Amici fino in fondo è un libro che cattura l’attenzione. Innanzi tutto per l’illustrazione in copertina: una gatta gigante blu a fiori, un prato, una luna calante, delle stelle in un cielo rosa-violaceo. Si fa notte. E la gatta sorride.
E poi per il sottotitolo: “Riflessioni e consigli di un veterinario per accompagnare i nostri amici a quattro zampe negli ultimi giorni di vita”.
È un libro che ha un peso, lo senti subito. Di quelli che difficilmente ti lasciano uguale a prima. Ci sono in ballo l’amicizia e la morte. E una domanda: saremo capaci noi – veterinari, proprietari, amanti degli animali – di essere per loro davvero Amici fino in fondo?
La prima volta che me lo sono trovata tra le mani, anni fa, attratta dalla copertina, ne ho lette poche righe, ma l’ho richiuso subito. “Tanto non mi riguarda” ho pensato, e ho ricacciato indietro due lacrime. Allora il mio gatto era ancora giovane, e io poco incline a pensieri di questo genere.
Anni dopo – qualche mese fa – mi sono di nuovo imbattuta in questo testo. C’è chi dice che sono i libri a trovarti, quando è il momento giusto. Il mio gatto ormai aveva sedici anni. Stava bene, è vero, ma per quanto avrei potuto ancora far finta di niente?
Amici fino in fondo è un testo delicato, commovente, profondo.
L’autore è un veterinario che porta a sostegno dei suoi ragionamenti una casistica ampia, costruitasi in anni di esperienza. Ma è soprattutto un uomo che, davanti al tema della cura e della morte, offre una sua risposta alternativa, piena di buonsenso e di logica, mai dogmatica né perentoria.
L’autore sostiene che è possibile accompagnare gli animali verso una morte serena e naturale, senza il ricorso all’eutanasia. Il suo, però, non è un pamphlet polemico. È semplicemente un testo che vuole offrire un punto di vista diverso. C’è sempre tempo per ricorrere all’eutanasia, quando dovesse essere inevitabile. Prima però vale la pena vagliare un’altra possibilità: quella dell’accompagnamento.
La morte è un processo naturale e gli animali, in molti casi, sanno come prepararsi e sembrano disporre di risorse contro il dolore fisico. Essi, inoltre, a differenza nostra, non si avvicinano alla morte con lo stesso carico di paure, ideologie, giudizi o pregiudizi. Essi sopportano il disagio e la malattia come parti della vita. Provare a entrare in contatto anche noi umani con la naturalezza di questo passaggio è una grande prova di amore nei confronti dei nostri animali e una profonda esperienza esistenziale.
Amici fino in fondo non è un testo facile, perché ci mette davanti al dolore e alla responsabilità di una scelta che non riguarda noi personalmente. Ma è un testo pieno di amore, che mostra come sia possibile accostarsi alla morte dei nostri animali con serenità e come un’esperienza di morte vissuta così da vicino ci metta più pienamente in contatto con il senso della vita.
Il mio gatto si è addormentato a luglio, in maniera naturale, senza soffrire, dopo un mese e mezzo di malattia. Era a casa sua, nel luogo che aveva scelto, tra i suoi oggetti e alla mia presenza.
Non ci siamo mai amati tanto, come in quegli ultimi giorni.
Valutazioni emotive
Felicità: 50%
Tristezza: 80%
Profondità: 100%
Appagamento: 100%
Indice metatemporale: 100%