Il creatore - Gudrún Eva Mínervudóttir

Citazioni da Il creatore di Gudrún Eva Mínervudóttir

Ecco una selezione di citazioni da Il creatore di Gudrún Eva Mínervudóttir (leggi la recensione).

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Lo so, disse Lóa e si sedette di nuovo accanto a lei su bordo del letto cercando di abbracciare quella piuma che stava con un piede nel mondo e con l’altro in qualche regno incantato oppresso da un sortilegio. Margrét distolse lo sguardo per un attimo, ma poi la allontanò da sé, senza riuscire a nascondere la repellenza che provava per il contatto fisico.

Aveva un’inquietudine tremante, dentro di sé. Un’inquietudine crepuscolare nello stomaco. Versò qualche lacrima sotto la doccia mentre lo ammetteva con se stessa, e le lacrime si fusero con l’acqua quasi bollente.

Povero ragazzo, pensò Sveinn. Ti serve una guerra, o una metamorfosi, per trovare te stesso sul serio? Sudi freddo tanto hai voglia di metterti alle calcagna di una donna debole di nervi che deve compensare tutta l’abbondanza e la staticità del mondo.

Era per questo che il mondo desiderava la morte. La donna con la falce. La mietitrice che recideva il peso e le imperfezioni di ogni cosa. Rendeva tutto liscio e piatto, tutto in riga e inodore. Più leggero dell’ozono e affrancato da ogni movimento – e perciò affrancato da qualsiasi imprevisto e fastidio.

In natura non si trovano mai cerchi perfetti, e i volti umani non sono mai perfettamente simmetrici. […] Dalla natura aveva mutuato anche questo dettaglio, senza che per altro fosse visibile a occhio nudo.

Ogni progresso nel mondo veniva alimentato da coincidenze. Alcuni credevano di non crederci, lui stesso non credeva al destino, ma credeva alle coincidenze che spostavano le persone da un posto all’altro in maniera più o meno travolgente come pedine su una scacchiera. No, non come pedine su una scacchiera, troppo calcolato. Meglio come cartacce al vento. E l’eterno compito dell’uomo era contrastarle non appena si presentavano, e rassegnarsi al fatto che erano quello che erano: coincidenze.

Su Giuseppe Ponissa

Aga la maga; racchetta come bacchetta magica a magheggiare armonie irriverenti; manina delicata e nobile; sontuose invenzioni su letto di intelligenza tattica; volée amabilmente retrò; tessitrice ipnotica; smorzate naturali come carezze; sofferenza sui teloni; luogo della mente; ninfa incerottata; fantasia di ricami; lettera scritta a mano; ultima sigaretta della serata.

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