MotoGP 2020 – Non avevamo ancora smaltito le emozioni del primo GP, che era già tempo di guardarne un altro. E sebbene la pista non fosse cambiata, lo spettacolo è stato molto diverso.
Vero, non è cambiato il nome del vincitore, Fabio Quartararo, che però è stato più pulito, più preciso (complice anche l’assenza di Marquez) più sicuro di sé e che, pronti via, non si è più visto. Ha svolto una gara di dominio assoluto, da applausi, e ora più che mai non vedo l’ora di vederlo in un duello diretto con Marquez.
Alle sue spalle nel frattempo è successo di tutto, e fatemi iniziare parlando della grandissima sorpresa del GP: Francesco Bagnaia. Che Pecco, ragazzi! Finalmente ce l’ha fatta, finalmente è esploso e mi ha gasato tantissimo vederlo in seconda posizione, a suo agio sulla Ducati, dando addirittura quasi tre secondi al suo Maestro. Purtroppo la fumata bianca ha decretato finita in anticipo la sua gara, e mi è dispiaciuto proprio un bel po’, ma dopo averlo visto così maturo e brillante in pista, sono impaziente di vedere quello che potrà fare in Austria, in un circuito favorevolissimo a Ducati.
Oltre a Pecco, guai tecnici hanno coinvolto anche Franco Morbidelli, e che peccato anche per lui. Prima che iniziasse la stagione avevo potuto intervistarlo di persona e avevo percepito la sofferenza patita nel 2019, la sua determinazione nel fare bene quest’anno e vederlo tra i primi, in lotta per il podio, al secondo GP, è stato proprio bello. Vuol dire che il duro lavoro ha pagato, un’altra volta. La sfortuna ha frenato i nostri due giovani piloti, non ci ha fatto esultare per loro fino alla fine, ma quanta bella Italia abbiamo in MotoGP?!
Il tricolore però è salito sul podio, con Valentino Rossi che a 41 anni suonati ha chiuso terzo e ci ha messo l’anima. Anzi, di più! Ritrovarlo così competitivo, dopo la prima gara anonima, è stato importante e ha dimostrato che se gli viene dato ascolto, lui c’è. La sua gioia al parco chiuso ha detto tutto: quello è il suo mondo e staccarsene, quando accadrà, sarà molto difficile. E vederlo sul podio, affiancato ad un 21enne e ad un 25enne mi ha fatto specie. Sembrava un ragazzino anche lui, solo con un viso più segnato dal tempo.
L’unica nota negativa è stato un Andrea Dovizioso solo sesto al traguardo. Dopo l’incredibile terzo posto di una settimana prima. Mi aspettavo senza dubbio qualcosa in più da lui, e invece da venerdì sembrava non riuscire più a trovare la giusta competitività. Peccato, perché in ottica campionato questa era un’occasione da non lasciarsi sfuggire.