Sovietistan. Un viaggio in Asia centrale - Erika Fatland

Sovietistan. Un viaggio in Asia centrale – Erika Fatland

Sovietistan: Un viaggio in Asia centrale di Erika Fatland è un diario di viaggio che riesce a cogliere sia aspetti antropologici (d’altronde Erika Fatland, oltre a essere scrittrice e giornalista, è anche un’antropologa) che ironici. Un libro per cercare di capire meglio queste terre, in attesa del loro futuro.

Sovietistan: Un viaggio in Asia centrale di Erika Fatland

Erika Fatland ci accompagna nelle repubbliche ex sovietiche dell’Asia centrale a quasi 25 anni dalla loro indipendenza. Il libro rappresenta, in un certo senso, il proseguimento del reportage scritto da Colin Thubron nel 1994, subito dopo il crollo dell’Unione Sovietica (Il cuore perduto dell’Asia)

Turkmenistan, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan e Uzbekistan: questi sono i cinque paesi che l’autrice visita durante due lunghi viaggi. Per molti di noi questi paesi rappresentano poco più che un’area (e pure vaga) sulla cartina geografica, posta nel cuore dell’Asia al confine con vicini difficili come Cina e Russia. In realtà, il solo Kazakistan è grande oltre nove volte l’Italia, e i territori di questo Sovietistan si estendono dal Mar Caspio alla Mongolia.

Leggendo il libro si scopre inoltre come questi paesi, che pure hanno vissuto tutti l’esperienza comune della dominazione russa, sono tra loro molto diversi, sia dal punto di vista geografico che culturale, economico, sociale. Ad  esempio, viaggiando con l’autrice passiamo dal Uzbekistan, con le sue città che mostrano ancora i fasti dell’antica via della seta come Samarcanda e che presenta un regime dittatoriale, al poverissimo Tagikistan o al montuoso ma più facilmente accessibile (quanto meno perché il grado di libertà personale è più alto) Kirghizistan.

Terra di contrasti

Sovietistan è indubbiamente un diario di viaggio, ma la scrittura di Erika Fatland non si esaurisce in modo asettico nel descrivere i luoghi che visita o le tradizioni incontrate lungo il percorso, anzi riesce a cogliere sia aspetti antropologici (d’altronde oltre a essere scrittrice e giornalista è anche un’antropologa) che ironici e, anche se a prima vista non si direbbe visto l’argomento che tratta, si tratta di un libro anche divertente. Parte di questo aspetto lo si deve sicuramente alla bravura dell’autrice nel cogliere gli aspetti più curiosi,  ma anche ironici, nelle situazioni in cui si è imbattuta durante il viaggio, e parte si deve anche ad aspetti  poco conosciuti al di fuori di questi paesi che farebbero facilmente pensare alla sceneggiatura di un film.

Ecco per esempio che ci imbattiamo nella figura dell’ex presidente del Turkmenistan, Turkmenbashi: tra le varie leggi introdotte, Turkmenbashi decise di vietare i capelli lunghi, la barba, il circo, il trucco, l’opera lirica, il balletto e l’introduzione di cani nella capitale Ashgabat (non ne sopportava l’odore).  Scrisse un libro, il Ruhnama, o “libro dell’anima”,  che doveva racchiudere la storia del paese e usi e costumi turkmeni e che divenne l’unico libro di testo per la storia del paese, la matematica e parte integrante dell’esame per il conseguimento della patente di guida.

Una terra di contrasti, palazzi sfarzosi ma vuoti e popolazioni seminomadi, steppe, deserto e montagne tra le più alte al mondo, temperature che possono andare da estati caldissime fino a 50 gradi sotto zero, confini che sulla carta che non rispecchiano quanto vissuto realmente dalla popolazione: una popolazione che nel corso “dei settant’anni di governo sovietico dell’Asia Centrale è passata direttamente dal Medioevo al ventesimo secolo.

Un libro da leggere per cercare di capire meglio cosa sono oggi questi cinque paesi, difficile infatti dire come proseguiranno nella loro storia (tenderanno ad avvicinarsi più alla Cina o alla Russia?) perché, come riportato all’inizio del libro, “potrebbe succedere di tutto, e avanzare previsioni sarebbe azzardato ma anche stupido” (P. Hopkirk, Il Grande Gioco: i servizi segreti in Asia Centrale, 1990).

Erika Fatland – Sovietistan: Un viaggio in Asia centraleMarsilio
Traduzione: Eva Kampmann

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