Booktubers, se li conosci (non) li eviti

La letteratura può essere raccontata in maniera degna attraverso i social? La letteratura può essere raccontata in maniera degna da un ragazzino e dalla sua telecamerina? Secondo noi sì, e ora vi spieghiamo il perché

Qualche tempo fa, non molto a dire il vero, perché non siamo certo sul pezzo ma nemmeno in differita di mesi, un paio di articoli cartacei hanno attaccato il mondo dei bookinfluencer, sostenendo che non fossero in grado di proporre contenuti validi, mettendoci pure del sessismo a spanne (sono tutte ragazze, blabla, parlano di libri e fanno foto carine e blabla), senza impegnarsi nemmeno molto, pescando da luoghi comuni a portata di mano. 

Non staremo a citare gli articoli per non dare visibilità ulteriore a distanza di tempo a pezzi approssimativi. Anche perché, in questa sede, non ci interessa nemmeno contrastare gli articolisti, loro sì grandi professionisti, se li abbiamo citati è per denotare il pressapochismo adottato quando si parla di certi argomenti.

E i bookinfluencer hanno due caratteristiche fondamentali che attirano il pressapochismo: gioventù e azione sui social. Per quanto riguarda le affermazioni maschiliste ne abbiamo parlato in altri pezzi, non ci ripeteremo, diciamo solo che dobbiamo fare tanta di quella strada che al momento non se ne vede la fine.

Dunque i giovani sui social che parlano di libri producono contenuti scadenti, spinti solamente da un’estetica ruffiana e passeggera, rovinando il sacro argomento della letteratura con la loro leggerezza priva di contenuti.

Partiamo da un presupposto: la critica letteraria è una cosa, parlare di libri un’altra. Chiariamo subito che ci stiamo muovendo nella seconda categoria. Detto questo, cosa secondo loro non funziona nei bookinfluencer? A nostro parere il vero problema è che funzionano, qualcuno non riesce a capacitarsi del loro successo e, pur di non ammettere proprie carenze, taccia di superficialità loro e il loro pubblico.

Non vogliamo approfondire troppo, queste righe vogliono solo introdurre una rubrica che abbiamo deciso di aprire su questo sito: vogliamo infatti proporre i video dei booktuber che più ci piacciono. Mettiamola così, vogliamo parlare con i fatti. Non crediamo che i booktuber avranno particolari vantaggi dall’essere citati su un sito piccolo come il nostro, e non ci interessa nemmeno avere noi vantaggi citandoli. Quello che ci interessa è proporre, come tentiamo sempre di fare, contenuti di buona qualità e interessanti e riteniamo che i video che proporremo lo siano.

Però, perché se non pontifichiamo non siamo noi, due parole spendiamole sull’argomento, giusto per non lasciare completamente in sospeso. La discriminante di un contenuto di qualità non può essere la gioventù, o il mezzo utilizzato, o la foto che appare sui social. La discriminante, come sempre, è la qualità. Parli di libri sui social e sei giovane? Non sono elementi interessanti, quello che guardiamo è cosa e come lo dici, solo dopo aver considerato questi elementi, mettendoci sempre il gusto personale di chi osserva, ci pronunceremo se i contenuti meritano attenzione o meno. Come in tutti gli ambiti, ci sono quelli bravi e quelli meno bravi, quelli che piacciono di più o di meno.

Parlare dei libri sui social è un abominio? Se fossimo nell’800 sì, ma solo perché non esistevano i social. Attirare l’attenzione delle persone sui libri può essere davvero annoverata tra le colpe? Andate avanti a difendere l’aura che vi siete costruiti e che sorreggete voi per i fatti vostri nella vostra cerchia, fate molta attenzione a non uscire dal cerchio, altrimenti… beh altrimenti dimostrate che non ne siete mai usciti fino a quel momento, perché quello che dite è stantio. 

Non è una questione di età, noi, per esempio non sappiamo utilizzare i social (il nostro instagram ne è la prova evidente), ma non per questo il male sta nei social, siamo più propensi a pensare che sia in noi.

Ma poi, in un campo come quello dei libri in un paese che ne legge pochissimi, davvero volete farne questione elitaria? La letteratura è elitaria? Soprattutto, è elitaria per quanto riguarda il mezzo di diffusione? Sembrate la Chiesa cattolica che si impunta su cose dette o non dette nella Bibbia, il fatto è che ne è passato di tempo da quando è stata scritta, ciò che dice e omette non è proprio aggiornatissimo. E non avete nemmeno la scusa che a dettare certe convinzioni sia un dio unico e onnipotente, anche se qualcuno forse ci si sente.

Il mondo dei social è senza difetti? Certo che no, ma quale mondo ne è privo? Se ne esistesse uno perfetto non vorremmo viverci.

Su Agafan

Agafan
Aga la maga; racchetta come bacchetta magica a magheggiare armonie irriverenti; manina delicata e nobile; sontuose invenzioni su letto di intelligenza tattica; volée amabilmente retrò; tessitrice ipnotica; smorzate naturali come carezze; sofferenza sui teloni; luogo della mente; ninfa incerottata; fantasia di ricami; lettera scritta a mano; ultima sigaretta della serata.

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