SerieA, le pagelle di giornata – L’Oscar bianconero, il risveglio del Faraone e il nemico del calcio piazzato

È stato fin troppo facile, nell’immediato post partita di Juve-Inter (2-0), fare un paragone tra il Leo del campo da gioco e quello del red carpet che di lì a poco si sarebbe conquistato il suo primo Oscar. Facile sì, ma non banale. Proprio come il Leo in questione, Leonardo Bonucci di banalità non vuole proprio sentire parlare…

Prima del derby d’Italia aveva dichiarato che sarebbe stato un sogno “affossare l’Inter” con una vittoria. Un’affermazione azzardata che avrebbe potuto far risvegliare il popolo nerazzurro ferito. Ma alla fine ha avuto ragione lui, perché il successo dei bianconeri ha demoralizzato ulteriormente Mancini & co. Il difensore ex Bari ha mostrato sul campo il perché di quelle parole: una prestazione da gigante, con ottime chiusure ed evidente sicurezza nelle giocate con la palla tra i piedi. Il tutto condito da un gol al volo, su gentile concessione di D’Ambrosio.

Non è tra i calciatori che spiccano per simpatia, ma in questi casi bisogna ammettere che la sua personalità è stata decisiva. Anche ai fini del risultato.

Voto 7,5. Spavaldo ma concreto.

Ai piani alti della classifica c’è anche lei, la Lupa giallorossa. Difficile trovare un aggettivo che descriva questa Roma in risalita: forse però l’Accademia della Crusca potrebbe correre in nostro aiuto…  No, non ancora petaloso, per carità! Forse, senza che nessuno si senta chiamato particolarmente in causa, si potrebbe definire la Roma una squadra “pelatosa”. Perché Luciano Spalletti è il grande artefice del progetto di rilancio giallorosso: un’altra vittoria, questa volta ad Empoli, per mano di un El Shaarawy totalmente rinato.

Dopo il primo gol col Frosinone tutti a pensare che potesse essere il classico fuoco di paglia. Ma con una brillante doppietta empolese il Faraone si è confermato come jolly nella rosa spallettiana. Si posiziona sull’esterno sinistro e si muove tantissimo per coprire gli spazi in fase difensiva e in quella offensiva.

La perla del primo gol è la conferma che non è ancora un giocatore finito e che tutto dipende da lui.

Voto 7. Poca cresta e tanta testa.

È stato comunque una giornata di lotta e fatica. Soprattutto per chi deve inseguire in fondo alla classifica. E’ il caso di Verona, Frosinone e Carpi, immischiate nella lotta per non retrocedere, che hanno sfidato rispettivamente Udinese, Sampdoria ed Atalanta.

Tra Samp e Frosinone, in modo particolare, è stata una lunga battaglia (sportivamente parlando). Lunga non solo per via della difficoltà della Doria nell’avere ragione di un Frosinone con tanta grinta e poca qualità. Lunga anche perché l’arbitro Orsato ha impiegato decine e decine di secondi nella partita per “catechizzare” i giocatori in campo in occasione dei calci piazzati. E’ stato un susseguirsi di “vi tengo d’occhio eh” oppure di “niente mani sull’avversario o fischio fallo!”. Un sergente. Come si dice in questi casi: uomo avvisato, mezzo salvato.

Non sappiamo se sia stato un bene oppure no, sta di fatto che qualche spettatore si trova ancora davanti allo schermo del proprio televisore per aspettare il fischio finale…

Voto 5,5. Orsato, il nemico del calcio piazzato.

Chiudiamo con lo strano caso del lunedì: Marcos Alonso. Un giocatore che a Firenze è finalmente sbocciato, dopo un avvio difficile con Montella qualche anno fa e la parentesi in Inghilterra per maturare.

Gli è sempre stata imputata una certa lentezza nei movimenti e nelle scelte di gioco, per questo ieri ha deciso di fare tutto in fretta. Ma proprio tutto.

In due minuti si è reso protagonista di un gol di testa su calcio d’angolo, da vero attaccante. Applausi del Franchi che finalmente sembrava essersi convinto. Palla al centro e si riparte. Neanche il tempo di festeggiare per il gol e i tifosi si ritrovano ad insultarlo per una giocata inspiegabile che regala la palla d’oro ad Higuain per l’1-1. Un caso da analizzare.

Voto 6. A metà.

Su FuSball360

Studente della facoltà di lingue, calciofilo a 360 gradi. A tre anni provavo già a leggere le pagelle del Fantacalcio sulla Gazzetta, un amore a prima vista. Poi sono cresciuto a suon di tiri e, soprattutto, parate. Seguo con passione campionati italiani ed esteri, perchè di calcio si parla ovunque. E in qualsiasi lingua.

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