Il Party - Elizabeth Day

Il Party – Elizabeth Day

Il party di Elizabeth Day è un libro da subito coinvolgente e perfettamente inglese: cattivo, spietato, cinico, ironico e disperato. Tutte questi aggettivi insieme, in un cocktail che in molti punti del racconto è davvero avvincente. Sconsigliato a chi non chiacchiera coi mostri.

Il party di Elizabeth Day

L’amicizia è il sentimento più abusato dalle frasi fatte che esista. Neanche l’amore può contare su una serie di banalità stratosferiche come quelle con cui è raccontata la philia più pura e disinteressata che si conosca.

Appunto: disinteressata, pura. Davvero l’amicizia è solo questo bel contenitore di sentimenti buoni che ci hanno sempre descritto? O forse alcune amicizie sono vasi di Pandora pronti a scoppiare e a liberare tutto il peggio che c’è in noi?
Difficile rispondere senza cadere nel banale o nel generico. Elizabeth Day però ci prova a raccontare qualcosa di originale sull’amicizia e, dopo aver letto Il party, posso dirvi che ci riesce anche piuttosto bene. 

Elizabeth Day non ha certo bisogno di presentazioni, almeno per chi segue le cronache d’oltre manica, ma comunque ricordiamo che è una delle giornaliste più cool di Londra e cha vanta, oltre ad una carriera davvero articolata tra testate giornalistiche, redazioni e studi televisivi, libri, un matrimonio alle spalle col il giornalista Kamal Ahmed, noto giornalista inglese, con cui sicuramente ha condiviso molte esperienze legate agli ambienti del potere che si ritrovano nella sua narrativa.

Il party è un libro da subito coinvolgente e perfettamente inglese: cattivo, spietato, cinico, ironico e disperato. Tutte questi aggettivi insieme, in un cocktail che in molti punti del racconto è davvero avvincente. 

La storia è semplice e diretta. Un lunga amicizia tra due uomini che si conoscono dalle scuole primarie e di un party che dovrà avvenire nella nuova dimora di uno dei due amici, Ben per la precisione.

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Un libro sui sentimenti più nascosti e oscuri

Ben, il protagonista sempre virgolettato della vicenda, è un uomo che decide di festeggiare i suoi quarant’anni di successo nella sua ultima dimora di lusso, cioè un vecchio monastero nella campagna inglese, tra vip della musica e del jet-set. Ricco, bello, atletico, di buonissima famiglia, Ben è il prototipo di quello che tutti nella loro vita vorrebbero essere. Soprattutto, almeno stando alle parole di Elizabeth Day, tutti vorrebbero essere schifosamente ricchi. 

Martin, uno dei narratori della vicenda e miglior amico di Ben, lo troviamo invece a raccontarci l’inizio della loro amicizia, narrandoci con grande dovizia di particolari tutti gli anni e gli stati d’animo che hanno costruito un rapporto simbiotico e oscuro.

Se dovessi descrivere questo libro con uno spot, cosa che ahimè non so fare, lo definirei un libro sui sentimenti più nascosti e oscuri, quelli che ci vergogniamo ad ammettere. Le cose che di solito si pensano quando si è sovrapensiero o in momenti di rabbia ma che mai ammetteremo neanche ad un’analista.

Colpisce nel segno questo procedere di Elizabeth Day nel suo scavare nella profonda oscurità nell’animo umano. Non saziamo lo stomaco con il politicaly corrrect e con la formalità, anzi come un cinghiale nella notte rovista tra i sentimenti buoni e rassicuranti che costruiamo durante il giorno.

In questa narrazione c’è di sicuro qualcosa di profondamente inglese, la cattiveria, il cinismo, anche una certa vaghissima atmosfera gotica in alcuni punti, ma la mente vola anche a capolavori come Memorie del sottosuolo o Opinioni di un clown per la grande capacità di mettere nero su bianco i sentimenti meno opportuni che attraversano la mente di quasi tutti noi.

Il party è un libro capace di catturare e da cui è difficile staccarsi, proprio come da qualcosa di peccaminoso, difficile smettere

Bisogna dare merito a Neri Pozza di aver portato in Italia questo romanzo che in Inghilterra nel 2017 ha fatto parlare di sé (oltre che vendere). Una nota a parte merita la bella traduzione a cura di Serena Prina che regala una facilità di lettura davvero invidiabile sul mercato editoriale italiano.

Sconsigliato a chi non chiacchiera coi mostri.

Elizabeth Day – Il partyNeri Pozza
Traduzione: Serena Prina

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Su Andrea Labanca

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Andrea Labanca cantautore, laureato in filosofia e performer, ha scritto tre album impregnati di letteratura. "I Pesci ci osservano" disco della settimana di Fahrenheit Rai RadioTre e "Carrozzeria Lacan" ospitato a Sanremo dal Premio Tenco. Ha collaborato con diversi scrittori (tra cui Aldo Nove e Livia Grossi) e ha lavorato come attore per Tino Seghal. Quest’anno è uscito il suo terzo album, “Per non tornare”, racconto noir-poetico in chiave elettro-vintage.

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