Sul circuito più fashion del campionato, Nico Rosberg conquista la seconda vittoria stagionale e si porta a soli 10 punti da Hamilton. E che nessuno venga a dirmi che la Formula 1 è noiosa perché non succede mai nulla di spettacolare o perché a Montecarlo si arriva così come si parte!
A essere sinceri io stesso nel conquistare il divano, qualche minuto prima dell’inizio della gara, mi sono munito di copertina e cuscino pronto a un sonno-veglia energizzante e rivitalizzante quasi rassegnato all’idea che almeno per le prime tre posizioni non sarebbe cambiato nulla rispetto al risultato della qualifica (Hamilton ha fatto segnare il miglior tempo seguito da Rosberg e da Vettel). Scatta la partenza: Kvyat su Red Bull (5° in griglia di partenza) prende subito la posizione sul compagno di squadra Ricciardo, cercando pure di insidiare Vettel, mentre Kimi mantiene la sesta posizione dopo una qualifica da lui stesso definita “schifosa”. Nelle retrovie Hulkenberg su Force India (11° all’arrivo) si ferma contro le barriere dopo un banalissimo contatto di gara con la McLaren di Alonso che, per questo motivo, viene penalizzato con cinque secondi di stop and go (i meccanici immobili, aspettano cinque secondi prima di effettuare il cambio gomme); successivamente lo spagnolo sarà costretto al ritiro per problemi al cambio (ma questa non è certo una novità di stagione).
Quello che mi ha fatto saltare sul divano, però, è la penalità assolutamente ingiusta che si è beccato Alonso per la sportellata appena accennata che ha dato al tedesco della Force India, francamente non vedo molti altri modi per farsi strada su un circuito dove si guida sui marciapiedi. I successivi 64 giri (sui 78 previsti) sono serviti solo a solcare per bene il divano alla ricerca di una posizione ergonomica via via migliore. Stavo tirandomi la copertina un po’ più su quasi a coprirmi naso e bocca, infreddolito dalla faticosa digestione del pranzo domenicale, quando lo scatenato Verstappen (su Toro Rosso), in lotta con Grosjean per il punticino del decimo posto, sbaglia la frenata, tampona il francese della Lotus e va a schiantarsi contro le barriere ad altissima velocità. È in quel momento che io, la coperta e il telecomando ci ritroviamo contemporaneamente a circa mezzo metro dal soffice divano che fino a quel momento mi aveva calorosamente accolto ed è in quel momento che inizia un’ altra gara nella gara: debutta infatti, a causa del grave incidente, la Virtual Safety Car (durante la quale le posizioni rimangono congelate con la possibilità di effettuare i pit stop) ed Hamilton (leader della gara fino a quel momento) viene richiamato ai box per un cambio gomme.
Nel frattempo la virtual safety car viene convertita in reale (scende fisicamente in pista la safety car alla quale le monoposto si devono accodare) e nel marasma del momento l’inglese finisce sia dietro il compagno di squadra Rosberg che dietro il ferrarista Vettel. Incredibile!!! In casa Mercedes, un errore clamoroso di stima del tempo necessario per fare il pit stop: errore che è costato la vittoria ad Hamilton, leader indiscusso fino a quel punto della gara. Potete immaginare quanto sia stato facile per Rosberg andare a vincere. Per Vettel è stato un po’ più difficile tenere a bada l’indemoniato Hamilton che, per qualche giro, ci ha provato a riprendersi la posizione ma dopo quel laconico “impossible to pass” trasmesso via radio se ne è stato lì, buono buono, a respirare gli scarichi della Ferrari troncando qualunque tentativo di comunicazione da parte dei suoi. Nel frattempo Ricciardo (5° all’arrivo) con un sportellata identica a quella di Alonso si è fatto strada, prima, ai danni di Raikkonen (6° all’arrivo) e, poi, del compagno di squadra Kvyat (4° all’arrivo) al quale infine ha ceduto la posizione per ordini di scuderia. Anche nel mondo della Formula 1, la legge non è uguale per tutti.
Da sottolineare la prestazione di Button (8° all’arrivo) che per la prima volta quest’anno è riuscito a portare a punti la sua McLaren-Honda e quella dell’ispirato Perez su Force India (7° all’arrivo). Weekend disastroso, invece, per la Williams di Bottas (14° all’arrivo) e Massa (15° all’arrivo). Dopo questo gran premio possiamo dire che i giochi sono completamente aperti e l’imprevedibilità sarà la chiave di lettura dei prossimi Gran Premi: Rosberg o Hamilton? E dietro: Ferrari, Williams o Red Bull? Ci rivediamo in Canada fra due settimane.