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I sentieri delle ninfe. Nei dintorni del discorso amoroso - Fabrizio Coscia

I sentieri delle ninfe. Nei dintorni del discorso amoroso – Fabrizio Coscia

I sentieri delle ninfe. Nei dintorni discorso amoroso di Fabrizio Coscia è un libro tutto d’un fiato, ha un ritmo incalzante, come se non ci fosse tempo per fermarsi, come se perdere la continuità del discorso facesse perdere la via per le ninfe, come se l’inseguimento dell’inafferrabile non tollerasse soste.

I sentieri delle ninfe. Nei dintorni discorso amoroso di Fabrizio Coscia

Leggere è sempre un percorso e i percorsi, si sa, non sono tutti uguali. Quello che si intraprende con I sentieri delle ninfe è un labirinto senza uscita, ma da cui non viene voglia di uscire. È dolce smarrirsi nella selva di rimandi, collegamenti, allusioni, teorie, citazioni, ipotesi, parole e pensieri con cui Fabrizio Coscia stuzzica il lettore, finendo per lasciarlo senza fiato e con il desiderio di riposare in qualche radura per continuare, però, a seguire il filo dei pensieri; o dei desideri?

Tutto d’un fiato, un ritmo incalzante, come se non ci fosse tempo per fermarsi, come se perdere la continuità del discorso facesse perdere per strada qualche intuizione fondamentale, come se l’inseguimento dell’inafferrabile non tollerasse soste. Poi giunge la conclusione ed è solo un nuovo inizio, una andare oltre che non troverà mai fine, perché fermarsi sarebbe un po’ come morire.

Nell’immaginario amoroso, dunque, Nympha non ha un’identità sessuale precisa: è una figura in fuga, il luogo dell’Altro. È, per definizione, colei o colui che fugge, che ci mostra le spalle, che si rende irraggiungibile: una divinità in esilio per la quale siamo pronti a tributare qualsiasi sacrificio. È ciò che viene a mancarci: un’assenza, una perdita.

Le multiformi ninfe

Coscia segue le tracce delle ninfe nell’arte, soffermandosi su alcuni artisti, uomini di cultura e personaggi d’invenzione che lo hanno ispirato: Warburg, Montale, Proust, Bonnard, Ghirlandaio, Petrarca, Ariosto Nabokov, Hitchcock, Schubert, Odisseo, Orfeo e altri. Tutte esseri viventi che hanno cercato la propria via all’inseguimento di una ninfa. La ninfa, che non subisce dettami di sesso, è un essere perennemente in fuga ed è proprio l’inseguimento a cui dà avvio a costituire il motore potente in grado di generare la creazione artistica.

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La sofferenza è la chiave, quella che costringe ad esplorare l’altro per ritrovare se stessi. Inseguire una ninfa è per sempre, le tracce che lascia nell’anima sono disperanti e propositive. La ninfa è vitale e sfuggente come l’acqua, la sua natura è necessitante e imprigiona in catene che liberano. Il terreno calcato dall’amante di una ninfa è scivoloso, imprevedibile, insicuro; il coinvolgimento assoluto, maniacale, perverso. La meta è la sconfitta, la perdita gravida di consapevolezza, lo specchio distorto di se stessi ma l’unico in grado di restituirne un’immagine significativa.

La Ninfa, si è detto, è prima di tutto un luogo. Molto spesso una sorgente, una fonte: la sua evanescenza è l’evanescenza dell’acqua, la sua fluidità, ma anche la sua pericolosità.

Sarà anche il gioco della vita ma che dolore

Se lo canta Fossati non può che avere senso. Così come ha senso questo mirabile viaggio in cui ci conduce Coscia. Si tratta di spunti e suggestioni che si richiamano l’un l’altro e che richiamano nel lettore altri spunti e altre suggestioni, in un circolo infinito aperto al mondo. Ecco il grande merito di questo libro, oltre a saperci condurre in un mondo crudo e incantato con una scrittura sapientemente dosata, mondo che è poi quello delle emozioni, il grande merito, dicevo, è quello di reintrodurci in dinamiche che stiamo perdendo, quelle attraverso cui l’arte ci parla. Si tratta di un libro non per questo mondo e così necessario a questo mondo, una via di fuga per inseguire qualcosa che ci restituirà, forse, a noi stessi.

Quadri, poesie, romanzi sono dispositivi di immagini, proprio come lo scudi di Atena che aiuta Perseo a sconfiggere Medusa, non a nascondere la sua visione (perché l’arte non è una fuga dal reale), ma a immaginarla, a coglierla in un riflesso, a metterla in scena, per restituirla alla nostra conoscenza e memoria.

E dato che queste pagine mi hanno dato un’idea di libertà insolente, io mi azzardo. Dopo aver chiuso il libro ha lavorato in me l’idea che Princesa di De André sia una ninfa e l’amante di una ninfa, della stessa ninfa che alberga in lei.

Corro all’incanto dei desideri
Vado a correggere la fortuna

Fernandinho insegue la ninfa che sente in se stesso e tramite una metamorfosi potrà raggiungerla, dopo una rincorsa costellata di sofferenze, per scoprire se stessa. Princesa può nascere al mondo a partire dall’alterità che Fernandinho riconosce in lui, una fuga e un inseguimento tutto suo fino alla liberazione.

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I sentieri delle ninfe. Nei dintorni del discorso amoroso – Fabrizio Coscia ultima modifica: 2019-04-10T10:00:02+02:00 da agafan

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agafan sta per fan di Aga, cioè di Agnieszka Radwańska, tennista polacca. Radwańska è stata una perdente di lusso a causa della mancanza cronica di potenza nei suoi colpi. Ma ha compensato con altre caratteristiche, ha aggirato l’ostacolo con la classe e la sagacia tennistica, fornendo uno spettacolo unico. Mi piacerebbe affermare che le caratteristiche di Aga sono le mie nella vita, o che sono quelle a cui mi ispiro. Purtroppo né l’una né l’altra (nemmeno sul campo da tennis), mi limito semplicemente ad ammirarle. Non basta?

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