Mai dire mai perché, appunto, non si sa mai: non abusiamo dei mai

Le ultime notizie di mercato danno Mihajlovic allenatore del Milan, uno che nel video qui sopra dichiarò che mai nella vita. Al di là che si concretizzi la panchina del serbo a Milanello, non sarebbe certo il primo, e siamo sicuri nemmeno l’ultimo, che rilascia dichiarazioni del genere per poi smentirsi nei fatti, vedi Capello alla Juve.

Una situazione classica nella vita di tutti. Ad esempio conosco una persona che, ai tempi universitari, dichiarò che mai si sarebbe messo con la ex di un amico, perché le ex ragazze degli amici erano obiettivi eliminati già in partenza. Naturalmente, dopo pochi anni, avvenne la smentita: non sarebbe bastato affermare che tendenzialmente non si sarebbe messo con la ex di un amico? La prudenza non è mai troppa e non è segno di debolezza, forse il contrario: voler rafforzare le affermazioni è segno di non crederci fino in fondo.
Io stesso dichiarai che mai avrei votato per Veltroni. Poi, una volta in cabina, mi prese la paura di un altro governo Berlusconi e, col proverbiale naso turato, votai Veltroni, per altro con i risultati passati alla storia. Dichiarare quel mai non fu forse segno di un timore interiore che cercavo di esorcizzare? Forse dentro di me sapevo dove sarei andato a parare, ma non volevo ammetterlo.

Da parte nostra ci sentiamo di invitare a centellinare i mai, a farne un uso moderato e attento. Non per nulla, ma perché la vita sembra fare apposta a contraddire i mai. Poi ci si vede costretti a rincorrere teorie macchinose e scuse azzardate per smentire se stessi, tra l’altro scuse a cui nessuno crederà se non per educazione.
L’abuso di mai, inoltre, toglie efficacia e credibilità ai veri mai. Ci sono circostanze in cui il mai ci sta benissimo, casi in cui un’eventuale smentita sarebbe altamente improbabile. Ma non possono essere così tanti questi casi, anche perché più mai pronunciamo meno elastici e aperti ci dimostriamo. Se sovrautilizzato, il mai perde mordente anche nell’ironia: quando, enfatizzando per scherzo, ricorreremo al mai l’effetto sarà minore sul nostro pubblico.
Insomma, credere di rafforzare le nostre idee con i mai ci espone al rischio di smentite fattuali e di palesamento di debolezza delle idee. Pensare di guadagnare fiducia attraverso un mai ci espone al rischio di smentite e al dubbio che il rafforzativo sia indice di incertezza. Utilizzare troppi mai ci espone all’effetto “al lupo, al lupo”, per cui tutti i nostri mai avranno lo stesso piatto valore.
Consigliamo, eventualmente, di aumentarne il dosaggio con l’avanzare dell’età, che screma di per sé molte eventualità e avvicina alla meta dichiarata: il mai.

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