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52 Hertz - Manuale di istruzioni per anima danneggiata - Elena Contenta Patacchini

52 Hertz – Manuale di istruzioni per anima danneggiata – Elena Contenta Patacchini

52Hertz – Manuale d’istruzioni per anima danneggiata di Elena Contenta Patacchini è un libro compatto che cresce nelle pagine finali portando ad un disvelamento interiore ed esistenziale che commuove e fa sorridere al tempo stesso.

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Rimanere ancorati a se stessi

“L’inferno sono gli altri” di sartiana memoria diventa una triste profezia quando scopriamo che gli “altri siamo noi”, come ebbe a dire Umberto Tozzi nella iperconnesione della nostra contemporaneità. Rimanere ancorati a se stessi è difficile, l’attrattiva di avere un’intimità condivisa è talmente attrattiva che chi cerca una vita ritirata deve fare scelte drastiche per ascoltare la propria “voce interiore”. Pensa te se questa voce interiore ha anche poco da dire. Un noia mortale.

Di voci interiori bisogna intendersene, per ascoltarla bisogna essere allenati alla solitudine e alla noia. Peréc insegna: noia, tempo e osservazione del vuoto fanno lo scrittore.

52Hertz – Manuale d’istruzioni per anima danneggiata di Elena Contenta Patacchini

Elena Contenta Patacchini, al suo primo libro, ha raccolto un’effemeride della solitudine attraverso soliloqui che all’improvviso diventano opera corale di personaggi esperti del tema dell’assenza.
I personaggi sono gustosissimi e variegati, perciò l’effetto di 52 Hertz – Manuale di istruzioni per anima danneggiata è quello di un amico che ti chiama in un pomeriggio afoso per invitarti a bere un caffè e raccontarti con grande umorismo, ma senso del tragico, tutto ciò che gli passa per la testa.

Perciò sedetevi tranquilli se volete entrare nel mondo di Elena Contenta Patacchini e godetevi “lo spettacolo d’arte varia” di una innamorata dell’assenza.

Ad aprire 52 Hertz una delle migliori premesse degli ultimi anni: divertente, tragica e quindi efficacissima.
C’è una balena, racconta la Patacchini, che è sola ma veramente la più sola del mondo, che emette un canto nella frequenza dei 52 Hertz, unico esemplare al mondo (anche della sua specie) a farlo; è stata definita la “balena più sola del mondo”. Questa balena racchiude in sé il simbolo della solitudine, anzi ne diventa cantrice (solitaria, appunto) e metafora da cui partire per un compendio sull’assenza di empatia.

Da questo splendido incipit, Elena Contenta Patacchini racconta una giovane neo-laureata alle prese con la vita di Milano e la ricerca di un lavoro. Fin qui tutto bene, solo che è immediatamente percepibile un’assenza, una spina nella carne, tanto per citare il filosofo danese che di struggimento interiore e solitudine non era (e non è) secondo a nessuno.

Da questa vita che scorre, tra lavoro e ricerca di un lavoro, amore scomparso, amore rimescolato, amore ritrovato e acciuffato a tratti, emergono però compagni di viaggio che, se proprio non allietano il viaggio, almeno lo fanno diventare una bella gita in allegria alla Jannacci (“son s’cioppaa… hai presente una vita a cantare in un pullman”).

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La galleria di personaggi

E sui personaggi che animano in 52 Hertz potremmo scrivere un libro a parte, tanta è la loro bellezza e freschezza.
Da una parte c’è una triade esilarante che vive a strettissimo contatto con la scrittrice e sono Tenebra, un’insensata sensazione di prostrazione angosciosa che salta in groppa alla protagonista con una frequenza altissima, I Morti, gruppo per cui vi rimando al libro per scoprirne le particolarità, e il mio preferito: lo SpigoloQuest’ultimo personaggio non ha bisogno di presentazioni: è uno spigolo, la fine di due linee rette.

A questa santa trinità della solitudine si affiancano alcuni mostri sacri della letteratura che vanno da Buzzati a Peréc, da Flaiano a Manganelli, solo per citarne alcuni. Il ruolo di questi scrittori è quello di dialogare con la protagonista del libro, ma anche di farle il caffè a volte, soccorrendola nei momenti di sconforto o riportandola sulla retta via quando vorrebbe diventare una dipendete sottopagata di qualche start-up (divertente a questo proposito il racconto che porta il nome di Luciano Bianciardi).

Ma cosa c’è dietro questa ironia di immaginare dei dialoghi fra sé e uno spigolo o fra sé e Sartre?
C’è la paura che l’assenza si mangi tutto, che la solitudine si fotta la serenità o almeno il giusto equilibrio per affrontare la quotidianità. Ancora c’è un amore che fugge dal suo ruolo di amore, forse non per ipocrisia ma per incapacità di mostrarsi. E su tutto c’è l’ansia che quello che arriverà di bello non potrà essere trattenuto che per pochi secondi e forse non si avrà neanche il vestito migliore quel giorno.

Un piccolo gioiello di solitudine e meditazione

Elena Contenta Patacchini costruisce un piccolo gioiello di solitudine e meditazione che solo una feroce ironia salva dalla mera descrizione di una clamorosa sensazione di fallimento. Ironia che ha portato la giovane autrice (non ancora trentenne) a costruire un mondo parallelo di chiacchiere e compagnia fra persone o cose acciaccate dal mal di vivere. Meditazioni che si fanno meta-letteratura quando la protagonista sogna di scrivere il racconto che sta scrivendo.

Un libro compatto che cresce nelle pagine finali portando ad un disvelamento interiore ed esistenziale che commuove e fa sorridere al tempo stesso. Difficile immaginare quale possa essere il futuro di un libro così ben immaginato, ma facile capire che Elena Contenta Patacchini creda ancora nella scrittura come antidoto per salvarsi la vita e, facendolo, salva un po’ tutti noi dalla solitudine del venerdì sera.

Elena Contenta Patacchini – 52Hertz – Manuale d’istruzioni per anima danneggiata – Blonk Editore

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52 Hertz – Manuale di istruzioni per anima danneggiata – Elena Contenta Patacchini ultima modifica: 2018-10-26T10:00:28+00:00 da Andrea Labanca

Su Andrea Labanca

Andrea Labanca cantautore, laureato in Filosofia e performer, ha scritto due album impregnati di letteratura. "I Pesci ci osservano" è stato disco della settimana dì Fahrenheit Rai RadioTre e "Carrozzeria Lacan" è stato ospitato a Sanremo dal Premio Tenco. Ha collaborato con diversi scrittori (tra cui Aldo Nove e Livia Grossi) e ha lavorato come attore per Tino Seghal. Ora è in uscita il suo terzo album.

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