533. Il libro dei giorni - Cees Nooteboom

533. Il libro dei giorni – Cees Nooteboom

533. Il libro dei giorni di Cees Nooteboom non è un diario e nemmeno una raccolta di meditazioni, ma l’invito a casa di una grande personalità europea che vuole accoglierci nella sua intimità spirituale e fisica.

Chi è Cees Nooteboom

Va spiegato chi è Cees Nooteboom al pubblico italiano, altrimenti si rischiano fraintendimenti.

Qualche settimana fa ero a prendere un aperitivo con amici olandesi e stavo raccontando loro proprio del libro che vi consiglierò questa settimana: 533. Il libro dei giorni. Si sono sciolti, perché per loro Nooteboom è una specie di icona nazionale. Le ragioni sono tante, alcune le affronterò più tardi, ma andiamo con ordine e partiamo dalla biografia dello scrittore olandese.

Nooteboom è a pieno titolo figlio dell’Europa da cinquant’anni a questa parte. Nato durante la seconda guerra mondiale e cresciuto nell’assenza del padre, morto proprio a causa dei bombardamenti tedeschi, Nooteboom si è occupato, come giornalista, delle principali rivolte e guerre europee dagli anni ‘50 in poi: dall’invasione di Budapest al maggio francese.
In 533. Il libro dei giorni scopriremo come da cronista abbia coperto anche molti altri conflitti in giro per il mondo, ma la sua biografia non si limita a questo. Poeta, narratore, animo sensibile e vagabondo colto, Nooteboom è considerato a tutti gli effetti un Borges europeo per stile e temi.

Se qualcuno volesse approfondire la faccenda, consiglierei la lettura del meraviglioso Rituali (considerato il suo capolavoro), edito anch’esso da Iperborea, un libro profondo e per certi versi profetico, in cui entrano il tema dell’identità e della nostra presenza nel mondo. Temi, appunto, cari al grande Borges.

533. Il libro dei giorni di Cees Nooteboom

In 533. Il libro dei giorni compaiono, in forma sintetica, molti dei temi del grande autore.

La ragione per leggere questo libro è, prima di tutto, la possibilità di aprirsi ad un mondo culturale per noi a volte oscuro: la letteratura romena, ceca, mitteleuropea in generale e tedesca. Divisi dalle lingue, ma geograficamente vicine e spesso con storie che si intersecano, quest’area geografica ha una sua peculiarità che ad un amante della letteratura non deve sfuggire.

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Nooteboom fa nel libro diverse riflessioni sul ruolo della lingua e del suo utilizzo in campo letterario. Riflessioni molto interessanti che da un lato portano ovviamente ad una ricostruzione del mondo differente in base al tipo di linguaggio usato, dall’altro ad un nominalismo magico molto emozionante in alcuni punti del libro.

Nooteboom comprò a circa trent’anni una casa a Minorca, felice isola fisica e spirituale, ivi costruì il suo studio e il suo approdo per i mesi estivi, da maggio a ottobre. In questa casa lo scrittore olandese iniziò ad ospitare, il termine giuro che è proprio quello giusto, una buona quantità di cactus, piante particolarmente adatte al clima minorchino. Le piante e il giardino ad un certo punto diventeranno interlocutori, o meglio saggi dall’esistenza predefinita (alla faccia di Heidegger), condividendo con lo scrittore riflessioni e commenti sul mondo degli ultimi cinquant’anni. 

L’invito a casa di una grande personalità europea

Non solo letteratura, tanta guerra e tutta l’attualità. Da un lato il terrorismo visto come ultima guerra, dall’altro l’allarme populistico nel cuore dell’Europa.

Quest’ultimo punto è quello che personalmente mi ha colpito di più, perché compare un punto di vista che sinceramente non avevo mai avuto modo di raccogliere in Italia. Si parla di un Helmut Kohl, il grande statista tedesco, obbligato a cedere potere in cambio della riunificazione, sotto la pressione di due “furbacchioni” come François Mitterrand e Giulio Andreotti. Un punto di vista interessante su cui riflettere con serietà, sicuramente uno spunto fuori dagli schematismi banali degli urlatori di questo periodo.

533. Il libro di giorni non è un diario e nemmeno una raccolta di meditazioni, ma l’invito a casa di una grande personalità europea che vuole accoglierci nella sua intimità spirituale e fisica.

Perfetto il tempismo di Iperborea nel fare uscire questo libro a ridosso delle vacanze estive, periodo in cui la riflessione non sempre procede in modo lineare, balzella, deraglia e spesso per questo porta nuovo ossigeno in circolazione nella testa.

Cees Nooteboom – 533. Il libro dei giorniIperborea
Traduzione: Fulvio Ferrari

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Su Andrea Labanca

Andrea Labanca cantautore, laureato in filosofia e performer, ha scritto tre album impregnati di letteratura. "I Pesci ci osservano" disco della settimana di Fahrenheit Rai RadioTre e "Carrozzeria Lacan" ospitato a Sanremo dal Premio Tenco. Ha collaborato con diversi scrittori (tra cui Aldo Nove e Livia Grossi) e ha lavorato come attore per Tino Seghal. Quest’anno è uscito il suo terzo album, “Per non tornare”, racconto noir-poetico in chiave elettro-vintage.

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