e parecchi.
Cammino e penso alle voci che possiamo aver udito almeno una volta dentro di noi. Come quella della coscienza o di un minuscolo Grillo Parlante che ci indicava che strada prendere. Le voci. Quelle che compaiono di notte con i loro racconti della vita che stai o vorresti vivere, e tu sei lì, in balia di un sogno che poi forse sogno non è, ma che svanisce con le luci del mattino. Solo lì ti accorgi che forse l’unica a sentirle eri tu, perché a guardare bene la realtà non era così drammatica come te l’eri immaginata.
Cambia inquadratura la vita, in modo così repentino che a volte è difficile stare dietro ai vari “STOOOP” e “CIAK, SI GIRA”, perché potrebbe darsi che il copione venga stravolto e che gli attori facciano di testa loro ed ecco un altro colpo di scena.
Ma a volte serve credere a quelle voci.
Perché potrebbero portarci a vedere le cose da un altro punto di vista. Senza sceneggiature scritte e posizioni da rispettare, solo per avere una visione più distaccata, più alta. E così sarà un po’ come volare.
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