Nome di battaglia Lia, Teatro della Cooperativa di Milano

Segnaliamo la replica di Nome di battaglia Lia al Teatro della Cooperativa di Milano. Non è una segnalazione di circostanza, perché questo spettacolo io l’ho visto e l’ho apprezzato. Uno spettacolo teatrale in linea con il Teatro della Cooperativa, ma speriamo in linea anche con molti di noi e ci auspichiamo con la nostra memoria.

Non è che tutti gli spettacoli impegnati siano belli solo perché portatori di un messaggio importante. Uno spettacolo può avere contenuti importanti ma una realizzazione non all’altezza. In questo caso non è così, si tratta di un testo riuscito sia nella scrittura che nella messa in scena. Per quanto mi riguarda la considero una perla da non perdere, capace di puntare i fari su vicende che troppo spesso si tende a dimenticare e di farlo toccando corde profonde non solo della storia ma anche della sensisbilità. Consigliatissimo

Riporto il testo del comunicato
Forse a volte ci si dimentica delle storie apparentemente periferiche. Ci si dimentica che al di là dei momenti alti e celebrativi, esiste un mondo fatto di episodi che fanno parte di una quotidianità ai più sconosciuta ma dal valore estremamente significativo.
All’interno della grande pagina della Resistenza, il quartiere di Niguarda a Milano, e le donne dei suoi cortili, ebbero un ruolo particolare. Niguarda si liberò il 24 aprile 1945, con un giorno di anticipo su Milano. E fu proprio in quel giorno che si consumò uno degli episodi più tragici della Liberazione della città: colpita al ventre da una raffica di mitra di nazisti sulla via della fuga, moriva – incinta di otto mesi – Gina Galeotti Bianchi, nome di battaglia Lia, una delle figure più importanti del Gruppo di Difesa della Donna. Quest’ultimo vantava a Milano ben 40.000 aderenti, oltre 3.000 attiviste: assisteva i militari abbandonati da un esercito allo sbando; aiutava economicamente le famiglie in cui il marito, o il padre, era nei lager o in carcere; era parte integrante dei Gruppi Volontari della Libertà e del comitato cittadino del C.L.N.; compiva manifestazioni e comizi improvvisati nei mercati rionali o in altre zone della città; forniva staffette in operazioni delicate; stampava “Noi Donne”, un foglio clandestino precursore del movimento femminista. Inoltre, sulle spalle delle donne ricadeva gran parte del peso della realtà quotidiana, fatta di bambini e anziani da accudire nel freddo, nella fame e nelle malattie.
Un ritratto tragico e insieme vivace della Niguarda resistente, dedicato alle donne e al loro coraggio.
Un testo basato su testimonianze dirette del nostro recente passato, che, attraverso la riscrittura drammaturgica, si fa tragedia, dolore antico, arcaico. Emblematiche le ultime parole di Lia prima di morire: “Quando nascerà il bambino non ci sarà più il fascismo”.

Nell’aprile del 2010 la Camera dei deputati ha ospitato, presso la Sala della Lupa a Palazzo Montecitorio Nome di Battaglia Lia. L’iniziativa è stata promossa dalle deputate dell’Ufficio di Presidenza, la vice presidente Rosy Bindi e la Segretaria di Presidenza Emilia Grazia De Biasi. Per questo spettacolo la Presidenza della Repubblica ha conferito una medaglia commemorativa al Teatro della Cooperativa.

Da lunedì 18 a domenica 24 aprile 2016 – al Teatro della Cooperativa di Milano
Produzione Teatro della Cooperativa
NOME DI BATTAGLIA LIA
testo e regia Renato Sarti
con Marta Marangoni, Rossana Mola, Renato Sarti
musiche originali Carlo Boccadoro
video BUZZ 2001
con il patrocinio di Associazione Nazionale Partigiani Italiani/Associazione Nazionali Ex Deportati/Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione Italiano/Federazione Italiana Associazioni Partigiane/Laboratorio Nazionale per la Didattica della Storia

Teatro della Cooperativa (18/24  aprile 2016)
SPETTACOLI:         
feriali ore 20.45 – domenica ore 16
PREZZI:                intero 18 euro – ridotti  15/9 euro
www.teatrodellacooperativa.it  – Via Hermada 8, Milano – tel. 02.6420761

Su Giuseppe Ponissa

Aga la maga; racchetta come bacchetta magica a magheggiare armonie irriverenti; manina delicata e nobile; sontuose invenzioni su letto di intelligenza tattica; volée amabilmente retrò; tessitrice ipnotica; smorzate naturali come carezze; sofferenza sui teloni; luogo della mente; ninfa incerottata; fantasia di ricami; lettera scritta a mano; ultima sigaretta della serata.

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