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La coppia felice – Naoise Dolan

La coppia felice di Naoise Dolan ci fornisce la conferma delle capacità autoriali dell’autrice irlandese, in grado di affondare la penna nella vita sentimentale di una giovane coppia senza nessuna pietà e scavando in modo spigliato. Se Luke e Celine sono i protagonisti, il controcanto di chi sta loro intorno si fa concreto nel suo girare intorno alla coppia, illuminandola da diverse angolazioni dei rapporti.

La coppia felice di Naoise Dolan

«Veniamo a noi. Non ti piace l’idea del matrimonio, o di certo non il tipo di matrimonio che avresti con Celine, dove tutti i tuoi bisogni e i tuoi obiettivi verrebbero sacrificati alla sua carriera. Ma adori le piccole intimità che condividete ogni giorno».
«Esatto».
«Mentre Celine ama l’idea della vostra relazione, ma probabilmente non apprezza l’esperienza concreta».
«Sinceramente accurato.
«Quindi», disse Vivian, «siete in una condizione di amore non corrisposto reciproco».

L’esordio di Dolan, Tempi eccitanti (leggi la recensione), aveva rivelato una scrittrice fresca e incisiva; questa seconda prova ci fornisce la conferma delle capacità autoriali dell’autrice irlandese, in grado di affondare la penna nella vita sentimentale di una giovane coppia senza nessuna pietà e scavando in modo spigliato. Se Luke e Celine sono i protagonisti, il controcanto di chi sta loro intorno si fa concreto nel suo girare intorno alla coppia, illuminandola da diverse angolazioni dei rapporti.

Con una prosa vivace e colloquiale, intrisa di ironia, Nolan mostra la laconicità dei protagonisti, centellinando le loro considerazioni all’interno di spaccati d’umore, dove le riflessioni si contraggono in un’essenzialità disarmata. Muovendosi tra passato e presente, la scrittura si adatta ai vari personaggi protagonisti dei capitoli, aderendo attraverso il tono alla loro personalità: il capitolo della sposa si presenta riflessivo nell’interrogare incerto, quello della sorella si dimena in una rabbia insistita, quello del testimone dello sposo presenta una sopraffazione confusa, quello dello sposo (l’unico in prima persona rispetto alla terza utilizzata per gli altri) si rivolge direttamente al lettore in un disincanto attonito, quello dell’amica dello sposo contiene una praticità senza fronzoli, quello del giorno del matrimonio procede ad un resoconto che si fa resa dei conti.

Dolan riesce così a proporre un romanzo corale pur incentrandolo sui due promessi sposi, Luke e Celine, estendendo i rami delle personalità nei vari rapporti, fornendo il contesto all’intimità di coppia e al modo di affrontarla da parte di entrambi. Viene scoperchiato il campo minato dei sentimenti, delle insicurezze che reggono le relazioni, delle incertezze che scaturiscono da una confusione sia generazionale sia umana più in generale. Di fronte agli abbozzi dei tentativi precedenti, il matrimonio sembra potersi sviluppare come un progetto compiuto, il finale potabile degli inciampi che hanno caratterizzato fino a quella decisione l’andatura sentimentale, il punto fisso sulla bussola sociale che scompagina lo sviluppo recalcitrante. Potrebbe essere così, ma anche no.

la coppia felice

La trappola sociale

In astratto, il comportamento di Celine sarebbe malato. È una pianista talentuosa, e sa molte cose in generale. Perché dovrebbe fare tutti questi sforzi per restare attaccata a un tizio? Soprattutto quando non faceva compromessi simili per la sua ex ragazza, una musicista come lei?
Risposta: l’eteronormatività è una forma di mania quasi-ubiqua.

Dolan racconta di personaggi che non riescono a trovare la via per potersi legare a qualcuno, in una difficoltà di espressione dei propri sentimenti che si fa cronica, chiudendo ogni sbocco sincero. Relazionarsi agli altri diventa una lotta, un gioco di ruolo che inibisce la spontaneità, in un susseguirsi di incomprensioni e chiusure che mina qualsiasi certezza e incombe come un’ombra perenne sui rapporti. Si tratta di un dimenarsi circolare, perché riporta sempre a sé e quel sé non si ritrova mai appagato.

La solitudine non era non avere nessuno. La solitudine era l’abisso tra quello che speravi e quello che avevi.

La pressione sociale rischia di diventare uno sbocco accomodante, la soluzione ad un problema diverso ma accettata. La trappola delle convenzioni permette di far quadrare i conti, ma sono i conti di qualcun altro, perché sono falsati dall’idea che i protagonisti se ne fanno. In continua ricerca di sé stessi, del proprio posto tra le persone amate, il rifugio di un punto fermo agli occhi del mondo regala una pacificazione insperata; ma è una pacificazione di facciata, una forzatura dei legami, un inganno delle intenzioni.

La rappresentazione liquida delle relazioni e della ricerca di sé stessi che fornisce Dolan non ha nulla di banale né di polarizzante. Amarsi o non amarsi non è un codice binario che si attiva o meno, riuscire a stare insieme non ha il sapore della sentenza. La vita sentimentale e, più in generale, relazionale ha molte variabili e non esistono certezze in esseri umani che ancora stanno cercando la loro via, e forse mai esisteranno perché non è scontato che gli esseri umani la trovino. La differenza tra naturalezza e imposizione a sé stessi è giocata su un filo, le incomprensioni con gli altri sono figlie della propria stessa confusione, in un mondo interiore che si sfilaccia tra personalità e abitudini, desideri fumosi e scelte poco mirate, in una dinamica relazionale che si dimena tra ideale e pratico.

Dolan ha una capacità narrativa non comune ed è in grado di tracciare sottigliezze con abilità rara, senza perdere il focus ma senza semplificare.

Naoise Dolan – La coppia feliceAtlantide
Traduzione: Claudia Durastanti

Voto - 84%

84%

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Su Giuseppe Ponissa

Aga la maga; racchetta come bacchetta magica a magheggiare armonie irriverenti; manina delicata e nobile; sontuose invenzioni su letto di intelligenza tattica; volée amabilmente retrò; tessitrice ipnotica; smorzate naturali come carezze; sofferenza sui teloni; luogo della mente; ninfa incerottata; fantasia di ricami; lettera scritta a mano; ultima sigaretta della serata.

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