Una selezione di recensioni (leggi la nostra recensione) di Autobiografia di una rivoluzionaria di Angela Davis (vai alla biografia).
Carmilla
La citazione è d’obbligo: «Guardo le mie povere cose: / una foto di Angela Davis / muore lentamente sul muro / e a me di lei / non me n’è fregato niente mai».
Francesco De Gregori, Informazioni di Vincent, 1974. Stesso anno in cui, negli USA, la Bantam Books pubblica Angela Davis: An Autobiography.
Se si parla di accoglienza, De Gregori non stende certo il tappeto rosso all’edizione italiana (Garzanti, 1975). In realtà il cantautore non ce l’ha con Davis, ma ricorre alla sua icona – sovraesposta, inflazionata – per render conto di una distanza, un periodo di smarrimento e alienazione.
HOTMC
Questa settimana sarebbe stato doveroso parlare di uno dei massimi esponenti della letteratura black, Amiri Baraka, che proprio qualche giorno fa è venuto a mancare dopo una vita di battaglie civili e opere indimenticabili. Poeta, drammaturgo, romanziere e saggista, Amiri Baraka ha rappresentato un’enorme ispirazione per moltissimi musicisti hip hop (basti pensare che i Roots lo hanno voluto in studio durante numerose session di registrazione). L’unico suo libro edito in Italia, Il popolo del blues, è un saggio che analizza la storia degli afroamericani in base ai cambiamenti della loro musica: essendo fuori catalogo risulta ormai introvabile, ed è questo il motivo per cui non ci dilunghiamo sulla sua opera oggi. Se qualcuno volesse provare a procurarselo tramite canali alternativi, sappia che l’ultima ristampa disponibile è quella di Shake del 2011 (euro 10 circa).
TonyFace
Per me la rivoluzione non era mai stata “qualcosa da fare” provvisoriamente in attesa di sistemarmi, non era un club alla moda con un gergo nuovo di zecca o un nuovo gioco di società, reso eccitante dal rischio dello scontro e brillante dal costume.
La rivoluzione è una cosa seria, la più seria nella vita di un rivoluzionario. Quando ci si impegna nella lotta deve essere per la vita.