Gabriele Capelli Editore

Carta d’Identità

La Gabriele Capelli Editore (GCE) è una piccola casa editrice svizzera
con sede nel Canton Ticino, orientata prevalentemente verso la narrativa
ma allargata occasionalmente verso la saggistica e la poesia.
La produzione si attesta a circa 6/7 libri all’anno a fronte di un
centinaio di manoscritti valutati.

La scelta di accogliere un numero selezionato di titoli è imposto dalle
dimensioni della redazione che non rende possibile una produzione
editoriale maggiore.

Il vantaggio è l’avere una specifica attenzione verso ogni titolo,
calibrata sul lungo termine.
Nonostante le ridotte dimensioni, la GCE vanta ottimi risultati per
quanto riguarda la qualità dei testi: numerosi sono infatti premi vinti
dagli autori (anche esordienti) sia in Svizzera che all’estero, un
risultato ottenuto grazie ad un accurato lavoro di selezione e a un
editing altamente professionale.
La distribuzione copre anche l’Italia garantendo una presenza oltre
che nelle librerie anche negli shop online (sia libri cartacei che
eBook).


Due parole con Gabriele Capelli

Se Le venisse chiesto di scrivere un libro sulla Sua casa editrice, che titolo avrebbe?

“Resilienza”

Quale – o quali – vostre pubblicazioni vi hanno stupito per risultati e accoglienza, e quali, invece, avrebbero meritato di più?

“La chiave nel latte” di Alexandre Hmine e “Per una fetta di mela secca” di Begoña Feijoo Fariña sono stati titoli che hanno piacevolmente sorpreso. Mi è dispiaciuto invece per i libri quali “Il ladro di Ragazze”, “Latte e sangue” di Carlo Silini, “Il simbolo” e “Il guaritore” di Damiano Leone o i romanzi di Pedro Lenz (“In porta c’ero io” e “La bella Fanny”). Sono comunque titoli che non finiscono “in cantina”. La mia ridotta produzione editoriale fa in modo che nessun libro in catalogo finisca nel dimenticatoio. Vengono sempre riproposti.

In uno scenario apocalittico, Le viene concesso di salvare un unico libro da cui l’umanità dovrebbe ricominciare: quale sceglierebbe?

“Parole nel vuoto” di Adolf Loos (Adelphi)

L’incipit preferito.

«Autunno secco fatto di foglie sbriciolate e ricci vuoti. Il vento fuori asciuga anche gli occhi. Sono immersa in una luce polverosa e insistente con le mani in grembo, addosso ho la camicia da notte» (“Dove nascono le madri” di Virginia Helbling, GCE 2016)

Quale o quali libri di altra casa editrice avrebbe voluto pubblicare?

Mi sarebbe piaciuto pubblicare “Maiser” di Fabiano Alborghetti (Marcos y Marcos). Un romanzo-poema che si legge d’un fiato.


Novità ed eventi GCE

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Comincia a piovere sul sentiero che porta ai piedi del Monte Adula, la vetta più alta del Canton Ticino. Francesco Salemi, sessantotto anni, scivola in un burrone. L’unica testimone della sua fine è la ventenne Sara Gandolfi.Francesco è un industriale di successo, proprietario di un’azienda di posateria in Brianza e grande amante della montagna. Ha …

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Alvaro Giacometti viveva una vita tranquilla, sicuro nella quotidianità del piccolo paese di montagna nel quale era cresciuto. Questo finché gli giunse notizia della morte del padre che non vedeva da decenni. Scoprì che l’uomo che lo aveva abbandonato per diventare un marinaio era tornato a vivere non molto distante. Andò a casa sua e …

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Begoña Feijoo Fariña – Per una fetta di mela secca

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