Ecco una selezione di recensioni (leggi la nostra recensione) de La Madonna col cappotto di pelliccia di Sabahattin Ali (vai alle citazioni).
la Repubblica
Alla libreria Alkim, proprio all’inizio di Besiktas Caddesi, la commessa allarga le braccia: «Sold out. Finito». Niente da fare, ancora una ristampa. Il romanzo di Sabahattin Ali, La madonna col cappotto di pelliccia ha oltrepassato il milione di copie, molto più dei libri del premio Nobel Orhan Pamuk e non accenna a terminare la sua marcia misteriosa.
GraphoMania
La madonna col cappotto di pelliccia di Sabahattin Ali (pubblicato da Scritturapura edizioni e recentemente al centro di una querelle editoriale) fin dalle prime pagine ci invita ad andare oltre l’apparenza non solo delle cose, ma anche (ed è quello che certamente più conta) delle persone.
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Sabahattin Ali è stato uno dei più grandi scrittori turchi del Novecento. Questo autore, molto amato da Nazim Hikmet, nacque a Egridere (nell’attuale Bulgaria) nel 1907 in quello che era l’Impero Ottomano. Laureatosi a Istanbul nel 1926 insegnò per un anno nel suo Paese prima di vincere una borsa di studio che lo portò in Germania, dove rimase fra il 1928 e il 1930. Una volta rientrato in Turchia fu arrestato per alcuni versi ostili nei confronti di Atatürk e della sua politica.
Mangialibri
Dopo aver schivato per mesi la carità pelosa di amici e conoscenti, un venticinquenne emerge dalla disperazione della disoccupazione ingoiando il proprio orgoglio e accettando l’interessamento del suo presuntuoso amico Hamdi e finisce per condividere un anonimo ufficio con un misterioso e ieratico traduttore dal tedesco. Raif Efendi è uno dei più vecchi impiegati dell’azienda ma nessuno sembra mai essersi preso la briga di conoscerlo davvero, svolge il suo lavoro con scrupolo e professionalità ma questo non lo sottrae alla pesante ironia dei colleghi.
laCOOLtura
Da dove comincia la storia de La Madonna col cappotto di pelliccia? Era il 2013quando i giovani turchi protestavano per Gezi Park, un parco che sarebbe stato trasformato in parcheggio, a Istanbul. Un italiano ci ricorda questo momento storico, Zerocalcare in Kobane Calling. Proprio uno dei personaggi di questo fumetto, una persona che Zerocalcare ha realmente conosciuto, ha partecipato alle proteste per Gezi Park. Questa persona, chiamata in Kobane Calling Cappuccio Rosso, è stata condannata a 100 anni di galera dallo stato turco per Direngezi.