Happy happy. Il metodo svedese della negoziazione felice - Lars-Johan Åge

Happy happy. Il metodo svedese della negoziazione felice – Lars-Johan Åge

Happy happy. Il metodo svedese della negoziazione felice di Lars-Johan Åge suggerisce che il fine di un buon accordo non è solo il profitto individuale, ma è anche la percezione della positività del contratto, fattore non scontato e sui cui bisogna lavorare in termini di cooperazione e coinvolgimento delle parti.

Happy happy. Il metodo svedese della negoziazione felice di Lars-Johan Åge

Se ci fermassimo alla prima parte del sottotitolo di questo divertente libro, potremmo pensare che all’interno delle quasi duecento pagine che lo compongono, troveremmo consigli per l’arredamento o meglio ancora sulle abitudini sessuali libertine di questo popolo scandinavo.

Naturalmente sbagliereste e sareste molto provinciali nel pensarlo, ma se conservaste un po’ di quel buon umore per la lettura di Happy happy, in quel caso sarete sulla buona strada! Vi trovereste infatti tra le mani un manuale ben scritto ed intelligente sull’arte della negoziazione, che sia famigliare o di intelligence mondiale.

Partiamo dal principio. Lars-Joan Åge é un ricercatore e docente alla Stockholm School of Economics, nonché uno tra i maggiori esperti mondiali di negoziazione, formatori e conferenzieri sul tema. Åge ha lavorato come consulente, tra gli altri, per le forze speciali della polizia svedese e l’unità ostaggi dell’FBI.

In Happy happy, Lars-Joan Åge ribalta da subito la materia della questione: come trovare un buon accordo. Leggenda narra che un accordo è un buon accordo, ancora meglio che un accordo win-win è il massimo della contrattazione che si possa ottenere. Un compromesso in cui tutte le parti vincono qualcosa, un accordo al rialzo si direbbe.

Bene, lo specialista svedese ribalta la prospettiva e propone degli accordi happy happy, cioè accordi in cui tutte le parti sono felici di prendere parte all’accordo.

A questo ribaltamento già di per sé abbastanza vertiginoso, Lars-Joan Åge arriva distruggendo alcuni falsi miti della contrattazione quali, per esempio, che tutto nella vita sia oggetto di competizione. Alcune ricerche citate con grande precisione e credibilità dimostrano infatti che le occasioni in cui si possa parlare di competizione siano molte di meno di quanto si pensi.

Percezione positiva del contratto

Dopo aver descritto e smontato pezzo pezzo la pratica della contrattazione, l’autore mostra alcune tecniche da seguire per arrivare a stabilire buoni rapporti prima di collaborare alla costruzione di buoni accordi. Dalla postura, al sorriso, fino all’auto training e alla condivisione del pranzo: tutto può collaborare a porre la base per un buon accordo, di qualunque tipo.

Come lo stesso autore ammette, molte delle cose descritte nel libro faranno già parte del corredo di abitudini personali di alcuni lettori, ma leggere e seguire uno schema nella costruzione di un accordo e nel confronto con gli altri vi permetterà di passare da una competenza inconscia ad una competenza consapevole. Passaggio che trasformerà una vaga intuizione di buona pratica in una strategia operativa dalla grande spendibilità.

Dimenticavo un pezzo, perché Happy happy? Perché secondo Lars-Joan Åge il fine di un buon accordo non è solo il profitto individuale, ma è anche la percezione della positività del contratto, fattore non scontato e sui cui bisogna lavorare in termini di cooperazione e coinvolgimento delle parti.

Un libro che, pur avendo un buon impianto scientifico, riesce ad alleggerire la lettura grazie ad una scrittura vivace ma che non scade mai nella propaganda, anche quando qualche schema o tabella di troppo sembrerebbero farci scivolare in quella direzione.

Un libro decisamente consigliato a chi della contrattazione ha fatto un lavoro, praticamente tutti, ma in particolare a tutti coloro che tutti i giorni si trovano ad occuparsi di sociale.

Lars-Johan Åge – Happy happy. Il metodo svedese della negoziazione feliceLonganesi
Traduzione: Andrea Berardini

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Su Andrea Labanca

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Andrea Labanca cantautore, laureato in filosofia e performer, ha scritto tre album impregnati di letteratura. "I Pesci ci osservano" disco della settimana di Fahrenheit Rai RadioTre e "Carrozzeria Lacan" ospitato a Sanremo dal Premio Tenco. Ha collaborato con diversi scrittori (tra cui Aldo Nove e Livia Grossi) e ha lavorato come attore per Tino Seghal. Quest’anno è uscito il suo terzo album, “Per non tornare”, racconto noir-poetico in chiave elettro-vintage.

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