Stanze tutte per sé

Stanze tutte per sé. Eddy Sackville-West, Virginia Woolf, Vita Sackville West – Nino Strachey

Le immagini de Stanze tutte per sé. Eddy Sackville-West, Virginia Woolf, Vita Sackville West di Nino Strachey riescono a raccontare una grande intimità, permettendo anche al lettore più distratto di percepire il confine tra spazio e visione, tra corpo e pensiero.

Stanze tutte per sé. Eddy Sackville-West, Virginia Woolf, Vita Sackville West di Nino Strachey

Sono convinta che col passar dei secoli, via via che si avrà una più stretta fusione tra i sessi per le loro crescenti somiglianze […] i legami di questo tipo cesseranno in larga misura di essere semplicemente visti come innaturali e saranno compresi molto meglio

Stanze tutte per sé

Queste sono parole che pronuncio Vita Sackville-West, nel 1920 mentre si trovava nel giardino della sua amante Virginia Woolf.

Chi sia Virginia Wolf è superfluo dirlo, invece è interessante raccontare succintamente chi sia Vita Sackville-West, come già detto amante della scrittrice.

Vita Sackville-West è stata una poetessa, una scrittrice, ma la sua fama sarà più legata alle sue idee stilistiche nel campo del giardinaggio e dell’architettura di cui abbiamo la possibilità di ammirare un’ampia documentazione fotografia nel libro di cui vi racconto oggi. Perché Stanze tutte per sé é un libro seducente e sottile che contamina linguaggi e interessi diversi, legati dalla gioia di vivere e di essere pienamente sé stessi. Nel piccolo gioiello edito da L’Ippocampo troviamo infatti narrate le vite di Edda Sackville-West, Vita Sackville-West e Virginia Wolfe attraverso le loro case, o meglio osservando gli spazi che  hanno occupato per un periodo delle loro vita.

Tre esponenti della cultura di inizio secolo che condivisero una visione esistenziale ed estetica tra vicinanza geografica, sentimentale ed esistenziale, le loro case tutte situate fra il Kent e l’East Sussex.

Stanze tutte per sé

Spazio esteriore come esibizione del carattere

Come avrete intuito, il libro, che si definirebbe fotografico, contiene splendide immagini che ritraggono luoghi estrapolati dalla storia inglese, scelti, arredati e immaginati dai tre. 

La forza di queste fotografie non è la loro mastodonticità o la viratura, ma la grande intimità che riescono a raccontare, permettendo anche al lettore più distratto di percepire il confine tra spazio e visione, tra corpo e pensiero. Ma non si troverà solo una visione ideale accompagnata da immagini, anzi, la cosa che colpisce è lo sviluppo di un percorso in tutti e tre i protagonisti del libro riscontrabile dall’osservazione degli spazi.

Virginia Wolf che scrive che finalmente ha i soldi per compare e arredare la camera che da tempo desiderava è un bel racconto di come la vita sia evoluzione quando c’è un’immagine a guidarla. Ovviamente, oltre alla concretezza della vita che può permettere con un po’ di fortuna di dedicarsi alla realizzazione dei propri desideri, c’è una ricerca filosofica ed estetica che pone le sue basi nell’anima, ma ne lega i contorni alla terra.  Come nel caso Vita Sackville-West che fuggirà una vita agiata di madre di famiglia per ricercare un’ideale poetico e amoroso nell’East Sussex, creando un piccolo laboratorio esistenziale.

Stanze tutte per sé

Nino Strachey è molto bravo nello scegliere alcuni punti della letteratura di Virginia Wolf, facendo affiorare le somiglianze fra ciò che la scrittrice immaginava e ciò che in effetti si è realizzato nella sua dimora di Monk’s House.

Perché la stanza riluceva come una conchiglia rimasta per secoli sul fondo del mare, che l’acqua ha incrostata e dipinta di 1 milione di tinte: era rosa e gialla verde e colore della sabbia era fragile come una conchiglia e altrettanto iridescente e vuota. 

Le parole tratte dall’Orlando di Virginia Wolf, opera che sancirà pubblicamente la relazione fra le due scrittici, nel contesto di questo libro fotografico meravigliano per la vicinanza con le immagini quasi analogica.

Il titolo, Stanze per sé, forse riassume meglio di ogni altro racconto e il contenuto del libro, illustrando bene il concetto di spazio esteriore che diventa “esibizione del proprio carattere”, ricerca estetica e filosofica, ma anche primariamente la necessità di trovare uno spazio al proprio essere, alla propria libertà.

Stanze tutte per sé

Nino Strachey – Stanze tutte per sé. Eddy Sackville-West, Virginia Woolf, Vita Sackville WestL’Ippocampo

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Su Andrea Labanca

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Andrea Labanca cantautore, laureato in filosofia e performer, ha scritto tre album impregnati di letteratura. "I Pesci ci osservano" disco della settimana di Fahrenheit Rai RadioTre e "Carrozzeria Lacan" ospitato a Sanremo dal Premio Tenco. Ha collaborato con diversi scrittori (tra cui Aldo Nove e Livia Grossi) e ha lavorato come attore per Tino Seghal. Quest’anno è uscito il suo terzo album, “Per non tornare”, racconto noir-poetico in chiave elettro-vintage.

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