La vita sessuale di Guglielmo Sputacchiera - Alberto Ravasio

La vita sessuale di Guglielmo Sputacchiera – Alberto Ravasio

La vita sessuale di Guglielmo Sputacchiera di Alberto Ravasio è una perla di sagacità che se ne frega del politicamente corretto, lanciando la scrittura in un vortice di tragicommedia capace di intercettare le tematiche dal quel lato comico così poco frequentato. La sua corsa riesce, perché il libro ha ritmo e un’ironia tagliente.

La vita sessuale di Guglielmo Sputacchiera di Alberto Ravasio

Da te ho imparato che uomo non si nasce né si diventa, ma uomo si recita, giorno dopo giorno, rinunciando all’emotività, alla comunicazione, alla complessità, al paradosso, alle sfaccettature, ai chiaroscuri, non contraddicendosi mai, non svelandosi mai, nemmeno a se stessi, per tenere su la famiglia, per tenerla su tenendola sotto, per portare avanti le cose, affinché restino ferme, uguali ed eterne, dove e come sono sempre state.

Alberto Ravasio esordisce con questa piccola perla di sagacità che se ne frega del politicamente corretto, lanciando la scrittura in un vortice di tragicommedia capace di intercettare le tematiche dal quel lato comico così poco frequentato. La sua corsa riesce, perché il libro ha ritmo, ha un’ironia tagliente che tiene le fila del discorso e va a toccare argomenti attuali senza indulgere nella commiserazione di chicchessia.

Il tutto impastato con una lingua strabordante, ricca di neologismi e giochi di parole, non concedendo tregua al lettore da un’esposizione compatta e ritmata, cadenzata da invenzioni sardoniche dietro ogni punto. Così vengono vergate invettive spumeggianti di amarezza contro tutti i personaggi, prima di tutto contro il protagonista, cogliendone sempre il lato ridicolo che nasconde la disperazione delle sconfitte, perché tutti hanno perso, chi prima chi dopo chi in partenza.

Guglielmo Sputacchiera si risveglia donna, essere ambito e mai sfiorato se non virtualmente. E così il fatto di non aver combinato nulla nella propria vita, vivendo ancora con i genitori e non avendo mai lavorato, diventa un problema relativo, subissato da un cambiamento insensato. Alla ricerca di una soluzione, tra ricordi che sono tutti rimpianti, incrocia sulla sua strada una galleria di personaggi che si sono realizzati solo relativamente, hanno più che altro saputo restare a galla sulla corrente preventivata.

Sesso, questo maledetto

[…] S’era fatto un vulvomane, un vulvolatra, e con quel sanissimo sentimento d’ambivalenza emotiva era partito, già storpio, per il suo pellegrinaggio verso la sessualità adulta, collezionando ultimi posti nelle classifiche di bellezza, infortuni sentimentali, aneddotica imbarazzante.

La vita sessuale di Guglielmo è in realtà asessuata, castrata dall’incapacità relazionale, viene sessualizzata posticciamente nella sua testa, riversata in modo sproporzionato nel web, abortita per inettitudine all’approccio. Il coacervo di desideri inespressi e sconfitte sul campo portano Guglielmo ad una chiusura totale, all’inabissamento da carcerato autocondannatosi. Non è stato in grado di reggere alla pressione esterna, alle aspettative di mascolinità date per scontate, interiorizzate e rigettate da una sensibilità laterale rispetto allo schema.

guglielmo sputacchiera

La scoperta del porno su internet gli apre le porte di una soluzione fai da te ricca di alternative, esplorata con l’accanimento dell’ignoranza pratica. In questo gioco virtuale nelle immagini e sostanziale nel corpo, Guglielmo perde di vista definitivamente il contatto umano, quello da cui è fuggito respinto da un fallimento profondo e senza sbocchi di una soluzione che ha tardato troppo a palesarsi. Ancor più dell’oggettificazione del corpo femminile, Sputacchiera subisce quella del suo stesso corpo, privato di qualunque connessione reale con l’esterno si impoverisce nella semplificazione sentimentale.

Distanze sociali

[…] Applicando la proprietà transitiva, un treenne poteva concludere che non aveva senso iscriversi nemmeno all’asilo visto che comunque non avrebbe ottenuto la pensione. A questo punto le soluzioni erano due: perseverare nel torto, iscriversi all’asilo, condurre tutto il cursus (dis)honorum, fallire e sentirsi dire «Te l’avevamo detto!» oppure restare fermo e farsi dare del fallito subito.

L’altra faccia del fallimento del protagonista è quella sociale. Incapace di inserirsi nel mondo universitario prima e lavorativo poi, vegeta alle spalle della famiglia. Famiglia in cui i rapporti sono talmente rarefatti da non richiedere alcuna spiegazione per la sua situazione, una rinuncia al dialogo scaturita dalla mancanza di connessione di due mondi inassimilabili. Lo standard sociale richiesto ha affossato qualsiasi velleità dei genitori che però non sono disposti a metterlo in discussione, mentre per Guglielmo si è sempre palesato come un nemico a cui non si riesce a prendere le misure.

La generazione dei genitori ha abortito il futuro dei figli, si è presa tutto quel che poteva e ha lasciato ai discendenti un cimitero di pretese irrealizzabili, una bussola rotta che ci si ostina a seguire per percorrere una strada senza uscita. La brillantezza intellettiva di Guglielmo si ingarbuglia su sé stessa, non si fa mai moneta spendibile su un mercato truccato, che esige quel che non sa accogliere. Così la capacità di parola si trasforma in arma spuntata, nella possibilità di attaccare a salve un sistema che la liquida senza nemmeno farci caso.

Le figure dei genitori, a mano a mano che il libro prosegue, assumono altre sfaccettature che vanno al di là del disegno satirico. Come anche la figura del Guglielmo transessualizzato procede su un percorso di consapevolezza quasi a ritroso, unico modo di intravvedere un futuro.

Il libro si insinua in molte altre tematiche, senza risparmiare sarcasmo a nessuna. Forse la verve di Ravasio non regge per tutte le pagine, ma il piglio di questo libro ha una marcia in più, un esordio che ha freschezza ed eccessività da gustare.

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Su Agafan

Aga la maga; racchetta come bacchetta magica a magheggiare armonie irriverenti; manina delicata e nobile; sontuose invenzioni su letto di intelligenza tattica; volée amabilmente retrò; tessitrice ipnotica; smorzate naturali come carezze; sofferenza sui teloni; luogo della mente; ninfa incerottata; fantasia di ricami; lettera scritta a mano; ultima sigaretta della serata.

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