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L’isola degli idealisti – Giorgio Scerbanenco

L’isola degli idealisti di Giorgio Scerbanenco è una preziosa scoperta di un libro inedito scritto da un’autore capace di cantare il fuoco sotto le ceneri. Non vi rimane che farvi accompagnare da un buon sigaro nella lettura e ringraziare La Nave di Teseo che ha riportato alla luce questo piccolo capolavoro.

Le belle riscoperte

Molti anni fa, in una minuscola isola di un lago italiano, vivevano alcune persone delle quali s’ interessa la presente storia. Per avere un’idea della piccolezza di quest’isola bisogna dire che essa conteneva, diciamo così, soltanto la vita dei padroni, diressi, e la casetta del custode, Giovanni Marengadi.

L’immenso piacere di scoprire in libreria un libro inedito, avrebbe dovuto uscire a puntate sul Corriere della Sera tra il 1941 e il 1943, di uno degli scrittori che amo di più in assoluto è pari solo al mettere le mani nel cappotto dello scorso anno e ritrovarci un bel gruzzoletto di soldi dimenticato. Grande differenza fra le due sorprese è la resistenza: le banconote durerebbero poche ore, le parole del maestro italiano di origini ucraine lavorano dentro come piccole molecole di felicità per giorni e anni.

Giorgio Scerbanenco cantore del fuoco sotto le ceneri

Non ci penso nemmeno a raccontarvi chi era o cosa facesse Giorgio Scerbanenco, troppo impegnativo e sinceramente non ne sarei all’altezza, però qualcosa ve la voglio raccontare.

Per chi ama la Milano che si avviava ad essere l’avamposto dell’industria italiana, la Milano dei cabaret e del caffè in Galleria in Duomo, la Milano che offriva sogni e disperazioni a tanti immigrati da tutta Italia, Scerbanenco è il cantore del fuoco sotto le ceneri, del lato oscuro dei sogni e sopratutto del sogno borghese che ha sempre accompagnato la bella città di mezzo.
Se Bianciardi ha smascherato il capitalismo “umano” con denunce fortemente politicizzate, nel senso migliore del termine per carità, Scerbanenco ha scavato nelle viscere dei personaggi che animavano Milano e ne ha trovato un volto diabolico nascosto dai colli di pelliccia o dall’etichetta Ing. o Dott. prima del cognome.

La bambina angelica che smaschera l’ipocrisia di una famiglia che si ritrova per il giorno di Natale (che voglia di svelarvi il finale), il dottore impeccabile che ammazza la moglie, insieme a tuti gli altri personaggi che sono usciti da questo straordinario indagatore delle ansietà della società (appena) industriale, sono maschere dietro cui si possono riconoscere le maledizioni di un mondo fatto di lustrini e sogni.

Scerbanenco è la sua sigaretta, è quel volto da persona elegante e insieme discreta, timida. Scerbanenco sono due occhi che con eleganza ti spogliano l’anima per arrivare ai desideri più intimi, più nascosti.

Vivere tutto l’anno al Ginestrin, cioé su una roccia, richiedeva una profonda tendenza alla solitudine; e pareva che tutti l’avessero.

 

Giorgio Scerbanenco

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L’isola degli idealisti di Giorgio Scerbanenco

L’isola degli idealisti è un buon punto d’osservazione sull’opera di Scerbanenco, il progetto è semplice ed escogitato per esplodere lentamente tra le mani del lettore.

Antonio aveva smesso di celiare sulle cose del mondo e sul prossimo, fumava sereno una sigaretta, perché, pur avendo quasi settant’anni, non aveva mai smesso.

Un vecchio medico, Antonio, ormai da anni vive ritirato con la famiglia sull’isola della Ginestra (chiamata per tutto il libro Ginestrin), una piccolissima isola nascosta tra le acque di un lago non meglio specificato del nord Italia.
Scelto il luogo, vicinissimo eppure volutamente tratteggiato come un’isola sconosciuta, Scerbanenco va subito a disegnare una decina di caratteri che si muoveranno dentro le pagine del libro fino alla sua conclusione.

Beatrice tacque per qualche momento. Così, al buio, gli occhi chiusi e coperti dalla mano, istintivamente trascinata della domanda di Celestino, riepilogò la propria vita. Rapida passo davanti alla mente la sua infanzia trascorsa nel quartiere base di Trieste, il padre che lavorava tutto il giorno ed era malato, la madre che lavorava tutto il giorno ed era malata.

Antonio appunto, vecchio medico di successo che ha raggiunto una grande pacatezza di giudizio e visione, e suoi due figli Carla e Celestino. Carla è una  scrittrice innamorata dell’arte e delle biografie e Celestino un corpulento dottore di trent’anni studioso di astronomia e matematica.

Carla le sembrò sorpresa. Era come, forse perché abituata a vivere nell’irrealtá dei suoi romanzi, se sovente le capitasse la visita di ladri che le chiedevano ospitalità.

 Sull’isola abitano loro, due custodi, un rottweiler e alcuni ospiti. La pace atarassica del Ginestrin sarà però violata da un arrivo notturno sconvolgente: Guido e Beatrice due ladruncoli in fuga dai Carabinieri dopo l’ultimo furto in hotel.

 Anche nell’errore, contrariamente a quanto si dice, bisogna andare fino in fondo

A questo punto tutte le filosofie custodite dai personaggi si scontrano a contatto con la realtà.  Già dalle prime pagine sono evidenti i quesiti di fondo: la natura dell’uomo è educabile? Il concetto di bene è così affascinante da essere appetibile per tutti? Possono la matematica e la logica essere applicate alla natura umana?

Tutti quesiti che verranno risolti alla maniera di Scerbanenco durante il libro, non guidandovi verso un giudizio, ma portando sul banco degli imputati i fatti da registrare.

Elementi di genialità

Due cose, secondo me, spiccano per genialità in questo libro.

L’atmosfera eterea e leggermente decadente di chi non ha bisogno di vivere in mezzo al mondo per ceto e per amor proprio. Un’atmosfera coinvolgente e affascinante che tocca immediatamente il bisogno che tutti coltiviamo di essere autarchici.

Anche nell’errore, contrariamente a quanto si dice, bisogna andare fino in fondo

I titoli di ogni capitolo sono semplicemente perle di bellezza e cattiveria che faticherete a dimenticare. Visto che il testo fu immaginato inizialmente come un romanzo a puntate per il Corriere della Sera, ipotizzo che i titoli iniziali avessero il bisogno di essere potenti proprio per accattivare il lettore neofita della storia e appassionarlo fino alla puntata successiva. Detto questo, che è solo una mia ipotesi, rimangono perle brillanti di luce propria che meriterebbero un libro a sé.

Non vi rimane che farvi accompagnare da un buon sigaro nella lettura e ringraziare La Nave di Teseo che ha riportato alla luce questo piccolo capolavoro.

Giorgio Scerbanenco – L’isola degli idealisti – La Nave di Teseo

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L’isola degli idealisti – Giorgio Scerbanenco ultima modifica: 2018-09-14T10:45:26+00:00 da Andrea Labanca

Su Andrea Labanca

Andrea Labanca cantautore, laureato in Filosofia e performer, ha scritto due album impregnati di letteratura. "I Pesci ci osservano" è stato disco della settimana dì Fahrenheit Rai RadioTre e "Carrozzeria Lacan" è stato ospitato a Sanremo dal Premio Tenco. Ha collaborato con diversi scrittori (tra cui Aldo Nove e Livia Grossi) e ha lavorato come attore per Tino Seghal. Ora è in uscita il suo terzo album.

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