L'ottava vita (per Brilka) - Nino Haratischwili

L’ottava vita (per Brilka) – Nino Haratischwili

L’ottava vita (per Brilka) di Nino Haratischwili è un libro davvero magico, propone una versione della storia del Novecento molto interessante e ricca di spunti poco noti, come tutti i particolari sulla situazione in Georgia pre rivoluzione d’ottobre, una rilettura davvero coinvolgente e originale.

L’ottava vita (per Brilka) di Nino Haratischwili

Come si riconosce un classico contemporaneo? Ci vuole soprattutto fortuna. Nella marea di prodotti editoriali pubblicati ogni anno, è difficile tenere il lume della qualità alto quando, troppo spesso, in tanti urlano al capolavoro. 

Tra i casi più fortunati degli ultimi anni c’è però sicuramente questo meraviglioso volume, edito in Italia da Marsilio e scritto Nino Haratischwili, che, a dispetto dall’italianizzazione del nome, è una scrittrice trentacinquenne di origine georgiana e attualmente di stanza a Berlino.

Colpiscono i trentacinque anni di Nino Haratischwili, non tanto per la capacità di comporre un romanzo difficile e complesso oltre che lungo (più di mille pagine), ma per lo stile con cui la scrittrice riesce a intessere una trama fitta e densa che sembra rubata alla migliore tradizione ottocentesca russa. Elementi originali e personali che connotano immediatamente la scrittura dell’autrice come quella di donna (e l’elemento femminile qui conterà molto) perfettamente a suo agio con la sua età e la sua epoca, che non scimmiotta stili e stilemi collaudati.

Ma gettiamo subito tra le pagine de L’ottava vita (per Brilka).

In un Georgia ottocentesca dimenticata da Dio ma, anche per questo, più florida di altre terre, un pasticciere trova la formula per il cioccolato perfetto, un cioccolato irresistibile.

La fortuna del cioccolato porterà l’uomo a trasformare gli Jashi in una delle famiglie più ricche dell’intera Georgia, ma questa fortuna dovrà scontrarsi con mille disavventure storiche e famigliari.

Le tre figlie dell’uomo percorreranno strade difficili e tragiche, dando vita ad una dinastia al femminile afflitta dal dolore dell’esistere. 

L’albero genealogico, prediligendo il lato femminile, ripercorrerà tutto il Novecento fino ad arrivare ai nostri giorni, dove una pronipote in cerca di risposte attraversa l’Europa per capire sé stessa.

L'ottava vita (per Brilka)

Libro magico

Libro davvero magico, L’ottava vita (per Brilka) propone una versione della storia del Novecento molto interessante e ricca di spunti poco noti, come tutti i particolari sulla situazione in Georgia pre rivoluzione d’ottobre, una rilettura molto spesso davvero coinvolgente e originale.

La ricostruzione storica, oltre ad essere molto accurata, offre una prospettiva unica sul potere in Russia dopo la Rivoluzione d’Ottobre. Una rivoluzione che certo prometteva uguaglianza e che di fatto riproponeva gli stessi abusi di potere di qualunque regime, soprattutto nei confronti delle donne. 

La figura storica che più emerge, ovviamente, è quella di Iosif Stalin, georgiano come la famiglia protagonista della storia e sorta di archetipo della sua terra. Lo vediamo giovane senza scrupoli, lo vediamo nel suo declinare quotidianamente il potere cieco della violenza. 

In generale, gli uomini che compaiono nel romanzo hanno tratti più legati alla violenza che ad altre caratteristiche, fatta eccezione per il padre, ma sicuramente, nella scelta dei personaggi maschili, la Haratischwili ha voluto sottolineare il clima di sottomissione che si respirava in Russia al tempo del racconto. 

I paragoni che vengono in mente, mentre si legge il libro di Nino Haratischwili, rimangono sempre altissimi: in alcuni casi di pensa a Tolstoj (ebbene sì), in alcuni casi a Gončarov, in altri quasi i Buddenbrook di Mann. Paragoni scomodi certo, ma non inappropriati vista la grandissima qualità espressa da Nino Haratischwili.

Un libro in apparenza difficile a cui approcciarsi, si potrebbe pensare anche da questa presentazione, viste le sue 1200 pagine e la profondità della storia, ma, come accade nei migliori romanzi, la strada che percorre il racconto è dolce e leggermente inclinata, ci permette di scivolare con grande piacere, sopraffatti dai caratteri e dalle vicende.

Nino Haratischwili – L’ottava vita (per Brilka)Marsilio
Traduzione: Giovanna Agabio

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Su Andrea Labanca

Andrea Labanca cantautore, laureato in filosofia e performer, ha scritto tre album impregnati di letteratura. "I Pesci ci osservano" disco della settimana di Fahrenheit Rai RadioTre e "Carrozzeria Lacan" ospitato a Sanremo dal Premio Tenco. Ha collaborato con diversi scrittori (tra cui Aldo Nove e Livia Grossi) e ha lavorato come attore per Tino Seghal. Quest’anno è uscito il suo terzo album, “Per non tornare”, racconto noir-poetico in chiave elettro-vintage.

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