#MarteGP – Le Mans, la magia di Jack Miller

Le Mans è uno di quegli appuntamenti a cui non mi manca andare. E penso che tutto sia dovuto dal meteo, che caratterizza ogni benedetto Gran Premio. Andai anni anni anni fa a Magny Cours, per seguire la Superbike, e mi rimase impresso il paese fantasma, la nebbia che mi dava il buongiorno e l’aria fredda a qualunque ora. Ecco, Le Mans me la immagino un po’ così.

E quest’anno ci ha regalato la prima (e spero unica) gara flag-to-flag, di cui ammetto non ne sentivo la mancanza. Jack Miller è stato magico. Ha vinto, in quelle condizioni, dopo due long lap penalty, ha sverniciato Fabio Quartararo neanche fosse stato fermo e ha dominato il resto della gara con una maturità che non aveva mai avuto prima. L’australiano si è decisamente trasformato e a dirlo sono i risultati. Si è stra-guadagnato il rinnovo, a parere mio.

El Diablo ha esultato per il terzo posto quasi come se fosse stata una vittoria. E per lui in un certo senso lo è stata. Ha portato a casa il miglior risultato possibile e soprattutto è tornato sul podio a dieci giorni dall’operazione al braccio. La risposta migliore da dare agli avversari e il modo migliore per non pensare più a tutti quei punti lasciati a Jerez. Il francese è solido quest’anno e per il momento pare debba vedersela solo con le Ducati. Johann Zarco (bravo!) ha fatto un’altra gara di livello, i due piloti Petronas non ci sono stati, così come Maverick Viñales e i due piloti Suzuki.

Le Mans ha certamente fatto diverse vittime, ma la competitività dei primi 4 al traguardo è ormai di gran lunga certificata. Anche Pecco ha avuto le sue sfortune a sto giro, ma ha saputo reagire splendidamente ancora una volta nella giusta maniera, del tipo: se non posso vincere porto a casa tutto il possibile. È pronto a vincere e glielo auguro tanto. Lui, così come altri, l’ho visto proprio crescere dalla Moto3 in poi, custodisco gelosamente la maglietta del suo titolo di Moto2 e ora manca solo la sua consacrazione in MotoGP. Mentre continua a mettere pressione a Quartararo.

C’è stato un momento della gara in cui ho pensato potesse davvero vincere Marc Marquez. Quando dopo il cambio moto è tornato in pista, là dove l’abbiamo sempre visto, davanti a tutti indisturbato, ho pensato: “È tornato”. Poi mi ha smentita poco dopo, e ci sta. Sta pagando la stagione che ha saltato, sotto tutti gli aspetti, ma ci ha fatto vedere che il suo talento, la sua fame, la sua velocità sono rimasti intatti. È solo questione di tempo.

NB: i miei complimenti a Riccardo Rossi, che ha raccolto il suo primo podio in Moto3. All’inizio della mia carriera giornalistica ho lavorato con piloti – di cui non farò il nome – che erano agli inizi delle loro carriere. Erano giovani, in difficoltà com’è normale che fosse e ho potuto vedere il dietro le quinte. I sacrifici fatti, la tristezza, il sudore e le lacrime, e immagino che sia un po’ quello che ha vissuto anche Riccardo. E domenica scorsa ha raccolto il primo frutto di tutto quanto. Il primo, spero, di una lunga serie.

Su Serena Zunino

Ligure d'origine, milanese di adozione, vivo le passioni in maniera viscerale - per la felicità di chi mi sta vicino - e sono curiosa come una scimmia

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.