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Leonard Cohen. Manuale per vivere nella sconfitta - Silvia Albertazzi

Leonard Cohen. Manuale per vivere nella sconfitta – Silvia Albertazzi

Leonard Cohen. Manuale per vivere nella sconfitta di Silvia Albertazzi è un ottimo testo per chi voglia capire meglio l’opera di Cohen, ma anche per chi semplicemente voglia percepire quali profondità può esplorare la scrittura di canzoni, arte troppo spesso relegata al puro intrattenimento.

Cantautore o poeta?

Non si può che concordare con Moni Ovadia quando afferma che in questa raccolta Cohen “pare voler manifestare una personale quanto irriducibile e pulsionale tensione verso il suo essere ebreo”

È rimasta celebre un’intervista a Francesco De Gregori in cui uno sciagurato intervistatore ebbe la pessima idea di definire l’artista romano un poeta. De Gregori rispose piccato a questa affermazione  che lui scriveva canzoni, non era un poeta.

Antica diatriba, oggi più che mai attuale, quella che vorrebbe definire chi scrive canzoni di un certo spessore lirico poeta e chi, soprattutto i diretti interessanti, rifugge questa definizione descrivendo come totalmente diversi i due lavori, cioè quello di songwriter e quello di poeta.

Tra le migliaia di coloro che si sono conosciuti o aspirano a farsi conoscere come poeti forse uno o due sono poeti autentici gli altri sono finti, gente che bazzica i sacri recinti cercando di darla a bere. Non c’è bisogno che vi dica che io sono di quelli finti e questa la mia storia.

Essendo difficile stabilire punti fermi in generale, si può immaginare la fatica quando si va a raccontare l’opera di Leonard Cohen, geniale autore di canzoni, poesie e romanzi.

Leonard Cohen. Manuale per vivere nella sconfitta di Silvia Albertazzi

Per farlo bisogna avere ben chiaro il baricentro, avvalendosi di strumenti scientifici e quindi di un opportuno metodo. Strumenti che non mancano a Silvia Albertazzi, docente di Letteratura inglese presso l’Università di Bologna e con all’attivo progetti e collaborazioni con giornali e associazioni che si occupano di approfondimento culturale.

Solo usando la “lanterna di Diogene” si può raccontare l’opera complessa di Leonard Cohen, illuminando qualche nuovo elemento nella esegesi del lavoro immenso del cantautore canadese.
Per questo Manuale di una sconfitta non è semplicemente un libro bello e piacevole da leggere, ma è soprattutto un approfondimento serio e comparato della scrittura di un artista troppo facile da definire santo (io la penso così comunque) ma troppo difficile da interpretare.

Le poesie nuove presenti nella raccolta oscillano tra surrealismo che spesso indulge in immagini eccessive e quella che Ira Nadal ha definito “antipoesia”, ovvero “un componimento costituito da affermazioni fattuali e prosastiche”

Manuale di una sconfitta si presenta diviso in tre parti che analizzano altrettante branche  dell’opera di Cohen.
La traccia per raccontare gli scritti dell’artista originario di Montréal è quella di scavare nell’uomo Cohen e nella sua cultura politeista.

L’opera poetica, tra mitologia ed esercizio della vita

La prima parte del libro è dedicata all’opera poetica di Cohen e ad essere spiegato nei particolari è il rapporto tra mitologia ed esercizio della vita.
Dopo un’interessante riflessione sulle influenze che hanno portato l’artista verso le sue opere, si affronta direttamente la questione del rapporto fra tradizione e invenzione poetica.

Cohen decide ad un certo punto della carriera di calarsi completamente nella parte dell’artista e per questo si fa carico di fare i conti con la tradizione ebraica e con la mitologia greca. Importanti aspetti biografici arricchiscono di significato le riflessioni portate da Silvia Albertazzi.

Leonard Cohen
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I romanzi dal suo angolo di mondo

Non sono il tipo di scrittore alla Solzeneny, uno scrittore che ha una grande, grandissima visione d’insieme. Io ho solo un angolino. E mi ritrovo di più comune abitante di quell’angolo che in qualsiasi altra definizione, poeta o scrittore o paroliere.

Poi ci sono i romanzi dove prepotente si affaccia il rapporto con la biografia. Rapporto esasperato dallo stesso Cohen che da un lato rifiuta la lettura totalmente biografica dei propri romanzi, ma che dall’altro si definisce uno scrittore piccolo, non nel senso modesto, ma nel senso che ha una piccola visione, non una visione grande della totalità. I suoi romanzi vogliono essere il punto di vista da un angolino del mondo.

La complessità delle canzoni

È ormai divenuto uno stereotipo definire Leonard Cohen un poeta della canzone e le sue canzoni, poesie in musica, svuotando con ciò gradualmente di significato entrambi termini, “poesia” e “canzone”.

Per le canzoni la questione è quella che vi ho sollevato all’inizio di questo articolo: è poeta chi scrive canzoni belle? Cosa distingue i due lavori?

È proprio in questa parte di Manuale per una sconfitta che si hanno le più belle riflessioni dell’autrice, quando con cesello e misurino si racconta il lavoro di Cohen (anche attraverso le sue parole) nei particolari, mostrando come il lavoro di scrivere canzoni sia importante e complesso come quello poetico ma totalmente differente per metodo e meticolosità.

Ad emergere da questo bel volume dedicato a Leonard Cohen è soprattutto un uomo attendo e consapevole dell’importante ruolo dell’artista inserito nella sua contemporaneità.

Per arrivare alla piena intimità con il divino, cui Cohen aspira, occorre disfarsi dell’orgoglio di essere umili

I temi vengono sviscerati come, appunto, quello del rapporto con la mitologia, quello con la musica, quello della mutilazione e dello spirito cimiteriale o folle di alcuni personaggi.
Ne emerge un artista che contempla la bellezza e per questo ne rimane sempre un passo indietro con l’aria rispettosa di chi sta maneggiando la potenza di alcune metriche sentendosene un servo più che un demiurgo.

Libro di piacevole lettura, Manuale di una sconfitta è un ottimo testo per chi voglia capire meglio l’opera di Cohen, ma anche per chi semplicemente voglia percepire quali profondità può esplorare la scrittura di canzoni, arte troppo spesso relegata al puro intrattenimento.

Silvia Albertazzi – Leonard Cohen. Manuale per vivere nella sconfitta – Paginuno Edizioni

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Leonard Cohen. Manuale per vivere nella sconfitta – Silvia Albertazzi ultima modifica: 2018-10-10T09:00:10+00:00 da Andrea Labanca

Su Andrea Labanca

Andrea Labanca cantautore, laureato in Filosofia e performer, ha scritto due album impregnati di letteratura. "I Pesci ci osservano" è stato disco della settimana dì Fahrenheit Rai RadioTre e "Carrozzeria Lacan" è stato ospitato a Sanremo dal Premio Tenco. Ha collaborato con diversi scrittori (tra cui Aldo Nove e Livia Grossi) e ha lavorato come attore per Tino Seghal. Ora è in uscita il suo terzo album.

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