Ogni attimo è nostro - Luigi Ballerini

Ogni attimo è nostro – Luigi Ballerini

Ogni attimo è nostro di Luigi Ballerini è un libro da leggere tutto d’un fiato, lascia con pensieri e interrogativi su cui riflettere, dove ognuno può darsi le risposte che preferisce. Quali sono le cose realmente importanti? Come le affrontiamo? Ci godiamo davvero ogni istante della nostra vita? Ogni attimo è nostro?

Ogni attimo è nostro di Luigi Ballerini

Ogni attimo è nostro è un romanzo scritto da Luigi Ballerini ed edito da DeAgostini nel 2018. 

L’autore, oltre a essere uno scrittore, è medico e psicanalista e, con i suoi libri, ha ricevuto diversi riconoscimenti letterari, tra i quali il Premio Andersen. 1

Il testo è scritto in prima persona, scelta che porta il lettore a essere totalmente coinvolto nei pensieri e nelle azioni del protagonista: un maturando di nome Mino, con un migliore amico svuota frigoriferi di nome Fabio – Fabione per i più – e una dolce fidanzata di nome Martina che porta con sé dolorosi pensieri e segreti.

In realtà, non è solo la scelta narrativa a farci sentire coinvolti, ma la scelta dell’autore di svelare già nelle prime righe una notizia destabilizzante: Mino sta per vivere l’ultimo giorno della sua vita.

Non lo sapevo. Lo giuro.
Ve lo direi altrimenti, che bisogno avrei di mentire? Proprio ora, poi.
Veramente, non lo sapevo quando ieri mattina mi sono svegliato nel mio letto.
D’altronde, come avrei potuto saperlo?
Non so quale uomo sappia esattamente che sta iniziando l’ultimo giorno della sua vita. Forse un condannato a morte in carcere, ma io mica ero così. Ieri.
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Che fretta hanno?

Parte così l’inizio di una storia che racconta la quotidianità di Mino, dalla sveglia delle 6.50 del mattino, dalla colazione senza i biscotti portafortuna (le buone e vecchie Gocciole Pavesi), ai battibecchi col fratello e alla sana ansia di ogni maturando che si rispetti: ci si trova davanti all’ultimo giorno di un ragazzo nel pieno della sua vita, anzi direi agli inizi della vita.

Quando fai la maturità pensi che dal giorno dopo conquisterai il mondo. Il momento tanto atteso di crescita, dei viaggi con gli amici, delle feste universitarie che ti aspettano, del panino notturno dopo una serata in discoteca senza che tua madre ti dica a che ora devi tornare (ormai hai 18 anni quindi ti senti immortale e senti di poter far tutto senza che qualcuno ti dica cosa devi o dovresti fare).

Insomma quell’istante che hai sognato vedendo le commedie americane, o peggio quelle italiane, cantando Notte prima degli esami in doccia e sognando un avvenire pieno di divertimento. Ecco: tutte queste cose Mino non le avrà, ce lo ha appena detto: è morto.

Passano le ore, dalle 6.50 del mattino di quella maledetta sveglia, ogni ora (o quasi) viene raccontata con un’orologio come titolo del paragrafo che mette fretta a te lettore, dove nello sfogliare rapidamente le pagine confidi in uno scherzo (di cattivo gusto, certo) dell’autore.

Come può farti questo? Si sa che gli adolescenti sono tragici, forse intende come ultimo giorno della sua vita il giorno in cui è stato bocciato alla maturità, o quando è stato lasciato dalla ragazza, o quando il Milan ha perso il derby. Insomma, vai avanti nella lettura e speri che accada una di queste cose. Anche perché, come se non bastasse, Mino è un bravo ragazzo, un bravo amico, un bravo fidanzato e anche un bravo fratello, con i sogni nel cassetto di qualsiasi diciottenne alle prese con il passaggio (magico e traumatico) tra il liceo e l’università:

Io, nella lista degli ammessi e pure in una buona posizione! Chi l’avrebbe mai detto?
Appena rientro dal Salento mi immatricolo. Bella la vacanza, ma bello anche tornare: non vedo l’ora di iniziare l’università. Una vita nuova, finalmente dedicata a quello che mi interessa davvero.
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E con le liti senza senso con il suo più caro amico Fabione:

– Mezzanotte e ventisette –

«Dici che adesso riusciremo a procedere per qualche centinaio di chilometri senza fermarci?»
«Oh, ma mi stai rimproverando? Guarda che sei tu che ti sei voluto fermare.»
E lo dice pure con la faccia da angioletto. Ma io lo strozzo! Io non volevo fermarmi, io dovevo fermarmi, fradicio com’ero. Solo che non pensavo di metterci più di mezz’ora tra cena e spesa.
«Proprio non ti capisco, che fretta abbiamo?» aggiunge con quella calma che lo contraddistingue. Io afferro la lattina di Redbull che mi ha stappato sotto il naso e penso: Già, che fretta abbiamo?
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Già: che fretta hanno?

Un libro da leggere tutto d’un fiato (lo dico per la vostra salute mentale), lascia con pensieri e interrogativi su cui riflettere, dove ognuno può darsi le risposte che preferisce. Quali sono le cose realmente importanti? Come le affrontiamo? Ci godiamo davvero ogni istante della nostra vita? Ogni attimo è nostro?

1 https://www.andersen.it/premioandersen/
2 L. Ballerini, Ogni attimo è nostro, DeAgostini, Milano, 2018, p. 7
3 Ivi, p. 105
4 Ivi, p. 183

Luigi Ballerini – Ogni attimo è nostro – DeAgostini

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Su Ilaria Dui

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Laureata in Scienze della Formazione primaria, specializzata in messaggi vocali dai 4 minuti in su, dottoranda in Netflix, amante di storie di qualsivoglia tipo, ladra di abiti di sorelle maggiori, carnivora di professione, goffa come secondo lavoro. Tra una pista da sci e il duomo di Milano, tra amici montagnini e amici San Carlini, mi piace pensare di poter percorrere diverse strade fatte di punti di vista diversi e dettagli opposti, il tutto con una vecchia auto perennemente dal meccanico grazie a un conto corrente perennemente in rosso

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