SerieA 2015/2016 – 30/11 – Quarta di fila, accontentandoci di uno 0-1 mascherato

Quarta vittoria di fila. Ci sono stati tempi, non troppo lontani, in cui non ci saremmo stupiti, ma oggi è tanta roba. Belle vittorie? Bah, la vittoria è sempre bella, anche se di quel 3-5-2 forse non ci libereremo mai più.

Ci troviamo meglio, dice Barzagli (il monumento in suo onore è pronto). E grazie a ‘sta cippa, aggiungo io, così giocate tutti e tre lì dietro, pure il buon vecchio Chiellini, la cui parabola discendente pare proiettata nei pressi di un orizzonte troppo vicino. Eh sì che noi abbiamo quel bell’imbusto di Rugani, ma Allegri dice che deve aspettare il suo turno ché davanti ha tre difensori fortissimi. Ora, non dico titolarissimo, ma a me sembra una questione di principio, cioè li fa giocare a tre dietro e non entra mai, a questo punto mi aspetto che entri Padoin, prima di lui, come centralissimo difensivo. Che poi cosa vuoi dirgli ad Allegri? Insiste sul croato pennellone, che lo ripaga pure, ha capito che Dybala potrebbe essere forte, ieri poi che ha sfilato nel suo vecchio stadio con le sue gambe diventate bellissime a Torino, con il pubblico che immagino in visibilio di fronte a cotante colonne rinforzate. E Morata? Pare che il mister ad un certo punto gli abbia urlato, dopo un dribbling sbagliato dallo spagnolo (che più che scartare gli avversari, secondo me lui si impappina da solo, e poi va via di sorpresa, mica li fa davvero i dribbling), “Sei importante!”, sì, per dimostrare che il croato non è così male visto che quando entri fai passare la voglia pure a me. Chiudo con due quesiti.

Ma quanto danno a Pogba se raggiunge i 500 tiri in stagione (non importa se fatti bene, l’importante è che centrino la linea di fondo)? No perché altrimenti non si spiega proprio. E poi, Sturaro da quando si è trasformato da rubapalloni a rubami il pallone?

Ora attesa per lo scontro al vertice di stasera, direi pareggio ma mi impunto su un forza Napoli. Si sa, siamo antinteristi per vocazione.

Su Agafan

Aga la maga; racchetta come bacchetta magica a magheggiare armonie irriverenti; manina delicata e nobile; sontuose invenzioni su letto di intelligenza tattica; volée amabilmente retrò; tessitrice ipnotica; smorzate naturali come carezze; sofferenza sui teloni; luogo della mente; ninfa incerottata; fantasia di ricami; lettera scritta a mano; ultima sigaretta della serata.

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