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Storia del bambino buono. Storia del bambino cattivo

Storia del bambino buono. Storia del bambino cattivo – Mark Twain

In Storia del bambino buono. Storia del bambino cattivo di Mark Twain l’ironia che provoca grattacapi, i falsi stereotipi e le generalizzazioni che vengono ribaltati ci ridanno un Mark Twain pedagogista del dubbio, dell’incertezza ma anche della leggerezza.

La poetica di Mark Twain

Come Mark Twain (leggi la biografia) pochi scrittori sono stati capaci di tale cattiveria, lucidità e cinismo. Se le massime di Oscar Wilde sono spesso citate come fonte di cinismo, beh dovreste proprio leggere quelle di Mark Twain. Uomo capace di criticare l’imperialismo selvaggio degli Stati Uniti d’America di metà Ottocento in tutto, ma proprio in tutto. Famosa la sua celebre massima proprio sulla natia patria in cui affermava che

Certo, è stato bellissimo trovare l’America; ma perderla sarebbe stato ancora più bello.

Dissacrante e disilluso, Mark Twain non ha riservato parole meno feroci all’Uomo e alle sue superstizioni, verso cui aveva un disprezzo costante e continuo, come si evince da un’altra celebre sentenza dello scrittore americano:

Io non ho pregiudizi di razza, di casta o di religione. Tutto quel che m’importa sapere di un uomo è che sia un essere umano: questo mi basta… non potrebbe essere niente di peggio.

Detto ciò, Mark Twain è ricordato nella cultura iper-popolare come lo scrittore dei grandi capolavori  Le avventure di Tom Sawyer e Le avventure di Huckleberry Finn, dove dei ragazzini si confrontano con il mondo e le sue ingiustizie. In realtà Twain è stato un autore molto prolifico, con racconti e scritti che vanno dalla politica, al romanzo, alla letteratura così detta di formazione e molto altro ancora.

Racconti brevi di grandi scrittori

Proprio di questo volevo parlarvi oggi. Come già sottolineato in questa rubrica, sono un grande appassionato di racconti brevi di scrittori blasonati. Perché? Perché talvolta proprio dalle opere più essenziali si possono carpire i tratti filosofici di scrittori dal profilo complesso come quello di cui discorriamo oggi: Mark Twain.

Storia del bambino buono. Storia del bambino cattivo è un’opera capace di regalarci un profilo perfetto dello scrittore originario del Missisipi perché contiene in sé due dei principali crucci di Mark Twain: la superstizione e il conformismo.

L’interesse pedagogico in Mark Twain probabilmente non sarà mai abbastanza approfondito, ma di certo era forte e confermato anche da alcune amicizie prestigiose come quella col filosofo John Dewey.

Mark Twain

Storia del bambino buono. Storia del bambino cattivo di Mark Twain – La prima storia

Torniamo a Storia del bambino buono. Storia del bambino cattivo per raccontare brevemente la trama. La prima storia narra di un bambino cattivo che più cattivo non si può, che ha il pedigree perfetto per essere il maudit di tutti i libri di narrazione per ragazzi. Jim (“i ragazzini cattivi si chiamano quasi sempre Jim”), odia la madre ed è ricambiato da un sincero odio spontaneo a cui non mancano auspici di rottura di collo o di morte, reciproci naturalmente.

Diceva sempre che se si fosse rotto l’osso del collo non sarebbe stata una grande perdita.

Ma Jim cosa fa? Più gli dicono che è cattivo, più lui ne fa di cotte di e di crude. Ma alla fine, colpo di scena, non muore, anzi prospera.

E crebbe e sì sposò e allevò una numerosa famiglia.

E così, come vedete, non ci fu mai, nei libri della scuola domenicale, un cattivo Jim che avesse tanta fortuna come questo Jim peccatore dalla vita incantata.

Storia del bambino buono. Storia del bambino cattivo di  Mark Twain – La seconda storia

Nella seconda storia, quella del ragazzino buono, succede l’esatto contrario. Jacob (nome più timorato di questo è difficile immaginarlo) fa di tutto per essere buono, ascolta ogni raccomandazione, ogni consiglio, si fa forte del suo senso di giustizia, è orgoglioso di vivere secondo i principi sani della buona comunità.

Obbediva sempre ai suoi genitori, per quanto assurde e irragionevoli fossero le loro pretese; e imparava sempre la lezione e non arrivava mai in ritardo alla scuola domenicale.

Peccato però che a lui le cose vadano al contrario di quello che si legge nei libri: ogni volta la sua barca affonda, viene punito e così via in una escaltion di sfortune davvero rammaricanti.

Tutti i ragazzi che fecero come lui prosperarono, tutti meno lui.

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Antesignano della letteratura post-moderna

Il testo è puntellato, e da qui si capisce che Storia del bambino buono. Storia del bambino cattivo è assolutamente un antesignano della letteratura post-moderna, di appunti ironici di meta-letteratura su come la faccenda dovrebbe andare nei libri, cioè male a Jim e bene a Jacob.

Tutto era curioso, in questo ragazzo… per lui ogni cosa andava a finire in modo diverso da quello che succede ai cattivi Jim dei libri.

Con ironia Twain prende in giro i buoni sentimenti “dei libri della Domenica” mettendoci di fronte alla realtà, in cui fin troppo spesso le cose vanno a finire al contrario di come sono scritte nei libri.

Il bersaglio è l’omologazione mentre viene esaltata l’eccezionalità di ogni esistenza.

Gli adulti non mancano in questi due racconti, ma sono sempre figure goffe e prive di ogni autorità, anche quando Jacob ad esse si affida come nel caso del Giudice.

un improbabile Giudice di pace coi capelli bianchi

Mark Twain gioca in modo prevedibile, ma assolutamente geniale considerato anche il periodo in cui libro uscì cioè nel 1870, con il confronto tra ciò che i libri dicono e come il mondo reale va. Un confronto che schernisce i buoni sentimenti e offre tanti spunti di riflessione.

Mark Twain pedagogista del dubbio

Difficile fornire un contesto alle parole di Twain o cercare di trarvi una morale, difficile trarre le conclusioni. Difficile anche dire ciò che si pensa di questi due racconti prospettici. Di sicuro, questo lo si capisce bene, Twain voleva spiazzare i lettori regalando loro due racconti che, con gran semplicità, mettono in moto una serie di domande su cosa sia giusto e cosa sbagliato e soprattutto su quale sia il luogo della verità assoluta.

Due racconti da sconsigliarsi vivamente a moralisti e detentori della certezza universale che rimarrebbero di sicuro stramazzati al suolo dal ribaltamento di ruoli che Twain inscena giusto per prenderli un po’ in giro.

L’ironia che provoca grattacapi, i falsi stereotipi e le generalizzazioni che vengono ribaltati ci ridanno un Mark Twain pedagogista del dubbio, dell’incertezza ma anche della leggerezza. Atteggiamento con cui prendere questo splendido doppio racconto.

Nella vita di questo Jim ci doveva essere un incantesimo… Ecco quale deve essere la ragione. Niente gli poteva far male.

PS. Segnalo a quanti volessero leggere la bella fiaba di Mark Twain una recente versione di Roger Olmos, geniale disegnatore spagnolo, ricca di splendide illustrazioni poetiche e gotiche insieme, edito in Italia da Logos Edizioni.

Mark Twain – Storia del bambino buono. Storia del bambino cattivo – Logos Edizioni

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Storia del bambino buono. Storia del bambino cattivo – Mark Twain ultima modifica: 2018-05-25T09:00:29+00:00 da Andrea Labanca

Su Andrea Labanca

Andrea Labanca cantautore, laureato in Filosofia e performer, ha scritto due album impregnati di letteratura. "I Pesci ci osservano" è stato disco della settimana dì Fahrenheit Rai RadioTre e "Carrozzeria Lacan" è stato ospitato a Sanremo dal Premio Tenco. Ha collaborato con diversi scrittori (tra cui Aldo Nove e Livia Grossi) e ha lavorato come attore per Tino Seghal. Ora è in uscita il suo terzo album.

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