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Omosessualità e razzismo, i confini inviolabili della normalità

Gentile Redazione,

sono un uomo ancora giovane (45 anni), direi nel pieno delle forze e ho una moglie meravigliosa e con cui ho un rapporto bellissimo (tanto per dire, ancora oggi mi pratica il sesso orale con l’entusiasmo di una ragazzina). Ad angosciarmi è però uno dei miei figli, in particolare il maggiore, Massimo. Ultimamente mi sono accorto di qualcosa di cui forse avrei dovuto accorgermi prima, i sorrisetti dei miei amici quando ci parlavano avrebbero dovuto mettermi sull’attenti. Faccio fatica a dirlo, ma insomma, credo proprio che Massimo sia frocio. Ma frocio e basta, non uno di quelli a cui piacciono sia le donne che gli uomini ed allora ci puoi vedere uno spiraglio di normalità, una speranza per il futuro, no, credo che sia irrimediabilmente una checca e temo faccia parte della schiera di quelli che lo prendono. Almeno lo desse potrei intravvedere una lontana eco di virilità, ma sono quasi sicuro che se lo faccia sbattere. Ad aggiungere problemi a problemi ho scoperto da poco che si frequenta con un ragazzo. E fino a qui è comprensibile, comprensibile poiché è un pervertito sia ben chiaro, che di comprensibile davvero non c’è nulla. Comunque, il fatto è che frequenta un negro. Cioè, non solo lo piglia in culo, ma pure da un negro. Sembra voglia davvero ferirmi in tutti i modi possibili e immaginabili, come se non gli avessi dato tutto ciò di cui ha bisogno, l’ho sostentato come fosse uno normale e lui mi ricambia così. Quello che vi voglio chiedere è questo. Secondo voi, devo agire alla radice per impedirgli di fare l’invertito o passo direttamente al secondo livello e gli dico che se proprio vuole prenderlo in culo che non sia da un negro? Cioè, punto al piatto intero o mi accontento di vincere una mano? Non vorrei sbagliare approccio e fare ulteriori danni, magari per dispetto mi vota pure comunista. Insomma, meglio un figlio frocio ma italiano vero, o già frocio è davvero troppo?

Marco da Brescia

 

Carissimo Marco,

Felice che tu ti sia rivolto a noi per avere conforto su un tema spinoso come quello dell’educazione dei figli. Al giorno d’oggi sono sempre di più i ragazzi che cadono vittime di modelli ispirazionali deviati che fanno loro perdere di vista ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. E capiamo altresì il tuo dolore, perché con tutto quello che poteva succedere a tuo figlio, come diventare un ladro, un assassino o uno stupratore di vecchie, il giovane Massimo ha smarrito la via retta sostituendola con un abuso costante del retto, attività tradizionalmente inaccettabile in un paese religioso e osservante come il nostro.

Caro Marco, però, lasciati prima bacchettare: tu parli di vincere mani o partite con una semplicità tale che quasi non sembra che in ballo ci sia il futuro di tuo figlio. Dal tuo atteggiamento traspare tutta la letteratura progressista e comunista che ha deviato nel corso dei decenni il concetto di famiglia italiana e cristiana. Dov’è che hai imparato a fare il padre, nei circoli rossi? Qui non si tratta di vincere una partita, non si tratta di fare concessioni. Gli omosessuali (per favore chiamiamoli così e non froci o ricchioni o culattoni o invertiti. Un po’ di rispetto per chi soffre) vanno curati!  In questo è fin troppo chiara la posizione della nostra santa madre chiesa che definisce l’omosessualità un disordine morale causato da una patologia e tu, Marco, devi rendertene conto e prendere i giusti provvedimenti prima che sia troppo tardi. Informati, la storia è piena di tentativi riusciti, dalle terapie di conversione al rogo coi finocchietti. Nel corso dei secoli sono state sviluppate tante possibilità per cercare di tappare un problema che sta diventando largo come un cratere (e visti i gusti di tuo figlio, forse anche di più).

Insomma Marco, è fondamentale che tu capisca che l’omosessualità del tuo primogenito non prevede polso debole, ma un certosino lavoro di repressione. Tu sei il capo famiglia e tu hai il dovere di prenderti cura della prole che hai messo al mondo.  Ma poi, caro Marco, non ti rendi conto dei rischi che corri nel dubitare, nel lasciare fare? Lo sai che gli omosessuali sono celebri per la loro capacità di riunire il peggio di una donna e quello di un uomo, parliamo ovviamente della capacità femminile di mentire seducendo e di quella maschile di convincere con argomentazioni prevaricatrici. Se davvero lasciassi che tuo figlio restasse gay ma “italiano vero”, quanto credi ci metterà a convincerti che il suo fidanzatino nero è ormai una concessione da nulla? Gli basterà poco e cederai, e nel giro di pochi mesi avrai in casa un figlio omosessuale e il suo fidanzato scuro. Ma ci pensi alle conseguenze? E se poi vi ritrovaste ad andare in vacanza assieme? E se durante la vacanza doveste condividere un piccolo bungalows? E se tua moglie, così dedita a soddisfarti sessualmente, dovesse un giorno per sbaglio vedere nudo il fidanzato di suo figlio? Come credi reagirebbe? Non inizierebbe a farsi domande? Non inizierebbe a pensare che forse tu non sei il maschio che credeva?

Marco, credici, col tuo lassismo stai camminando paurosamente sul bordo del precipizio. Il bene di noi maschi bianchi e normali è appeso alle piccole grandi repress… decisioni di tutti i giorni. Scegli con intelligenza e fai il tuo dovere. 

Omosessualità e razzismo, i confini inviolabili della normalità ultima modifica: 2017-10-16T16:44:36+00:00 da Redazione

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